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L’etichetta del bravo Dj…consigli utili per “sopravvivere”

Ed ecco pronto un altro super-articolo direttamente dai ragazzi di Dj TechTools. Vi ricordiamo che l’articolo è anche disponibile in lingua originale al seguente link: http://www.djtechtools.com/2010/01/03/dj-etiquette/

Il mondo del Dj…lo sappiamo tutti…è una giungla selvaggia cosparsa di molti loschi figuri  e di ancora più numerose regole mai scritte, ma conosciute da tutti. Pratico la professione del dj da ormai diversi anni, ma sono sicuro che se qualcuno si fosse preso la briga al suo tempo di condividere un paio di quei principi e regole universali su come rapportarsi e relazionarsi con tutte quelle numerose, affascinanti ma allo stesso tempo “pericolose” sfaccettature di questa industria, moltissime delle mie serate sarebbero andate in maniera migliore e mi sarei risparmiato molti futili errori. Per questo motivo…ecco qui riportata la mia personale “etichetta” del Dj…

Con Gli Altri Dj

Questo è il contesto in cui la maggior parte dei dj si trova in difficoltà. Il nuovo arrivato commette un errore classico che è quello di vedere nell’altro dj la concorrenza e non un’opportunità per ulteriori ingaggi. Trattare i propri colleghi con rispetto porta invece la possibilità di ottenere altre serate. Ma andiamo ad esaminare alcune regole fondamentali da seguire in consolle.

1. Mai preparare la propria attrezzatura durante la performance degli altri dj (sempre che si possa evitare)

* Eseguire il setup durante gli ultimi dischi del collega può generare molta tensione in consolle e lasciare il collega piuttosto stizzito nei nostri confronti.

2. Se non è possibile eseguire prevetivamente il sound check, portare con sè un breve cd mixato da miscelare con l’ultima traccia del disc jockey che ci precede

* Eseguire il setup mentre il cd mixato sta suonando e, in ogni caso, solo dopo che il collega ha lasciato definitivamente la consolle.

3. Se quanto detto in precedenza non è praticabile, seguire le seguenti regole:

* Prendersi almeno 20 minuti per eseguire le operazioni necessarie.

* Informare il collega che stiamo per preparare il nostro setup e che si senta libero di dirci se e quando risulteremo di intralcio. Tranquillizzarlo circa il fatto che stiamo solo preparando in anticipo le cose, ma non c’è alcuna fretta per lui.

* Approfittare dei momenti in cui il collega non sta mixando per eseguire piccole operazioni preparatorie, ma non disturbarlo in alcun modo quando è nei pressi del mixer.

* Ringraziare il collega per la sua pazienza una volta terminato il setup.

4. Se si apre la serata ad un altro disc jockey:

* Ricordare il proprio ruolo e non caricare eccessivamente la pista. Lo scopo è quello di scaldare la gente, non di impressionare l’ospite bruciando 15 hits, una dietro l’altra. Mostare piuttosto un opportuno ritegno e cercare di far fare bella figura all’attrazione principale della serata. Questo quieto vivere garantisce il rispetto e la stima dei colleghi e assicura maggiori opportunità per il futuro.

* Se la pista è vuota mantenere i volumi a livelli normali ed utilizzare un ritmo che favorisca l’ingresso in pista da parte dei clienti del locale.

* Come ultimo disco utilizzare una traccia relativamente lunga, dai 4 ai 7 minuti, in modo che il dj ospite abbia il tempo di prendere confidenza con la consolle ed ambientarsi.

* Non trattenersi al mixer giocherellando coi filtri sull’ultimo disco, lasciando così il collega con pochissimo tempo per subentrare. Un comportamento del genere ci farà apparire come il peggiore dei principianti.

* Non trattenersi in consolle e soprattutto non trasformarla in un luogo di baldoria per sè e per i propri amici, a meno che non si venga invitati esplicitamente a farlo.

* Non spingere il volume al massimo, lasciare sempre un pò di margine per il dj che segue. Fare lo stesso con la cassa spia.

* Chiedere all’ospite se il tempo che si sta suonando è adeguato e non effettuare cambiamenti drastici nel caso sia necessario dare una direzione diversa al programma musicale.

* Lasciare in ordine la consolle quando la si consegna al collega e togliere anche gli eventuali drinks che si sono consumati durante il proprio set.

5. Se si subentra ad un altro disck jockey:

* Entrare in consolle una decina di minuti prima dell’orario di inizio previsto.

* Presentarsi garbatamente al collega e informarlo dell’orario in cui si prevede di iniziare, specificando quanti minuti manchino, in base al proprio orologio.

* Se ci dovesse essere un conflitto negli orari non discutere mai. Rivolgersi all’organizzatore della serata e lasciare che se la sbrighino loro.

* Quando si è pronti per iniziare a suonare informare il collega evitando di stare dietro alle sue spalle con la cuffia in mano.

* Anche se siamo i migliori dj che abbiano mai calcato una consolle, non è sbagliato ascoltare cosa fanno i colleghi per almeno 20/30 minuti e cercare di valutare la risposta della pista. Un resident avrà sempre una visione più realistica del pubblico del locale in cui si suona da ospiti.

Con i proprietari del locale

E’ molto importante comprendere con chi si ha a che fare. Il tipico proprietario o direttore artistico è una persona con mille cose da fare e pochissimo tempo a disposizione. Il più delle volte non condivide nemmeno quella passione per la musica elettronica che rappresenta invece la nostra vita. E’ buona norma mantenere interazioni brevi e cercare di rendere loro la vita il più semplice possibile.

1. Non spedire i propri demo CD, portarli sempre di persona.

2. Non pretendere di essere pagati immediatamente dopo aver terminato il proprio set perchè ci saranno almeno altre 25 persone da pagare.

3. Se ci viene chiesto di cambiare musica, assecondare la richiesta (anche se ci disturba molto).

4. Quando si viene chiamati al telefono per programmare una data, oppure si incontra il direttore/proprietario di persona, essere sempre pronti col calendario alla mano perchè, se perdiamo il treno, non verremo richiamati sicuramente.

5. Non pretendere di ricevere free drinks per tutta la serata. Ciascun locale ha la propria politica per le bevute e un paio sono sicuramente la norma. Se ci vengono offerte più consumazioni meglio per noi, ma è sempre meglio mettere le mani avanti e contenersi, specialmente se è la nostra prima serata in quello specifico club.

6. Seguire con regolarità la programmazione dei locali e, in particlare, le nuove aperture. Chi primo arriva…

7. Quando si interagisce con il direttore artistico/proprietario è bene parlare poco e mostrare interesse anche per argomenti diversi dalla programmazione artistica e il nostro mondo. Farsi degli amici è una delle garanzie maggiori di poter programmare ulteriori date.

Con il pubblico

Questa è forse l’area più difficile ,perchè comporta la necessità di metter da parte il proprio ego. I clienti non sono cittadini privilegiati del nostro “regno musicale”. Semai sono coloro che ci permettono di lavorare perchè contribuiscono a pagare il nostro compenso, per cui vanno tenuti nella debita considerazione.

1. Se qualcuno richiede una canzone va tenuto in mente che:

* Rispondere male o prendere in giro il cliente ci inimicherà l’intero gruppo dei suoi amici e possiamo stare certi che ne parleranno all’organizzatore

* Bisogna essere cortesi e ricordare che è molto probabile si abbia a che fare con persone che hanno alzato il gomito, per cui indossiamo i guanti di velluto e gestiamo la cosa diplomaticamente.

* Sebbene nessuno ci obblighi a suonare una determinata traccia, va comunque tenuto conto che questo tipo di richieste rappresenta il gusto musicale di una parte del proprio pubblico. Possiamo anche non suonare quello specifico disco, ma dobbiamo usarlo come una bussola per orientare la scelta del programma musicale.

* Il modo migliore per declinare una richiesta è quello di stamparsi in faccia un sorriso smaliante e fare il gesto del pollice in sù. A quel punto ci sono due possibilità: il cliente non torna e tutto si risolverà nel clima più sereno e positivo, oppure torna alla carica e potremo sempre sostenere di non aver compreso ciò che ci aveva chiesto.

* Se siamo inclini a prendere richieste, sarà buona norma tenere una penna e un foglietto a portata di mano, così non verremo deconcentrati durante il lavoro e potremo tenere l’appunto come promemoria.

2. Se un cliente ci offre denaro per suonare una sua richiesta, teniamo il denaro come garanzia e diciamo al cliente che vedremo di fare il possibile per accontentarlo:

* Se mettiamo il disco ci teniamo il denaro.

* Se non lo mettiamo e il cliente non torna ci teniamo il denaro

* Se non lo mettiamo ed il cliente torna gli rendiamo garbatamente i soldi

3. Se un cliente appoggia i propri drink vicino alla strumentazione, nostra o del locale, è buona norma chiedergli di non farlo. Se si mostra ostile o si rifiuta, la cosa migliore è chiedere il supporto di un uomo della sicurezza e lasciare che sia lui a gestire la cosa.

4. Non aver timore di definire le aree di nostra esclusiva pertinenza e, se necessario allontanare i clienti che utilizzano la consolle come se fosse la pista da ballo.

5. Non scadere nel classico stereotipo del disc jockey che passa la serata a baccagliare le donne del club.

Con la sicurezza

Dopo i clienti alticci, questa è la categoria più complicata con cui avere a che fare. Non bisogna mai scordare che il personale di sicurezza del locale ha due interessi fondamentali: essere pagato ed andare a casa. Questo va tenuto in mente quando si suona l’ultimo disco, anche perchè raccogliendo il feedback diretto del pubblico, potranno parlare con gli organizzatori ed è bene per noi che parlino bene.

I Ballerini

Categoria molto sottovalutata dal Dj ma molto importante invece. Se presenti saranno infatti loro a dover cercare di animare la serata e far girare qualche testa. Metter su l’ultimo pezzo minimal uscito non appena la ballerina o il ballerino, salgono sul cubo di sicuro non gli aiuterà a fare il loro lavoro!! Aiutali con canzoni o tracce “ballabili” e sta sicuro che loro aiuteranno te. Ricordati che hanno uno stretto contatto con i ragazzi o ragazze della sicurezza e con i baristi la quale poi riportano il tutto al proprietario…e risultare antipatici a metà dello staff non è un bel biglietto da visita…

n conclusione ci sono molti modi per lasciare una pessima impressione e solo pochissimi per lasciarne una buona. Il mio consiglio è quello di tenere un profilo basso e la professionalità alta. Anche nella più grande metropoli la nightlife può essere pittosto circoscritta e ricca di pettegolezzi. La migliore politica, a mio avviso, è quella di mantenere pulita la propria immagine e trattare tutte le categorie descritte nell’articolo meglio di quanto ci saremmo aspettati di essere trattati da loro.

E tu? Hai qualche altro consiglio o regola dell’etichetta che credi debba sempre essere rispettata? Faccelo sapere e scrivi le tue opinioni all’interno del Thread Ufficiale

Contatta il traduttore di questo articolo su Twitter:  https://twitter.com/NickFrancavilla . Anteprime esclusive sugli articoli, dietro le scene, news, info, curiosità, previews e tanto altro.

One comment

  1. BIGLOUC /

    CONDIVIDO PIENAMENTE I PUNTI, SOLO CHE FARE IL DJ NON VUOL DIRE FARE IL JUKEBOX.OGNI DJ PREPARA UN SET O QUASI, E LA COSA PIù BRUTTA è QUELLA DI FARE IL JUKEBOX!! ALMENO IO PERSONALMENTE LA PENSO COSì.

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