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[Primo Contatto] Rane Sixty-Eight

Dopo due giorni di test abbastanza intensi…ma soprattutto “infuocati” (questo dovuto alle temperature che si raggiungono nel mio piccolo laboratorio-prove) credo sia necessario divulgare qualche nota preliminare alla descrizione più ampia ed esauriente che conto di fornire nella recensione definitiva.

Una cosa molto, davvero molto, singolare di questo mixer è che averlo sotto mano trasmette una sensazione totalmente diversa che guardarlo in foto.

Cercherò di spiegarmi…


Ho avuto modo di notare che l’aspetto così, quasi ostentatamente, “tradizionale” di questo prodotto fa un pò storcere il naso a chi ne da un primo sguardo, un aspetto così lontano dai virtuosismi tecnologici, illuminotecnici e cromatici dei nuovi prodotti che prepotentemente si stagliano nel panorama dei mixer per dj relativamente a quest’ultima generazione di prodotti. Parlo di Pioneer, come molti di voi stanno pensando, ma anche di Ecler, Denon, A&H perchè no Korg, tanto per citare i più importanti.
Ma, d’altra parte, questa è sempre stata un pò la politica di Rane che da 29 anni ormai la rende regina di una sua fascia di mercato dedicata, principalmente a un’utenza “matura” (non in senso di età) dell’ambito dj, consapevole e un pò “protagonista”, nel senso che vuole distinguersi mettendo in luce forte apprezzamento per la qualità estrema con poco appeal per ammennicoli, legata fortemente alla tradizione ma che non rinuncia alle innovazioni che la tecnologia offre.

“A cosa porta tutto ciò?” vi starete chiedendo … beh, alla considerazione che una volta posti di fronte a una macchina del genere, se nel vostro sangue è sopito lo spirito di un “raneista”, questo si risveglia e credetemi vi impedirà di guardare gli altri prodotti con lo stesso sguardo di prima. Vi porterà, irrimediabilmente, a notare la pochezza di dettagli in altri prodotti che solo qualche ora prima avreste considerato del tutto ininfluenti.
Il nuovo mixer rane è un prodotto che non va guardato ( e lo dimostra il fatto che non ha schermi appariscenti) ma va toccato, va percepito con le mani sapienti di chi sa di cosa ha bisogno per cui, il faceplate così immediato gli fornisce sotto mano ogni controllo proprio nel punto in cui lo cerca.
Le dita scorrono fino a toccare la superficie piacevolmente gommata degli slider dei fader, cosa che rende anche molto più sicuro il grip durante le fasi di miscelazione dei segnali, complice anche la gradualità estrema e programmabile dei fader stessi che rende il mixer trasversale a tutte le esigenze. Tutti i rotativi che ne hanno bisogno hanno uno scattino spugnoso sull’azzeramento, come nel caso degli equalizzatori o dell’ottimo filtro. Il tutto mentre gli occhi guardano lo schermo, il pubblico, il piatto che gira, il vuoto…ecc. ecc.
Ovviamente va presa un po’ la mano poiché i controlli abbondano ma non dimentichiamo che parliamo pur sempre di un 12” e quindi alcuni comandi possono risultare un po’ vicini fra loro ma, dopo qualche ora e una buona conoscenza delle potenzialità del prodotto, ogni cosa sarà proprio dove la state cercando.
La versatilità della macchina è ai massimi livelli, grazie alla doppia scheda audio che consente la connessione di due pc contemporaneamente che possono sia gestire un set in doppia che susseguirsi alla consolle senza dover fare altro che collegare il nuovo pc e rimuovere il primo. Ciò potrebbe apparire come una funzionalità utile esclusivamente all’ambiente club ma….. ma…. Ma come vi viene in mente!!!!

Rane ha fatto un lavoro davvero geniale su questo mixer, realizzando, a mio modo di vedere, il sistema di “manipolazione” del suono più completo e versatile esistente. Oltre ad un’effettiera interna di buona qualità, operante ovviamente a 32bit , come d’altra parte l’intero mixer, vi è la possibilità di direzionare il segnale verso un multieffetto esterno tramite il sistema send return, oppure verso la porta usb libera per poter gestire il segnale con un multieffetto vst, ad esempio!….con ableton live, ad esempio!

Con tutto ciò che questo vuol dire in termini di gestione del suono con ableton live, parlo quindi di campionamento, modulazione, filtro, live remix ecc. ecc.
Ovviamente è anche possibile fare in modo che il suono segua tutti e tre gli ste descritti sopra, il percorso completo…capite bene, quindi, che potenza di personalizzazione del segnale. In pratica mettete un disco dei pooh sul piatto e dalle casse ascoltate guetta…una cosa straordinaria!!!
Un capitolo a parte merita, ovviamente il 25% del prodotto che Rane include nella confezione di questo magnifico Sixty-Eight e che passa sotto il nome di Serato Scratch Live. L’ideale compagno di questo mixer, così perfettamente amalgamato con il mixer che separarli sarebbe quasi un reato.
Ammetto che la mia prima idea sia stata quella di mapparmi il mixer sul mio MixVibes e partire a bomba…per aggirare la noia di mettermi a capire un nuovo programma…ma non mi è stato possibile. Abbracciato dall’idea di carpire la vera potenzialità del prodotto ho installato Serato, nell’ultima e più aggiornata release disponibile e mi è apparso subito tutto naturalissimo, senza noie ne sbattimenti, trenta secondi e sono partito in un set di circa 80 minuti di pura cassa Hard Style.

Inebriato dalla qualità audio davvero ai vertici che pareva darti una coloritura a dei brani (ascoltati centinaia di volte) che mai avresti pensato avessero. Un’equalizzazione che funziona benissimo e un filtro davvero superbo consentono di osare mixaggi al limite del ragionevole incontro di suoni, bassi acidi che di solito sposano synth dalle sonorità più rotonde ora riescono a “portare” anche le melodie più graffiate, giocando sapientemente con filtri e flanger, emozionanti casse dal suono sordo e secco, quasi metallico, si stemperano in un baleno con il filtro e si inseriscono su casse cupe arricchite da abbondante echo…
Dei tagli di frequenze da urlo che permettono di ricavare dei vocals soddisfacenti che, armonizzati dal phaser, compongono quasi un nuovo pezzo. Tiro su il fader per portare dentro un insistente hit hat sibilante e velocissimo preludio di una “ripartenza di cassa” capace di far tremare i muri sotto i pannelli antiriverbero.

Insomma un primo contatto assolutamente positivo. Come potete notare le funzioni che ho testato non sono state moltissime ma posso garantirvi che per quanto da me provato ciò che fa questo mixer lo fa al top. Con l’augurio di non avervi annoiato troppo vi rimando al prossimo intervento e come al solito stay tuned!!!

Ciao!

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