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Recensione ECLER Evo 5

Finalmente ci siamo, si alza il sipario su questa, per alcuni (me compreso), tanto desiderata recensione che mi ha dato modo di valutare le prestazioni di una macchina che si propone sul mercato come prodotto di punta, non solo per il prezzo, per il marchio spagnolo.

Penso che non siano necessarie ulteriori nozioni sul marchio ECLER in quanto è conosciutissimo nel panorama del djing professionale per la produzione di mixer che si sono sempre distinti per qualità sia dei singoli componenti, che costruttiva e per le performance audio.
L’obiettivo che mi sono prefissato è quello, oltre alla prova in se e per se, di arricchire la presente recensione grazie ai contributi e alle curiosità degli utenti del forum di webdeejay.it, in modo da realizzare uno strumento informativo versatile e completo, ma soprattutto aperto a quanti fossero interessati a questo acquisto.

Unboxing, estetica e feeling con l’interfaccia
Premetto che non so se la confezione che io ho ricevuto sia la stessa che sul mercato contiene il mixer, sicuramente il contenuto sarà stivato in modo più accorto, in ogni caso la confezione in cartone pesante appare abbastanza solida e la protezione interna del mixer, che è avvolto in una busta per proteggerlo dalla polvere e dagli urti accidentali col materiale nella confezione, è affidata a due elementi sagomati in polistirolo rivestito (come da tradizione Ecler), una soluzione che evita la perdita di fastidiosissime particelle di polistirolo quando si apre la confezione.

All’interno viene fornito un manuale che purtroppo non ho potuto visionare ma che probabilmente non sarà in italiano (la versione nella nostra lingua sarà comunque disponibile on-line), il cavo di alimentazione (ricordiamo che il mixer ha alimentatore multistandard interno protetto da fusibile), un cavo firewire e un cd con i drivers e il software dedicato e per finire dei geniali coperchietti per le porte rca non utilizzate, in modo da evitare interferenze.. Al momento non so se sarà aggiunta anche la demo di LIVE o di qualche altro programma. Appena togliamo il mixer dalla confezione ci rendiamo conto che nonostante le generose dimensioni pesa relativamente poco e questo è un buon vantaggio per chi lo trasporta spesso, anche se questo mixer sarebbe più da postazione fissa. Al tatto i materiali danno una buona sensazione e gli assemblaggi appaiono ben fatti, non si avvertono slittamenti delle parti né “giochi” sia dei potenziometri che degli sliders.

Dando un primo colpo d’occhio è facile individuare immediatamente tutto ciò di cui si ha bisogno ed il feeling è a mio parere molto buono con la parte mixer. Qui infatti troviamo ben distanziati i manopoloni dell’equalizzatore, sempre facili da dosare e dal buon grip in plastica dura, le levette e i pulsanti metallici con le classiche funzioni di selezione dell’input canale, send, cue, assegnazione al cross fader e per il primo canale talkover. Preferirei evitare di fare una sterile lettura dei nomi dei comandi che peraltro potete vedere bene sull’ottimo sito di riferimento o da una foto, quello che mi interessa è riferirvi di come il posizionamento sia ottimale a un utilizzo immediato del mixer. La parte destra è dedicata al vero cuore di questo EVO5 “il computer di bordo”.

In questo caso avrei degli appunti da fare sui tasti a lato dell’ottimo display che personalmente non mi hanno trasmesso un buon feeling perché hanno una corsa ridottissima e dura. I restanti comandi sono dello stesso tipo del mio caro Nuo4, ossia degli elementi ibridi che ruotano e possono essere anche premuti in genere per confermare le scelte effettuate.

Ottimo il cross fader wet/dry dalla corsa generosa, le manopole di regolazione dei volumi di uscita, localizzate perfettamente, in modo da evitare ogni contatto accidentale e ottimi anche i Vu-meter che finalmente Ecler ha elargito generosamente a ogni canale, anzi con un selettore, il Vu-meter principale è anche utilizzabile per monitorare il segnale dell’OUT1 o dell’OUT2 uno alla volta.

Sul pannello posteriore voglio solo dire che, nonostante l’ottima sezione effetti del mixer, non capisco la scelta di non fornire la possibilità di collegamento di almeno una effettiera esterna, visto che il Korg Zero 8, che molti ritengono il concorrente numero uno, offre, nonostante anche lì una selezione effetti di tutto rispetto la possibilità di collegare ben 2 unità effetti esterne. In ogni caso questo è un parametro che interessa solo alcuni.

Nota degna di merito, stavolta positivissima, è costituita dal bordo in plastica che circonda il tasto di accensione evitando ogni contatto indesiderato, davvero un particolare ben rifinito.

E ora parliamo di software
Quando accendete un mixer del genere e un display a colori strizza l’occhio al vostro ego di rabdomanti dell’iper-tecnologia la reazione più frequente è quella di un sorriso a 32 denti che vi coinvoge per circa 30-40 secondi che rimarranno tra i più intensi della vostra vita, addirittura sorriderete più di quella volta che avete dovuto fingerlo un sorriso del genere per convincere la vostra ragazza che quell’orribile indumento le stava benissimo…

Tornando seri, dall’accensione del display alla voglia di smanettare col “computer di bordo” il passo è brevissimo, quasi obbligato direi e lo scorrere tra i menù per il solo gusto di farlo diventa quasi immediato. La strutturazione dell’interfaccia software ha un’elevata comprensibilità e le varie operazioni di setting diventano presto rapidissime.

Ottima anche la scelta di assegnare i parametri più significativi nella gestione degli effetti a due controller leggermente distanziati e più vicini al cross wet/dry e al tasto magico launch…. che manco a dirlo ha lo scopo di attivare l’effetto. Questa sistemazione permette di prendere confidenza col sistema in pochi secondi e ottenere ottimi risultati nella gestione del suono anche in una sorta di soft live remix. Interfaccia software chiarissima, velocissima nell’elaborazione dei comandi, davvero completa di tutte le informazioni necessarie. A chi può interessare ci tengo a riferire che il contatore di bpm, indispensabile per la corretta esecuzione degli effetti e per la gestione di apparecchiature esterne, è davvero molto preciso. Sono un po’ scettico sulla scelta di non dotare il TAP di un tasto apposito ma di controllo rotativo che se premuto dovrebbe dare la battuta. A mio modo di vedere questo sistema non è molto adatto perché l’escursione del pulsante è troppo secca e dura e la superficie del tasto non è sufficientemente confortevole a essere usata per questa funzione, ovviamente secondo il mio modestissimo parere!

E’ davvero allucinante il grado di personalizzazione del mixer, il tutto accompagnato da una gradevole e interessantissima graficizzazione della modifica effettuata. Per i fanatici dello scratch è persino possibile indicare a quanti decimi di millimetro dalla fine del cross cuttare il segnale. Si possono variare il range dell’equalizzatore, piuttosto che l’andamento dei fader, persino del cross fader wet/dry, si può impostare una password di sicurezza per evitare modifiche anche accidentali del vostro setup ottimale che sicuramente sarà facile trovare grazie, appunto, mediante tutte le regolazioni disponibili. Le tre sezioni in cui è strutturato il software, che in parte abbiamo visto sono: Effects – MIDI – Settings. Della sezione effetti vorrei aggiungere che la scelta di effetti, anche personalizzati ad hoc, è molto vasta, e dopo una fase di pratica è molto facile riuscire a trovare sempre ciò di cui si ha bisogno.

Ecler EVO5 un mixer…dopotutto
Prima di passare alle sensazioni di utilizzo ci tengo a precisare un fattore molto importante, legato, soprattutto ad alcune voci che ho percepito. La fascia in cui questo prodotto si colloca è quella del Pioneer Djm800 rispetto al quale ha il più un’ottima interfaccia audio, piuttosto che del Korg Zero8. Non sono ancora riuscito a ben capire come mai persone che hanno provato le due macchine non si rendono conto della profonda differenza che c’è tra loro. Forse la data di uscita e il prezzo, entrambi molto vicini, ha tratto in inganno ma è necessario precisare che l’intera impostazione dell’Ecler Evo5 è quella di un mixer in cui l’interfaccia permette di agire in modo molto rapido e preciso sui controlli necessari che sono limitati e in questa ottica si muove anche l’interfaccia del computer interno, i cui setting di defaul sono vocati all’utilizzo dei controlli midi per facilitare il mixing.
La filosofia dello Zero8, volendo fare un paragone è agli antipodi. Questo è quasi un maxicontroller con un elevato numero di controlli fisici e una strutturazione del software interno leggermente più caotica, ma necessariamente più completa perché finalizzata a performance quasi da live producer… con la possibilità di integrare in questi set brani su vario supporto (cd, vinile, pc). L’azione del dj è in questo caso meno sciolta in quanto necessita di un diverso approccio con un’interfaccia estremamente ricca di controlli che può generare confusione nel momento in cui non si necessitino decine di potenziometri o pulsanti. In ogni caso il consiglio è sempre quello di scegliere la macchina più congeniale alle proprie esigenze e non quella che si ritiene la più completa, perché senza nulla togliere allo zero8, infetti non è questo il caso specifico, è possibile che un’eccessiva presenza di funzioni fa in modo che poi la macchina si manifesti scadente nelle singole attività perché non asseconda dei basilari criteri di ergonomia che permettono un buon feeling durante set che possono essere anche molto lunghi e quindi snervanti se non si è a proprio agio. Chiusa la considerazione personale.

Passiamo ai fatti:
Ci siamo. Dopo un bel po’ di tempo passato a sistemare la configurazione di Mixvibes e dell’Evo5 sono pronto a partire. Scelgo tre brani hardstyle e uno techno nello specifico (Zany & Tatanka feat. Mc DV8 con Front 2 Back, Satisfaction di DERB e Starting Rock feat. Diva Avari – Don’t go) roba tranquilla insomma per provocare intense vibrazioni alle fredde mura domestiche e parto spedito.

L’obiettivo non è quello di organizzare un bel set ma vedere dove mi porta il mixer visto che questa tripletta è una delle mie classiche e col Nuo4 ormai la domino pienamente. L’equalizzazione la sento un po’ più fredda e non mi dà quell’emozione nella sottrazione che invece è così profonda sul fratellino. Allora sistemo in due secondi il taglio finchè non trovo una configurazione che mi sembra più adatta e già mi trovo meglio… (più tardi con Diva tornerò alla prima configurazione in quanto quella freddezza iniziale rischiarirà il tagliente synth…. conducendomi alla follia più totale). Il primo passaggio, complice la sistemazione dell’eq con un taglio più basso mi permette di entrare con un loop delle prime 8 battute di derb per circa un minuto al passaggio gli do di filtro alto e nel secondo brano decido di usare alcuni effetti combinati come il flanger loop e sul finire mi creo io una combinazione di filtro passa basso ed echo che mi aiuta a fare da sfondo alla voce di diva. Sfortunatamente l’impossibilità di darle un echo separato sul suo canale mi frena dall’effetto che volevo dare…. poi ci ripenso e grazie al midi agisco sugli effetti caricati sul deck in mixvibes e riesco nel mio intento…ma ogni due secondi guardo il contabpm pregando il padre eterno che l’ecler non perda la battuta. Non accade e tengo i due echo (entrante e uscente) senza problemi a tempo per 1 minuto poi è ora di farla entrare.. arriva Diva e comincia il devasto…mi distraggo dal mixer…sul canale 4 faccio partire l’sp-555 sincronizzato col midiclock al mixer e sfruttando l’ottimo filtro ecler sego i bassi da don’t go e li sostituisco con una “bongata”… il sistema regge… devo chiudere ma oramai sono in estasi allora tolgo il vinile di mixvibes e appoggio sul piatto il disco nero dei french lovers con sex attacco direttamente dall’orgasmo sui bonghi (che il Roland mantiene miracolosamente a tempo) … mentre il synth della procace diva sfuma lentamente…. gioco con il vocoder e poi chiudo in brake su questa traccia.

Con sulla faccia stampato un sorrisone da bambino davanti al castello playmobil dopo averlo montato corro davanti al pc a scrivere… altrimenti mi scordo… ah eccomi qui… beh cosa aggiungere una pariata allucinante. Effetti – Midi – Scheda audio – Una qualità sconvolgente (tendente un po’ al freddo …come è normale per un mixer digitale… che, però, spinge un bel po’ più il là il limite nella conversione A/D) – Ergonomicità ai vertici – Equalizzazione davvero ottima … creano un mix da arma da battaglia più che da mixer!

Conclusioni …con un occhio al prezzo!
Dopo aver rivoltato questo nuovo prodotto come un calzino per 8 giorni, ovviamente, mi sono fatto un’idea ben precisa di cosa ho avuto tra le mani. Non vi dirò se vale la pena comprarlo, perché ciascuno, leggendo questa recensione, ne tragga le proprie conclusioni però sicuramente posso dire che questa prova mi ha molto entusiasmato. Ritengo che la soluzione all-in-one sia davvero comoda perché elimina la pratica noiosa di collegare schede audio, effettiere, controller con dei risultati che spesso incidono, anche sulla qualità del segnale. Un altro punto a favore è la possibilità di operare in pochi secondi con vari software, grazie alla folta libreria di template impostabili, anche se sul piano midi, forse giusto qualche controllo in più non avrebbe fatto male.
L’Evo5 è un mixer sicuramente per utenti smaliziati che trarranno gli enormi benefici settando il mixer secondo il proprio gusto, anche nel bel mezzo di un set e sfruttando appieno la potenzialità dell’effettiera interna, il cui limite è solo la fantasia del dj. Salto a piè pari sulla qualità sia dell’audio che della componentistica (interna ed esterna) perché è inutile ricordarvi che stiamo parlando di uno dei marchi leader sulla scena del djing mondiale e concludo con una nota sul prezzo. Sicuramente questo concentrato di qualità e tecnologia non è alla portata di tutte le tasche, ma a dirla tutta, per dare il meglio non è neanche un mixer da tutti, ma come dicevo si esprime al meglio nelle mani di smanettoni che sanno dove mettere le mani (pur rimanendo comunque, nell’utilizzo immediato, molto semplice).
Dicevo il prezzo è assolutamente commisurato a quanto vi viene offerto, non dimentichiamo che la scheda audio interna 12/12 e l’effettiera da sole giustificano più di metà del prezzo, a questo affiancate un mixer 5 canali di grande qualità totalmente configurabile …insomma a conti fatti un djm800 con una discreta scheda audio accanto costerebbe di più e probabilmente renderebbe meno, quindi, in conclusione a voi l’ardua sentenza!!

Ringraziamenti:
Il primo ringraziamento va a Gabriele Chinaglia che ha reso possibile tutto ciò, fornendo la materia prima. A lui un saluto e un “…alla prossima! ”

In secondo luogo ringrazio tutti gli amici di webdeejay (e non) che avranno la costanza di leggere tutta questa recensione, sperando di aver fatto cosa gradita. Un ringraziamento a Veronica, la mia ragazza, che per una settimana si è sorbita il mio continuo parlare dell’EVO5 e anche alla mia famiglia che si sono crogiolati tra più di 100 ore di hardstyle reagendo in modo non violento.

Recensione scritta da DJ Pi3tronik

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