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	<title>WEBDEEJAY &#187; Tutorial</title>
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	<description>The italian dj community</description>
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		<title>[Tutorial e Video] Come preparare la borsa Dj per una serata</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 15:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa DJ]]></category>
		<category><![CDATA[Dj Bag]]></category>
		<category><![CDATA[Preparare borsa DJ]]></category>

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		<description><![CDATA[La grande serata stà per arrivare finalmente, si arriva al club, si sistema la strumentazione&#8230;e si comincia a mixare. All&#8217;improvviso, un guasto, un malfunzionamento occulto, e ci si accorge di aver dimenticato a casa o in Hotel quel qualcosa, qualcosa che potrebbe essersi rivelato fondamentale o comunque utile ai fini della serata. Per evitare questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3857" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/borsa" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fborsa','')"><img class="size-medium wp-image-3857 alignleft" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/Borsa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La grande serata stà per arrivare finalmente, si arriva al club, si sistema la strumentazione&#8230;e si comincia a mixare. All&#8217;improvviso, un guasto, un malfunzionamento occulto, e ci si accorge di aver dimenticato a casa o in Hotel quel qualcosa, qualcosa che potrebbe essersi rivelato fondamentale o comunque utile ai fini della serata. Per evitare questa spiacevole situazione, oggi Webdeejay, grazie al vostro<a href="http://nicholasfrancavilladj.webdeejay.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fnicholasfrancavilladj.webdeejay.it%2F','Nicholas+Francavilla')"> Nicholas Francavilla</a>, vi regalerà un paio di consigli e suggerimenti utili su come preparare la propria borsa DJ per un eventuale serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3842"></span></p>
<h2 style="text-align: center;">Nello scrigno magico..</h2>
<p style="text-align: justify;">Per scongiurare e stroncare sul nascere tutti gli eventuali problemi che possono accadere durante una serata, e capitalizzare invece su tutte le altre opportunità che si possono presentare nello stesso evento,è sempre fondamentale essere sicuri di avere in borsa i seguenti oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adattatore per la presa:</strong> Fondamentale per chi si ritrova spesso a suonare all&#8217;estero.Bisogna infatti sempre ricordarsi, che le prese italiane sono munite di 3 spinotti, mentre molto spesso in altri paesi la presa della spina dispone di solo 2 entrate (per non parlare delle prese Americane o Inglesi). Per scongiurare eventuali situazioni alla &#8220;Cast Away&#8221;, dove si rimane con telefonino, computer e quant&#8217;altro scarico, è sempre bene mettere in valigia un adattatore per la presa che sia compatibile con il paese estero verso la quale ci si stà dirigendo. Inoltre, questo accorgimento risulta essere ancora più fondamentale se si utilizza un sistema DVS o un software di mixaggio; rimanere senza batteria in serata, e non avere la possibilità di attaccare il computer alla presa, non è mai una cosa piacevole.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3849" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/adapt" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fadapt','')"><img class="size-medium wp-image-3849 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/adapt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>Cavi di emergenza:</strong> Un cavo malfunzionante durante una serata può solo significare una cosa; o si ha un ricambio o la festa finisce in modo fin troppo prematuro. Cavi Usb, Rca e quant&#8217;altro sono infatti spesso soggetti ad essere piegati, maltrattati ed ovviamente a rompersi, specialmente in un ambiente caotico come quello presente all&#8217;interno di una discoteca. Per questo motivo, è sempre importantissimo aggiungere alla propria borsa DJ, dei cavi Usb ed Rca extra di emergenza, così che la vostra scheda audio od i vostri Cdj e giradischi siano sempre pronti ad essere riconnessi grazie ad un eventuale &#8220;Pit-Stop&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3848" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/cavi" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fcavi','')"><img class="size-medium wp-image-3848 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/cavi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cd mixati di emergenza</strong>: Potete anche essere il miglior Dj del mondo, ma se cala il silenzio in un club per colpa di qualche problema tecnico, di sicuro non passerete i 5 minuti migliori della vostra vita. Per ovviare ai vari malfunzionamenti dei vostri Cd, Cdj, Giradischi, Vinili o sistemi Dvs, è sempre fondamentale avere in borsa una manciata di Cd di emergenza già mixati. In caso di un eventuale &#8220;catastrofe&#8221; quest&#8217;ultimi vi permetteranno infatti di cercare una soluzione al problema, dandovi allo stesso tempo la sicurezza che la pista non risentirà del guasto e che avrete a disposizione tempo a sufficienza per risolvere il tutto.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3850" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/emergency" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Femergency','')"><img class="size-medium wp-image-3850 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/Emergency-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una torcia o altra fonte di luce: </strong>Scopriamo l&#8217;acqua calda affermando che in qualsiasi club, durante una serata, scarseggia la luce, specialmente nella cabina del DJ. Addentrarsi nella giungla di cavi e di equipaggiamento presente sul tavolo, con l&#8217;intento di riparare un eventuale guasto, senza avere a disposizione una giusta illuminazione, può risultare più dannoso che utile. Per questo motivo, è sempre importante essere muniti di una buona torcia o di qualsiasi altra fonte di luce che vi possa dare l&#8217;opportunità di avere una visuale almeno decente, sulla zona dove si sospetta che il malfunzionamento sia localizzato, permettendovi di lavorare in maniera più efficiente e sicura. La torcia risulta essere inoltre utile per permettervi di ritrovare la vostra borsa od i vostri oggetti una volta terminato il vostro set.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3868" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/1-29-08-the-torch" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2F1-29-08-the-torch','')"><img class="size-medium wp-image-3868 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/1-29-08-the-torch-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vinili timecode/Cd Timecode di scorta: </strong>Inutile dire che questo accorgimento risulta valido solo per tutti coloro che utilizzano un sistema DVS. Purtroppo anche i Vinili ed i Cd timecode possono essere soggetti a malfunzionamenti, e se si vuole evitare di dover rinunciare ad utilizzare il proprio Serato, Traktor o quant&#8217;altro, è sempre bene portarsi dietro un set extra di vinili o Cd timecode.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3847" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/vinil" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fvinil','')"><img class="size-medium wp-image-3847 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/vinil-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripiano/Rialzo per il Computer: </strong>Como molti di voi già sapranno, il tavolo adibito alla strumentazione Dj presente in un club è molto spesso una specie di campo minato. Sporcizia, grovigli di cavi, pericoli drinks messi in bilico e vari altri simili oggetti, costituiscono un rischio per il vostro amato computer. Per questo motivo, per mantenere il nostro computer pulito, e per permettere alle ventole di funzionare adeguatamente, dunque scongiurando il pericolo di surriscaldamento, è sempre utile avere a disposizione un ripiano o comunque un qualcosa che possa rialzare il vostro Pc o Mac durante una serata. Questo vi permetterà inoltre di risparmiare spazio sul tavolo.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a rel="attachment wp-att-3846" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/ripian" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fripian','')"><img class="size-medium wp-image-3846 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/Ripian-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bigliettini da visita:</strong> Una delle cose più importanti da ricordare durante la propria carriera DJ, è che la maggior parte delle vostre serate arriveranno grazie ad un continuo passaparola ed una buona dose di networking. Una serata stessa può infatti spesso rivelarsi un ottima occasione per mettersi in mostra e per essere contattati per un ulteriore evento. Per questo motivo, in caso ve ne sia bisogno, è sempre utile creare e portarsi dietro i propri bigliettini da visita. Non solo vi permetteranno di dare una prima impressione più professionale, ma vi eviteranno di dover letteralmente &#8220;urlare&#8221; le vostre informazioni di contatto nelle orecchie del malcapitato interessato.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3844" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/biglietti" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fbiglietti','')"><img class="size-medium wp-image-3844 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/Biglietti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agendina per appunti e richieste: </strong>Una delle cose più fastidiose durante una serata sono le richieste inopportune da parte dei presenti in pista. Se ne sentono di tutti i colori, partendo dal &#8220;Posso attaccare il mio telefonino?&#8230;Ho la canzone in memoria&#8221; fino al &#8220;Ti mando la canzone per e-mail e la scarichi al volo&#8230;.poi la suoni&#8221; (questo è il minimo che mi è successo <strong>NdR</strong>). Ovviamente, non è assolutamente possibile perdere tempo e concentrazione durante una serata, cercando di capire tutte le insensate richieste di questi fastidiosi personaggi, e per questo motivo è sempre utile mettere in borsa una piccola agendina ed una penna. Al minimo accenno di richiesta ridicola, sarà possibile porgere al &#8220;soggetto&#8221; l&#8217;agendina e la penna, indicandoli di scrivere l&#8217;eventuale richiesta direttamente lì. Questo procedimento vi permetterà di successivamente leggere -e probabilmente di farvi una grassa risata- la richiesta con la dovuta calma, e di preservare i vostri timpani, dato che il &#8220;richiedente&#8221; è di solito avezzo a urlare a pieni polmoni la richiesta non appena porgete l&#8217;orecchio. In caso siate interessati, potete anche utilizzare l&#8217;agendina per far scrivere alla persone la loro e-mail o quant&#8217;altro, in modo da poterli ricontattare il giorno dopo&#8230;(funziona anche come trucco per avere il numero di un eventuale donzella&#8230;.ehm ehm).</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3845" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/agend" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fagend','')"><img class="size-medium wp-image-3845 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/agend-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fotocamera:</strong> &#8220;L&#8217;altro giorno ho pescato un pesce grande così&#8230;&#8221; &#8220;Seeeeeee&#8230;.&#8221;. Ovviamente, vantarsi delle proprie grandi serate risulta essere dannoso ed inutile se non si hanno prove tangibili dei propri &#8220;successi&#8221;. Portarsi dietro una buona macchina fotografica di qualità -meglio ancora se capace di fare video- è sempre un ottima idea per poter documentare le proprie gesta e per poter in futuro mostrare il tutto ad eventuali altri promoters e clubs. Se possibile, sarebbe ideale chiedere gentilmente ad un amico di accompagnarci in serata e di fotografare il tutto.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3853" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/fotomc" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Ffotomc','')"><img class="size-medium wp-image-3853 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/fotomc-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Back up: </strong>Questo consiglio è più che altro utile per un eventuale serata fuori città o all&#8217;estero. In caso si smarriscano i propri Cd, Vinili o vengano erroneamente cancellati i nostri files sul computer, è sempre una buona idea mettere in borsa degli hard-disk esterni o penne Usb, contenenti un backup della nostra collezione musicale per avere così la possibilità di creare nuovi Cd o di importare il tutto sul nostro computer.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3854" href="http://www.webdeejay.it/tutorial/tutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html/attachment/backup" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Ftutorial%2Ftutorial-e-video-come-preparare-la-borsa-dj-per-una-serata.html%2Fattachment%2Fbackup','')"><img class="size-medium wp-image-3854 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/wp-content/uploads/2011/04/backup-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, ecco qui un ulteriore video tutorial sull&#8217;argomento dove vengo dati altri consigli e suggerimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KOdbgd87VPw" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/KOdbgd87VPw" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Articoli correlati:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/uncategorized/tutorial-prevenire-e-gestire-i-crash-nel-digital-djing.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Funcategorized%2Ftutorial-prevenire-e-gestire-i-crash-nel-digital-djing.html','')"></a><a href="http://www.webdeejay.it/uncategorized/i-rimedi-della-nonna.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Funcategorized%2Fi-rimedi-della-nonna.html','http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Funcategorized%2Fi-rimedi-della-nonna.html')">http://www.webdeejay.it/uncategorized/i-rimedi-della-nonna.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/uncategorized/recensione-magma-digi-bag-lp-trolley-65-pro.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Funcategorized%2Frecensione-magma-digi-bag-lp-trolley-65-pro.html','http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Funcategorized%2Frecensione-magma-digi-bag-lp-trolley-65-pro.html')">http://www.webdeejay.it/uncategorized/recensione-magma-digi-bag-lp-trolley-65-pro.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="../uncategorized/tutorial-prevenire-e-gestire-i-crash-nel-digital-djing.html">http://www.webdeejay.it/uncategorized/tutorial-prevenire-e-gestire-i-crash-nel-digital-djing.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Sincronizzare Ableton e Traktor&#8230;.the easy way</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 11:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Possiamo affermare senza esagerazioni che Traktor ed Ableton hanno rivoluzionato e continuano a rivoluzionare la maniera nella quale si produce e si mixa; la loro semplicità unita all&#8217;infinita complessità e alle miriadi di possibilità che questi 2 software nascondono, rendono il loro utilizzo un vero toccasana per tutti quei Dj o Producers interessati a rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3467" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/cronometro" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2Fcronometro','')"><img class="size-full wp-image-3467 alignleft" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/cronometro.png" alt="" width="326" height="275" /></a>Possiamo affermare senza esagerazioni che Traktor ed Ableton hanno rivoluzionato e continuano a rivoluzionare la maniera nella quale si produce e si mixa; la loro semplicità unita all&#8217;infinita complessità e alle miriadi di possibilità che questi 2 software nascondono, rendono il loro utilizzo un vero toccasana per tutti quei Dj o Producers interessati a rendere i loro sets creativi ed interessanti. Per questo motivo, già da tempo si cerca di unire le potenzialità di questi 2 softwares, ed una delle idee più interessanti è quella di sincronizzare tra di loro  il master clock interno dei 2 programmi in questione. Tuttavia, sulla rete sono presenti migliaia di guide che spesso complicano non di poco le cose e che a nostro avviso richiedono fin troppo tempo per essere messe in atto. Per questo motivo, oggi il vostro Nicholas Francavilla vi spiegherà passo per passo, come sincronizzare questi 2 softwares in una maniera a dir poco semplicissima&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3407"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un paio di cose che vogliamo chiarire prima di cominciare questo tutorial:</p>
<p style="text-align: justify;">1) NON vi è bisogno di due computer separati, di due schede audio etc etc. Questo tutorial è tutto basato sull&#8217;utilizzo di un solo computer e di una sola scheda audio.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Il tutorial è specifico per Windows, ma il procedimento da utilizzare su Mac è simile se non lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo&#8230;possiamo cominciare!!</p>
<h2 style="text-align: center;">LoopBe1</h2>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da fare, è scaricare un semplicissimo e leggerissimo tool di nome &#8220;<a href="http://nerds.de/en/loopbe1.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fnerds.de%2Fen%2Floopbe1.html','LoopBe1')">LoopBe1</a>&#8220;. Il programma in questione è un Midi driver virtuale, capace di trasferire data Midi tra programmi differenti. L&#8217;installazione è velocissima, e non vi sarà bisogno di regolare nessun parametro aggiuntivo. Una volta installato, sarà sufficiente lanciare il programma!</p>
<h2 style="text-align: center;">Midi Clock e Traktor</h2>
<p style="text-align: justify;">Una volta installato Loopbe1, avviamo la nostra versione di Traktor ed entriamo nel pannello delle preferenze.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3414" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/1-3" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F1-3','')"><img class="size-full wp-image-3414 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/11.png" alt="" width="421" height="467" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella tab denominata &#8220;Midi Clock&#8221; assicuriamoci che Traktor stia effettivamente inviando il Midi clock, clicchiamo dunque sulla casella e lasciamo invariato il parametro offset -ovvero sullo 0-.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3415" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F2','')"><img class="size-full wp-image-3415 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/2.png" alt="" width="391" height="117" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Usciamo dal pannello preferenze e spostiamoci nel pannello del &#8220;Master Clock&#8221; -presente nell&#8217;angolo sinistro in alto, sotto il pannello &#8220;fx&#8221;- ed attiviamo il midi clock, cliccando sul pulsante &#8220;Master Clock Start&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3416" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/3" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F3','')"><img class="size-full wp-image-3416 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/3.png" alt="" width="421" height="467" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso spostiamoci invece di nuovo nel pannello preferenze e specificatamente nella tab dedicata al controller manager. Premiamo sul pulsante &#8220;Add&#8221; -nella foto è coperto dal menu a tendina- e clicchiamo su &#8220;generic Midi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3453" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/1-4" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F1-4','')"><img class="size-full wp-image-3453 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/12.png" alt="" width="421" height="427" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto selezioniamo in alto a destra, l&#8217;In port e l&#8217;Out port, e settiamo entrambe sull&#8217;opzione &#8220;Loopbe internal Midi&#8221;.</p>
<h2 style="text-align: center;">Ableton</h2>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3418" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/5" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F5','')"><img class="size-full wp-image-3418 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/5.png" alt="" width="405" height="483" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto entra in gioco il nostro caro Ableton. Entriamo nel pannello delle preferenze e spostiamoci nella sezione &#8220;Midi Sync&#8221;. Tra le ports disponibili dovremmo ora vedere l&#8217;input &#8220;loopBe Internal Midi&#8221;; accendiamo su On il sync e regoliamo la latenza del midi clock -che nel mio caso ho settato su -17 ms, leggete le considerazioni finali per capire il perchè-.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3419" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/6" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F6','')"><img class="size-full wp-image-3419 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/6.png" alt="" width="255" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Spostiamoci a questo punto nell&#8217;angolo destro in alto di Ableton, ed attiviamo &#8220;l&#8217;External Sync Switch&#8221;. A questo punto Ableton dovrebbe ricevere il Midi clock da Traktor, riuscendo a tenere a tempo le clips, loops etc etc lanciate -a patto che quest&#8217;ultime siano ben warpate!!-. Ricordatevi inoltre di premere il pulsante &#8220;Sync&#8221; -giusto in alto del pulsante Master Clock Start- in Traktor sulla prima battuta della traccia.</p>
<h2 style="text-align: center;">Da Ableton a Traktor</h2>
<p>Bene, fino ad ora abbiamo visto come sincronizzare Ableton al Midi Clock di Traktor&#8230;ma come fare per il procedimento inverso?.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3428" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/8" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F8','')"><img class="size-full wp-image-3428 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/8.png" alt="" width="405" height="483" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ripartiamo dal pannello Midi Sync di Ableton e questa volta, invece di selezionare l&#8217;input LoopBe internal Midi, selezioniamo il suo corrispettivo output.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3429" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/9" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F9','')"><img class="size-full wp-image-3429 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/9.png" alt="" width="231" height="21" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Assicuriamoci ora che l&#8217;external Sync Switch sia questa volta spento -dato che Ableton deve inviare il clock&#8230;non riceverlo-.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3454" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/1-5" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F1-5','')"><img class="size-full wp-image-3454 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/13.png" alt="" width="421" height="427" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo nel pannello &#8220;Controller manager di Traktor&#8221; ed assicuriamoci che le impostazioni delle Midi ports siano uguali a come erano prima.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3430" href="http://www.webdeejay.it/blog/software/sincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html/attachment/10" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fsoftware%2Fsincronizzare-ableton-e-traktor-the-easy-way.html%2Fattachment%2F10','')"><img class="size-full wp-image-3430 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/10.png" alt="" width="393" height="84" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Rientriamo ora in Traktor -nella stessa sezione mostrata nella prima parte del tutorial- ed accendiamo il pulsante &#8220;Master Clock External&#8221;. A questo punto possiamo far partire una traccia su Ableton e vedere come il tempo fluttua a secondo del Master Tempo impostato su Ableton.</p>
<h2 style="text-align: center;">Per Mac</h2>
<p style="text-align: justify;">La soluzione presentata e spiegata fino ad ora in questo tutorials è valida anche per Mac. La principale differenza tuttavia, è che lavorando su Mac, non ci sarà bisogno di scaricare LoopBe1 dato che i recenti updates di Traktor per il Mac hanno integrato un tool chiamato &#8220;Traktor Virtual Output&#8221;. Quest&#8217;ultimo sostanzialmente lavora nella stessa maniera di LoopBe1 e per settare il tutto sarà sufficiente seguire lo stesso procedimento svolto per la versione Windows, con la sola differenza che invece di selezionare le ports su LoopBe1, bisognerà selezionare le ports del Traktor Virtual Output.</p>
<h2 style="text-align: center;">Considerazioni Finali</h2>
<p style="text-align: justify;">Vi sono un paio di considerazioni da fare prima di terminare questo tutorial:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Il Midi Clock di Traktor non è propriamente irresistibile e potrebbe risultare impreciso a volte, si mormora che nella nuova versione di Traktor il Clock sia stato di molto migliorato.</p>
<p style="text-align: justify;">2) La chiave stà nel &#8220;giocare&#8221; con il &#8220;Midi Clock Sync Delay&#8221; di Ableton ed il &#8220;Midi Clock Sending Offset&#8221; di Traktor. Per trovare la giusta sincronizzazione potrebbe essere necessario sperimentare con i vari parametri, che regolano la latenza dei due Midi Clock, per poter arrivare a risultati soddisfacenti.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Warpate correttamente le vostre tracce in Ableton e settate per bene le vostre grids su Traktor&#8230;altrimenti il Sync andrà a farsi benedire.</p>
<p style="text-align: justify;">Articoli correlati:</p>
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<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>[Tutorial] Come funziona un Cdj e come sceglierne uno</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 19:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dj Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un periodo di pausa, tornano finalmente gli articoli ed i tutorials di WebDeejay. Questa volta, andremo ad esaminare uno degli strumenti più importanti ed attuali per i Dj, il Cdj. La parola Cdj venne adottata in seguito alla messa in vendita dell&#8217;ormai famosa serie Cdj della Pioneer e diventò lentamente sinonimo di lettore Cd [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3150" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/1-021-021096-pioneer-cdj-500-ii-limited" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2F1-021-021096-pioneer-cdj-500-ii-limited','Pioneer+CDJ500')"><img class="size-full wp-image-3150 alignleft" title="Pioneer CDJ500" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/1-021-021096-Pioneer-CDJ-500-II-Limited.jpg" alt="" width="302" height="367" /></a>Dopo un periodo di pausa, tornano finalmente gli articoli ed i tutorials di WebDeejay. Questa volta, andremo ad esaminare uno degli strumenti più importanti ed attuali per i Dj, il Cdj. La parola Cdj venne adottata in seguito alla messa in vendita dell&#8217;ormai famosa serie Cdj della <a href="http://www.pioneer.eu/it/body.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.pioneer.eu%2Fit%2Fbody.html','Pioneer')">Pioneer</a> e diventò lentamente sinonimo di lettore Cd utilizzato a scopo professionale dai Dj. Nonostante il passare del tempo, la nostalgia del giradischi e l&#8217;avanzare del digital djing, il Cdj continua ad essere un vero e proprio &#8220;tool&#8221; di riferimento per i Dj di tutto il mondo. La sua affidabilità, la comodità d&#8217;uso -che permette al Dj di arrivare in &#8220;cabina&#8221; anche solo munito del proprio Cd case- e soprattutto l&#8217;abbondante presenza e diffusione che il Cdj gode in quasi tutte le discoteche del mondo, lo rendono uno strumento a dir poco &#8220;universale&#8221; nella nostra professione. Per questa ragione, il vostro Nicholas Francavilla ha deciso di creare per voi una semplice ma utile guida, che vi spiegherà passo per passo come funzionano i Cdj, e quali caratteristiche osservare e prendere in considerazione, durante la scelta del vostro lettore Cd.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3114"></span></p>
<h2 style="text-align: center;">Qualità costruttiva e trasportabilità</h2>
<p style="text-align: justify;">Come  qualsiasi altro strumento utilizzato da noi Dj, anche il nostro fidato  Cdj deve possedere una qualità costruttiva di livello e soprattutto  adeguata ad i nostri scopi. Ovviamente sarebbe sempre consigliabile  ricercare un Cdj progettato e realizzato in una elegante e robusta chassis di metallo, materiale che risulta essere quasi sempre efficace nello  scopo di proteggere la componentistica interna del Cdj,  ma a causa di vari fattori come il prezzo ed il fattore trasportabilità,  questa opzione non sempre risulta essere la migliore. Se si è in cerca di  un lettore che sia maggiormente trasportabile di festa in festa, a  volte potrebbe essere  consigliabile cercare un compromesso tra grandezza, peso e robustezza. Inoltre, è bene tenere a mente l&#8217;eventuale scopo e ambiente per il quale il lettore viene acquistato; un impiego principalmente casalingo non necessita infatti della stessa protezione esterna o qualità componentistica di alto livello della quale dovrebbero imprescindibilmente godere i lettori sottoposti ad uno utilizzo &#8220;stressante&#8221; come quello da club.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra annosa questione è quella riguardante il materiale utilizzato per la fabbricazione dei tasti e pulsanti in un Cdj. Molti Dj affermano che l&#8217;unico materiale adeguato in questo campo sia il metallo o altre leghe simili come l&#8217;aluminio, citando il fatto che solo in questa maniera sia possibile ottenere una sensibilità ed un feeling ottimale.Tuttavia, qui su Webdeejay crediamo che una realizzazione basata su plastica indurita, possa ugualmente dare risultati eccellenti e performanti. Possiamo dunque concludere dicendo che è assolutamente erroneo scartare un Cdj solo perchè portatore di pulsanti realizzati in plastica o anche in gomma come su alcuni modelli <a href="http://www.denondj.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.denondj.com%2F','Denon')">Denon</a>; l&#8217;unica  maniera per determinare quali dei materiali si adatti meglio ad i nostri gusti, è quella di provarli e decidere in base alle proprie sensazioni.</p>
<h2 style="text-align: center;">Pannello posteriore</h2>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo dunque ad esplorare il mondo del Cdj, partendo dalla sezione posteriore. Possiamo subito intuire il fatto che non vi siano sorprese o funzionalità mirabolanti ad attenderci nel retro di un lettore Cd. Troviamo infatti le tre principali  features presenti su tutti i Cdj; la ovvia entrata per l&#8217;alimentazione, il pulsante d&#8217;accensione e l&#8217;onnipresente uscita Rca -che ci permette di collegare il Cdj al mixer-. A volte alcuni lettori saranno inoltre dotati dell&#8217;uscita &#8220;digital out&#8221; -il cui funzionamento è già stato spiegato nel  nostro tutorial sui mixer-, una porta usb utile per collegare il lettore al computer, penne Usb ed Hard-disks, e l&#8217;uscita del fader start. Onestamente, data la relativa semplicità  dell&#8217;argomento, ci sembra  dunque inutile soffermarci maggiormente su questa sezione del Cdj.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3125" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/outputs-2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Foutputs-2','Pannello+posteriore')"><img class="size-full wp-image-3125 aligncenter" title="Pannello posteriore" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Outputs.jpg" alt="" width="467" height="374" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Display</h2>
<p style="text-align: justify;">Spostandoci  verso l&#8217;alto del nostro ipotetico Cdj, troviamo il Display. Questo  piccolo schermo Lcd ci fornisce un importante feedback visivo grazie a tutte  le varie informazioni e dati che vengono riportati al suo interno.  Infatti, è proprio grazie al display che saremo sempre aggiornati  sulla maggior parte delle proprietà che caratterizzano le nostre tracce e  sulle funzionalità attivate.</p>
<p>Un esempio di alcune informazioni rilevanti che normalmente potremo trovare all&#8217;interno del nostro diplay sono:</p>
<p>-Panorama su quali funzionalità siano stato attivate o risultino attive nel Cdj (loops, effetti, cues etc)</p>
<p>-Un eventuale Waveform (spesso presente solo nei modelli di fascia più alta)</p>
<p>-Durata della traccia, tempo rimanente e totale.</p>
<p>-Nome e numero della traccia, album etc etc.</p>
<p>-Variazioni in percentuale del pitch.</p>
<p>-Bpm counter.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3128" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/display" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fdisplay','Display')"><img class="size-full wp-image-3128 aligncenter" title="Display" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Display.png" alt="" width="351" height="194" /></a></p>
<p>Alcune delle caratteristiche che un affidabile e valido display deve  sempre soddisfare sono:</p>
<p>-Essere munito di un illuminazione che non sia nè troppo flebile nè esageratamente eccessiva</p>
<p>-Una grandezza adeguata alla mole di dati che si vuole trasmettere</p>
<p>-Un layout delle informazioni ben organizzato</p>
<p>-Un equilibrato numero di informazioni</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong><strong>Comandi di trasporto,formati audio supportati, navigazione e playback</strong></strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Un Cdj risulterebbe ovviamente inutile se non fosse munito della capacità di leggere ed utilizzare i vari formati audio presenti oggigiorno sul mercato. Per questo motivo, prima di effettuare la nostra scelta, è sempre bene assicurarsi quali siano i tipi di Cd ed i formati audio che il lettore è capace di leggere ed utilizzare. Ovviamente questo piccolo check-up risulta fondamentale per evitare un eventuale &#8220;delusione&#8221; nello scoprire che la nostra collezione di tracce è codificata in un formato non riconosciuto e supportato dal nostro nuovo lettore.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono alcuni dei formati che a nostro avviso un lettore Cd dovrebbe essere capace di utilizzare:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tipi di Cd</strong>: CD, CD-R, CD-RW</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Formati audio compatibili</strong>: MP3, AAC, WAV, AIFF</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3184" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/cdj400_usb" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fcdj400_usb','')"><img class="size-full wp-image-3184 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/CDJ400_USB.jpg" alt="" width="250" height="294" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, è bene ricordare che in un buon e moderno lettore è spesso possibile trovare una utile entrata usb, che tra le altre cose, può essere utilizzata per collegare penne Usb o hard-disks esterni al lettore, ed usare quest&#8217;ultimi come &#8220;sorgente&#8221; delle nostre tracce.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelto il nostro Cd o la nostra penna Usb, utilizzeremo i vari comandi di navigazione e di trasporto presenti sul Cdj per poter selezionare la traccia desiderata.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3183" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/denon-3700-2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fdenon-3700-2','')"><img class="size-full wp-image-3183 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Denon-37001.png" alt="" width="261" height="328" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, non ci resta che utilizzare la sezione adibita a controllare le funzioni di Playback, che comprende ad esempio i tasti play\pause e cue, per poter cominciare a mixare.</p>
<h2 style="text-align: center;">Pitch Fader</h2>
<p style="text-align: justify;">Possiamo  con sicurezza affermare che come nel giradischi, il pitch fader  presente in un Cdj risulta essere una delle features fondamentali e deve  necessariamente soddisfare determinati requisiti. Riprendendo dunque le  nozioni già esaminate  in un precedente articolo, affermiamo dunque che  un buon Cdj deve essere munito di un preciso pitch fader.  Quest’ultimo deve riuscire, con un minimo spostamento, a creare minime  variazioni nel tempo e Bpm della traccia. Un buon valore di solito è un  accuracy con un range al di sotto dello 0.1%. Il giradischi deve anche  dare la possibilità al Dj di poter scegliere il Pitch Range con cui lavorare -ad esempio 8%,16%,25%,50%,100%-; questo è comunque un  fattore soggettivo a nostro avviso, dato che a meno che non vi sia la  presenza di qualche forma di “Pitch Lock” o “Master Tempo” -che  permettono di alterare il Bpm di una traccia, mantenendo la tonalità  originale del suono- o vi sia la necessità di creare qualche sorta di  effetto, difficilmente  si presenterà la necessità di utilizzare un  pitch range superiore all’8% -dato che il suono ed il pitch verrebbero  comunque distorti troppo-.</p>
<p style="text-align: justify;">La lunghezza di un pitch fader risulta essere invece un fattore abbastanza soggettivo; alcuni Dj preferiscono una libertà  di&#8221;corsa&#8221; più lunga -per poter essere più precisi- mentre altri si trovano a loro agio lavorando in uno spazio minore. Lo stesso ragionamento può essere applicato alla fluidità di movimento del fader.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3137" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/pitch-fader" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fpitch-fader','Pitch+Fader')"><img class="size-full wp-image-3137 aligncenter" title="Pitch Fader" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Pitch-Fader.png" alt="" width="110" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da sottolineare il fatto che alcuni lettori, oltre ad essere muniti di pitch fader, presentano 2 ulteriori pulsanti adibiti al pitch bending.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3232" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/immagine-7" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fimmagine-7','')"><img class="size-medium wp-image-3232 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-114x300.png" alt="" width="114" height="300" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Jog-Wheel</h2>
<p style="text-align: justify;">La Jog-Wheel è probabilmente l&#8217;anima di ogni Cdj; tramite essa è infatti possibile manipolare la traccia ed il suono in svariati metodi, emulando così il feeling di manualità che si ottiene utilizzando un giradischi. Le principali funzioni che di solito vengono assegnate ad una jog-wheel sono:</p>
<p style="text-align: justify;">-Manipolare la &#8220;ratio&#8221; ed il dry\wet di un effetto ( se è presente una sezione &#8220;effetti&#8221;)</p>
<p style="text-align: justify;">-Pitch Bending (spesso  tramite la sezione esteriore della Jog-Wheel)</p>
<p style="text-align: justify;">-Scratchare (solo se presente come funzione nel Cdj)</p>
<p style="text-align: justify;">-Scannerizzare frame per frame la traccia</p>
<p style="text-align: justify;">-Cercare il punto di Cue</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3146" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/jog-wheel-2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fjog-wheel-2','Jog-Wheel')"><img class="size-full wp-image-3146 aligncenter" title="Jog-Wheel" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Jog-Wheel.png" alt="" width="404" height="388" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando  alla ricerca del nostro Cdj, prima di prendere una decisione  definitiva, è sempre raccomandabile, provare e prendere contatto con la  jog-wheel del lettore in questione. Questo è necessario perchè ogni Cdj  presenta un modello di jog-wheel differente, e la fluidità, precisione e tempo di latenza  di quest&#8217;ultima varia da lettore a lettore; lavorare con una jog-wheel con la quale non ci sentiamo a nostro agio o che non risulta essere all&#8217;altezza delle nostre esigenze, può risultare estremamente sgradevole e scomodo.  Possiamo dunque affermare che una buona jog-wheel debba essere munita  di un alta precisione e sensibilità, che permetta al lettore di  &#8220;registrare&#8221; anche i più piccoli e delicati movimenti della nostra mano, oltre che ad essere abile di scannerizzare la traccia con una maggiore precisione ed accuratezza in termini di &#8220;frames&#8221;. Il fattore latenza è un altro aspetto sulla quale bisogna soffermarsi prima di effettuare un acquisto; un buon lettore deve infatti dimostrarsi reattivo e capace di seguire senza troppo ritardo gli inputs provenienti dal Dj.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3211" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/denon_dns3700-5" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Fdenon_dns3700-5','')"><img class="size-full wp-image-3211 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/denon_dns3700.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna anche notare come già da ormai molto tempo, alcune delle case produttrici di Cdj si stiano impegnando nel creare un lettore munito di Jog-Wheel rotante, in stile giradischi. Possiamo generalmente dire che vi siano prodotti, come ad esempio il Denon 3700, che pur non arrivando allo stesso  feeling del classico vinile, riescono comunque a fornire ottime prestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro fattore da tenere in considerazione è la grandezza della jog-wheel. A seconda della fascia di prezzo e del target per cui un Cdj è stato creato, quest&#8217;ultimo potrà essere equipaggiato con una Jog-Wheel di dimensioni abbondanti o al contrario, con una di dimensioni ridotte. Ovviamente è semplice intuire che una Jog-Wheel più grande risulta essere una scelta migliore se si è propensi a scratchare o semplicemente se non ci si vuole distaccare troppo dalle dimensioni di un vinile; al contrario, una Jog-Wheel di dimensioni ridotte renderà il Cdj più &#8220;mobile&#8221; e trasportabile. Finiamo con il sottolineare che non bisogna assolutamente cadere nel tranello di pensare che una Jog-Wheel di dimensioni contenute sia meno sensibile o affidabile di una più grande; il tutto dipende dal prezzo, dalla marca e dai criteri di progettazione.</p>
<h2 style="text-align: center;">Sampling, Looping ed Hot-cues</h2>
<p style="text-align: justify;">Col passare del tempo i Cdj sono mano a mano diventati sempre più complessi; oggigiorno un moderno lettore offre all&#8217;utente moltissime funzionalità che gli permetteranno di esprimere la sua creatività e di arricchire i propri set in maniera efficace. Alcuni di queste features sono gli Hot-Cues, il looping ed il sampling.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3223" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/looping-e-hot-cues-2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Flooping-e-hot-cues-2','')"><img class="size-medium wp-image-3223 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Looping-e-Hot-cues-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli hot-cues permettono salvare uno o più punti di cue nei rispettivi slots, dando la possibilità al Dj di, successivamente o anche istantaneamente, &#8220;richiamarli&#8221; ed utilizzarli con la semplice pressione di un pulsante. Questa funzionalità risulta essere molto utile per creare interessanti routines o piccoli remixes live.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3222" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/loops" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Floops','')"><img class="size-full wp-image-3222 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Loops.png" alt="" width="258" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La funzionalità di looping, come suggerisce il nome, permette -a seconda della necessità- la creazione di &#8220;loops&#8221; di differente lunghezza. Normalmente questo processo viene gestito tramite i pulsanti &#8220;In&#8221; -che setta il punto d&#8217;inizio del loop&#8221;- ed il pulsante &#8220;Out&#8221; -che setta il punto di uscita dal loop-; il loop a seconda del Cdj, potrà essere salvato o semplicemente richiamato -di solito tramite il pulsante &#8220;Reloop&#8221;. Non è raro trovare lettori che offrono funzionalità di seamless looping &#8220;automatico&#8221; che permette la creazione di loops, &#8220;in battito&#8221;, di una lunghezza già predefinita.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, alcuni Cdj presentano integrato un sampler.Questo sampler può essere utilizzato per registrare spezzoni di una traccia; successivamente sarà possibile salvare questa registrazione. La parte così registrata potrà dunque essere utilizzata o sovrapposta in congiunto con un altra traccia per creare routines e remixes.</p>
<h2 style="text-align: center;">Effetti</h2>
<p style="text-align: justify;">Un altra delle tante feature che è possibile trovare in ormai molti Cdj di fascia medio-alta, è quello della presenza di almeno un  effettiera interna. A patto di non farne abuso, un lettore equipaggiato  con un ampia varietà di effetti è infatti indicato per tutti quei Dj che  decidono di implementare nei propri set un pizzico di fantasia in più.  Un effetto “ben piazzato” può spesso creare un risultato piacevole,  capace di rendere interessanti alcune parti “morte” di una traccia,  oppure dare quella mano in più per creare un mixaggio interessante  durante la fase di transizione. Le “qualità” da ricercare durante la  scelta di un Cdj con un effettiera interna sono la presenza di un “DSP” -o Digital Signal Processor- capace di lavorare ad un sampling rate e ad una risoluzione più alti di quelli del segnale da &#8220;effettare&#8221;. Un buon valore è ad esempio 24bit\96kHz,  il quale garantirà una qualità audio notevole ad i vostri effetti riducendo rumore e distorsione.  Ovviamente un effetto può suonare alle nostre orecchie in maniera  perfetta, ma se non vi è la possibilità di “sincronizzarlo” a tempo con la traccia,  il risultato sarà un suono alquanto cacofonico e confuso.  A seconda  del lettore, questo meccanismo di “syncing” può essere effettuato o in  maniera automatica dal Cdj, oppure tramite la mano “guida” del Dj, il  quale provvederà -di solito tramite il tasto tap- a settare il Bpm sulla  quale l’effetto dovrà lavorare.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3159" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/effetti-5" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2Feffetti-5','Effetti')"><img class="size-full wp-image-3159 aligncenter" title="Effetti" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Effetti1.jpg" alt="" width="467" height="374" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Midi,Hid e scheda audio</h2>
<p style="text-align: justify;">Tra le tante features che i Cdj moderni implementano, troviamo anche la compatibilità con il protocollo Midi,Hid, e la presenza di una scheda audio interna. Il protocollo Midi ed il protocollo Hid permettono -pur con una efficienza diversa-  di interfacciare il lettore con un eventuale software di mixaggio, dando la possibilità al Dj di utilizzare il Cdj come controller. D&#8217;altra parte, la scheda audio, se presente, permette al Dj di evitare l&#8217;acquisto di una separata, e di collegare il lettore direttamente al computer. Non ci soffermiamo maggiormente sull&#8217;argomento, perchè abbiamo deciso di trattare a proposito di questi argomenti in un paio di futuri articoli che arriveranno a breve.</p>
<h2 style="text-align: center;">Harmonic Distortion e Signal-to-noise-ratio</h2>
<p style="text-align: justify;">Senza voler entrare troppo nei dettagli, concludiamo dicendo che un Cdj dovrebbe anche essere giudicato in base a varie specifiche tecniche. Alcune di queste specifiche sono ad esempio la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distorsione_armonica_totale" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FDistorsione_armonica_totale','distorsione+armonica+totale')">distorsione armonica totale</a> (harmonic distortion) ed il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_segnale/rumore" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRapporto_segnale%2Frumore','rapporto+segnale%5Crumore')">rapporto segnale\rumore </a>(Signal to noise ratio). Il primo parametro &#8220;ci informa della distorsione che un dispositivo induce ai segnali elettrici che passano al suo interno&#8221; e per questo motivo sarebbe bene assicurarsi che il Cdj da noi prescelto riporti nelle proprie statistiche un valore relativamente basso, che ci assicurerà una maggiore fedeltà sonora. Il rapporto segnale\rumore è  &#8220;una grandezza numerica che mette in relazione la potenza del segnale utile rispetto a quella del rumore in un qualsiasi sistema di acquisizione, elaborazione o trasmissione dell&#8217;informazione&#8221;; tradotto in soldoni, il parametro compara il livello del segnale desiderato (la musica) in relazione al livello del rumore. Maggiore la ratio, minore la presenza del rumore.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3233" href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/tutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html/attachment/7e176fe8786c72f234d9f70a17013184" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Ftutorial-come-funziona-un-cdj-e-come-sceglierne-uno.html%2Fattachment%2F7e176fe8786c72f234d9f70a17013184','')"><img class="size-full wp-image-3233 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/7e176fe8786c72f234d9f70a17013184.png" alt="" width="340" height="47" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Conclusione</h2>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, possiamo dire che oggigiorno, saper operare -almeno minimamente- e mixare con un Cdj è ancora un abilità che non dovrebbe mancare nel curriculum di un completo Dj. Per questo motivo, scegliere un lettore che sia capace di sostenerci nel nostro apprendimento o vita professionale, risulta essere un passo importante.</p>
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<p style="text-align: justify;">Articoli correlati:</p>
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		<title>Letture interessanti per il Dj&#8230;consigli per orientarsi nell&#8217;industria</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 11:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/DigitalDjtipsPage.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FDigitalDjtipsPage.png','DigitalDjtipsPage')"><img class="alignleft size-medium wp-image-2960" title="DigitalDjtipsPage" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/DigitalDjtipsPage-300x195.png" alt="" width="300" height="195" /></a>L&#8217;era nella quale viviamo oggigiorno viene spesso giustamente definita &#8220;The information Age&#8221;, un era nella quale le informazioni e la conoscenza viaggiano intorno al mondo a velocità mai neanche immaginate prima d&#8217;ora. Possiamo dunque affermare senza timore, che ormai, anche l&#8217;industria ed il mondo del Dj  si siano adeguati in maniera efficiente ad i nuovi e frenetici ritmi di oggi. Se un tempo la reputazione di un brand o di un Dj, veniva creata tramite un vivace passa parola da persona a persona, o tramite i &#8220;racconti&#8221; di chi aveva un esperienza maggiore, oggigiorno tale informazioni vengono scambiate in un batter d&#8217;occhio tramite le migliaia di tools disponibili sulla sconfinata rete internet. Blogs, forums, video, podcasts e quant&#8217;altro hanno contribuito a rafforzare ancora di più la &#8220;coscenza generale&#8221; del Dj, rendendolo sempre più partecipe di questa industria, in  una maniera sempre più attiva e propositiva, dandogli l&#8217;opportunità di poter dire la sua su qualsiasi argomento o  in qualsiasi campo. Se una volta, per imparare a scratchare era necessario sperimentare per ore o &#8220;tallonare&#8221; da vicino scratchers navigati, oggi il tutto può molto semplicemente essere riassunto in tutorials su youtube ad esempio; il recente boom del mondo Dj deve infatti essere anche imputato alla maggiore semplicità che un nuovo Dj ha nel poter trovare &#8220;surrogati mentori&#8221; che gli possano insegnare tutti i vari trucchi del mestiere. Con tutti questi nuovi Dj, è dunque necessario essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza ed essere colui che letteralmente &#8220;Raises the bar&#8221;; avere la conoscenza necessaria di questa industria e sapersi orientare nel &#8220;viaggio&#8221;  è dunque una prerogativa indispensabile per chiunque voglia poter cimentarsi nella scalata all&#8217;olimpo dei Dj mondiali o anche semplicemente distinguersi. Per questo motivo, oggi, WebDeejay, vi mostrerà alcuni dei blogs, forum e simili -spesso non conosciuti- la quale sarebbe bene visitare regolarmente!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2942"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando gli ovvi Skratchworx, Djtechtools ed il nostro stesso forum, i quali siamo sicuri già conoscete in maniera approfondita, andiamo dunque a cominciare la nostra rassegna di tutte le letture e tools utili per rimanere sempre a galla nell&#8217;industria del Dj.</p>
<h2 style="text-align: center;">Twitter</h2>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">In prima posizione troviamo l&#8217;ormai famosissimo<a href="http://twitter.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Ftwitter.com%2F','Twitter')" target="_blank"> Twitter</a>; il suo utilizzo è di fatto semplicissimo, le informazioni possono essere assorbite in maniera rapida e allo stesso tempo divulgate ancora più velocemente. Probabilmente questo social network non ha avuto un impatto così su larga scala qui in Italia, come lo ha avuto nei paesi anglofoni ad esempio, tuttavia le sue speciali features permettono di essere sempre aggiornati in  maniera a dir poco efficientissima. Prima di iniziare è bene ricordare, che per il nostro obbiettivo, twitter non dovrà essere visto solo come un mezzo per poter  comunicare con amici, parenti o condividere cose senza senso. Per questo motivo, il suo utilizzo potrà essere giustificato e sarà valido anche se non conoscete nessuno che sia già un utente di tale sito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il trucco per poter sfruttare al meglio Twitter è quello di far largo uso delle sue &#8220;liste&#8221;. Queste liste altro non sono che dei semplici raggruppamenti di utenti da noi &#8220;seguiti&#8221;. Immaginiamo ad esempio che l&#8217;industria del Dj sia composta da 100 compagnie, ognuna di loro produce nuovi contenuti giornalmente nel suo sito, e probabilmente, su almeno 100 compagnie presenti, almeno 10-15 rilasceranno qualche nuova informazione sui loro nuovi prodotti nello stesso giorno. Infine, immaginiamo che su queste 100 ipotetiche compagnie, 2 o 3 decidano di svelare il loro nuovo segretissimo prodotto proprio in quel specifico giorno. Avete capito, tenere il passo, e soprattutto, sapere quale di queste compagnie possa avere informazioni a noi utili, risulta essere un impresa alquanto complicata. Controllare manualmente ogni singolo website di ogni singola compagnia, è ovviamente fuori discussione dato che richiederebbe tempi a dir poco biblici, e stessa cosa dicasi per il controllare ogni singolo profilo facebook o twitter che ogni singola compagnia ha. A questo punto, entrano in gioco e ci vengono in aiuto le sopracitate liste.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per le nostre 60 compagnie, creeremo una lista denominata &#8220;Dj\Producer Tech Industry&#8221; e faremo si che ognuna di queste compagnie, faccia parte di questo raggruppamento. Il gioco è fatto, vi basterà cliccare sulla vostra neonata lista, e cominciare a leggere i brevi  status updates che ogni compagnia ha rilasciato durante la giornata. Il fatto che gli status siano composti di soli 140 lettere, vi permette di scannerizzare il tutto in maniera veloce, eventualmente tralasciando ciò che non vi interessa. Allo stesso tempo, riuscirete ad avere un quadro completo dell&#8217;intera attività di &#8220;media&#8221; che una singola compagnia ha effettuato durante tale giornata; spesso infatti gli accounts youtube e facebook di molti brands vengono &#8220;connessi&#8221; alla loro pagina Twitter.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Digital Dj Tips</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/DigitalDjtips.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FDigitalDjtips.png','')"><img class="size-full wp-image-2949 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/DigitalDjtips.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FDigitalDjtips.png','')" alt="" width="317" height="77" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro dei nostri favoriti è senza dubbio <a href="http://www.digitaldjtips.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.digitaldjtips.com%2F','Digital+Dj+Tips')" target="_blank">Digital Dj Tips</a>. Il sito è stato creato da poco  ed è principalmente un &#8220;one man show&#8221; condotto dall&#8217;abile Phil Morse. DDJT, come si puo evincere dal nome, è sicuramente  imprintato sul volto digitale del Djing, ma spesso potrete trovarvi interessanti articoli di Dj culture generale, recensioni di strumentazione, e tantissimi tutorials ottimamente realizzati, e  dedicati specialmente ai nuovi Dj. Il vero punto di forza di questo sito è sicuramente la sua puntualità e velocità nel fornire contenuti  nuovi in maniera costante; non è infatti raro potersi godere un nuovo articolo al giorno -e sempre di altissimo livello-. Vi consigliamo inoltre di iscrivervi prontamente all&#8217;utilissima newsletter del sito, oltre a ricevere un ottima guida denominata &#8220;I 10 errori più comuni di un Dj&#8221;, vi verrà recapitato 2 volte a settimana, un e-mail contenente tutte le principali novità dell&#8217;industria del Dj, le migliori citazioni o curiosità trovate sparse per il web, e tutti i luoghi dove poter trovare la musica più in voga del momento.</p>
<p style="text-align: center;">
<h2 style="text-align: center;">Djforums.com</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Foto.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FFoto.png','')"><img class="size-full wp-image-2950 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Foto.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FFoto.png','')" alt="" width="372" height="71" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">WebDeejay al momento conta quasi 11.000 iscritti, aggiudicandosi dunque la palma del forum Italiano per Dj con più utenti. Tuttavia i nostri numeri impallidiscono a confonto di quelli che <a href="http://www.djforums.com/forums/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.djforums.com%2Fforums%2F','Djforums.com')" target="_blank">Djforums.com</a> può vantare.  La Home-Page principale del sito può anche essere tralasciata, dato che viene aggiornata abbastanza raramente, e bisogna invece concentrarsi sulla sezione dedicata al forum. Oltre 75.000 membri iscritti provenienti da tutto il mondo costituiscono un appetitossima risorsa  di informazioni dalla quale attingere. Centinaia di threads vengono creati ogni ora, suddivisi nelle varie sezioni presenti nel forum; che voi stiate cercando aiuto per problemi tecnici o semplici curiosità&#8230;di sicuro qui troverete quel che cercate. L&#8217;area generale del forum è anche un ottima posto dove poter capire cosa sia &#8220;hot&#8221; al momento nel mondo Dj, e farsi un idea generale della reputazione di molti Dj, brands e compagnie. Inoltre, il forum è anche una fonte quasi infinita di consigli e di racconti di varie esperienze dietro ai Decks, che possono sempre tornare ad essere utili nel corso della nostra carriera. La vera forza di questo sito sono dunque i suoi utenti e l&#8217;impressionante mole di informazioni che ognuno di essi può condividere con il resto della community. Ciliegina sulla torta, è sicuramente il fatto che il forum sia frequentato da molti dei Dj\Producers più famosi ed in voga del momento, come ad esempio DeadMau5.</p>
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<h2 style="text-align: center;">Stuff Djs Hate</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/header4.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Fheader4.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2951 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/header4.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Fheader4.jpg','')" alt="" width="461" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il sito in questione, più che essere una fonte vera e propria di informazioni, può essere definito come una fonte di risate. Gli articoli pubblicati su <a href="http://www.stuffdjshate.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.stuffdjshate.com%2F','stuffdjshate')" target="_blank">stuffdjshate</a> hanno infatti come focus, tutti quei svariati comportamenti che noi Dj non riusciamo proprio a sopportare per ovvi motivi. Situazioni come &#8220;Mi metti Miley Cirus?&#8221; o &#8220;Hai quella canzone di quel tizio che fa&#8230;&#8221; vengono qui esasperate, analizzate e ridicolizzate all&#8217;interno di simpaticissimi e sarcastici posts. Il tutto viene sempre corredato da un immagine stilizzata, che spesso riesce a strappare svariate risate. Il vero punto di forza di questo sito è  dunque il fatto che riesce a trattare e a far conoscere, vari aspetti ed imprevisti del Djing, della quale spesso molti nuovi Dj non tengono conto o non conoscono l&#8217;esistenza. Una vera scuola di vita&#8230;</p>
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<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Djbooth.net</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/logo-djbooth-text.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Flogo-djbooth-text.png','')"><img class="size-full wp-image-2952 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/logo-djbooth-text.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Flogo-djbooth-text.png','')" alt="" width="256" height="96" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro dei nostri siti favoriti è sicuramente <a href="http://www.djbooth.net/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.djbooth.net%2F','Djbooth.net')" target="_blank">Djbooth.net</a>. Djbooth possiede dentro di se una doppia anima; la prima è quella dedicata totalmente alla music rap\hip-hop\R&#8217;N'B, qui vengono infatti recensiti albums, mixtape, singoli e presentate tutte le news più interessanti provenienti dal mondo della musica &#8220;black&#8221;. Nuove interviste e articoli su tutti i rappers piu famosi -e non- vengono pubblicati giornalmente mentre le utilissime e curatissime charts vengono aggiornate ogni lunedi. La sezione mixtape del sito è inoltre più che ben nutrita, essendo oggi un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che cercano un trampolino di lancio o per i &#8220;talents scouts&#8221; di molte labels. La seconda faccia di questo curatissimo sito è  invece quella dedicata alla notizie provenienti dal mondo dell&#8217;industria Dj. La sezione è in continuo aggiornamento grazie ad articoli, presentazioni prodotti, recensioni e news generali; la cosa da segnalare è che alcune recensioni non sono vere e proprie recensioni, ma piuttosto banali copia-incolla delle specifiche tecniche del prodotti, tuttavia, questi casi rappresentano una piccola minoranza e non vanno ad influire sulla qualità generale di questa sezione. La vera forza di questo sito è anche da ricercarsi nel suo slogan&#8230;&#8221;We never miss a beat&#8221; che aiuta a rendere l&#8217;idea di quanto questo sito voglia davvero rimanere sempre al passo coi tempi; qualsiasi &#8220;movimento&#8221; o notizia proveniente dal mondo Rap o Dj viene infatti qui riportata in maniera celere ed efficiente, indifferentemente dalla sua importanza.</p>
<h2 style="text-align: center;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Essere informati e coscenti dell&#8217;industria nella quale si lavora è sicuramente l&#8217;arma migliore per rimanere sempre al passo dei tempi; tutte le informazioni assimilate possono essere infatti combinate così da poter sempre avere un quadro completo della situazione. Allo stesso tempo, tutto questo ci permette di &#8220;vivere&#8221; esperienze tramite i racconti di altre persone, dandoci la possibilità d&#8217;imparare dai loro errori e di fare tesori dei loro consigli.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webdeejay.it/uncategorized/letture-interessanti-per-il-dj-consigli-per-orientarsi-nellindustria.html/feed</wfw:commentRss>
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		<title>[Tutorial] Come scegliere e come usare un Mixer per Dj</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 17:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dj Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Come scegliere un Mixer]]></category>
		<category><![CDATA[Comprare Mixer]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ne possono trovare di ogni forma e colore, si differenziano per qualità audio, numero canali, target designato, funzioni e tantissimo altro, ma la verità rimarra sempre una sola; Il mixer, è  il vero e proprio cuore di ogni setup da Dj, la sala comandi di ognuno di noi appassionati. Tuttavia, proprio come nessun &#8220;capitano&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine121.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine121.png','')"><img class="size-full wp-image-2768 alignleft" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine121.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine121.png','')" alt="" width="367" height="334" /></a>Se ne possono trovare di ogni forma e colore, si differenziano per qualità audio, numero canali, target designato, funzioni e tantissimo altro, ma la verità rimarra sempre una sola; Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mixer_%28consolle%29" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMixer_%2528consolle%2529','mixer')" target="_blank">mixer</a>, è  il<strong> vero e proprio cuore di ogni setup da Dj</strong>, la sala comandi di ognuno di noi appassionati. Tuttavia, proprio come nessun &#8220;capitano&#8221; riuscirebbe a comandare la sua nave senza trovarsi a suo agio  nella sua cabina di controllo o senza conoscerla a fondo, nessun Dj riuscirebbe ad eseguire i suoi mixes , dimostrare il suo vero talento o dare forma ai suoi sets senza avere a fianco il suo fidato mixer, scelto su misura. Che voi siate ancora dei bedroom Dj interessati all&#8217;acquisto di un semplice 2 canali o un gestore in procinto di spendere migliaia di Euro per potersi portare a casa -o in discoteca- l&#8217;ultimo e più tecnologico mixer a 4 canali, Webdeejay cercherà oggi di darvi una mano nella scelta del vostro acquisto. Enjoy..</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2521"></span></p>
<h2 style="text-align: center;">Canali</h2>
<p style="text-align: justify;">La prima scelta da fare è a nostro avviso quella di scegliere il numero di canali Audio alla quale siamo interessati. Un &#8220;<strong>canale</strong>&#8221; -in termini di audio- può essere brevemente descritto come quella sezione del mixer dove vi è presente un entrata -o anche &#8220;input&#8221;- tramite la quale il segnale Audio entra all&#8217;interno del mixer e può essere manipolato in vari modi-volume, equalizzazione, etc-. Traducendo il tutto in &#8220;soldoni&#8221; e portando tale conoscenza ad un livello pratico, possiamo capire come il numero di canali a nostra disposizione, vada ad influire sul numero di sorgenti audio che potremo collegare al nostro Mixer.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo come esempio uno dei tanti mixer a due canali presenti sul mercato, in particolare il  <a href="http://www.behringer.com/EN/Products/VMX200.aspx" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.behringer.com%2FEN%2FProducts%2FVMX200.aspx','BEHRINGER+Vmx+200')" target="_blank">BEHRINGER Vmx 200</a> -usato da molti principianti dato il prezzo relativamente basso-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX200_P0127_Rear_XL.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX200_P0127_Rear_XL.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2753 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX200_P0127_Rear_XL.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX200_P0127_Rear_XL.jpg','')" alt="" width="469" height="265" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo notare nei riquadri rossi, le entrate disponibili, essendo questo un mixer a 2 canali, sono appunto 2. In queste due entrate, potremo collegare tramite gli appositi <strong>cavi Rca</strong>, due sorgenti Audio. Queste sorgenti audio potranno ad esempio essere qualsiasi tipo di Cdj (o scheda audio) -che collegheremo nell&#8217;entrata &#8220;<strong>Line</strong>&#8220;- o Giradischi -che collegheremo nell&#8217;entrata <strong>Phono</strong>-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX200_P0127_Top_XL.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX200_P0127_Top_XL.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2754 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX200_P0127_Top_XL.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX200_P0127_Top_XL.jpg','')" alt="" width="282" height="410" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come già spiegato in precedenza, i due segnali che entreranno nei nostri canali 1 e 2 -o A e B ad esempio- potranno poi essere manipolati tramite i vari comandi disponibili sul mixer in questione. Alcuni dei comandi basilari che possono essere trovati sul 99.9% dei mixer in commercio sono ad esempio la regolazione del volume, controllo a 3 bande sull&#8217;equalizzazione ed il controllo sul gain.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/222.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2F222.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2756  aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/222.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2F222.jpg','')" alt="" width="536" height="259" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La più ricorrente immagine che salta in mente quando si pensa ad un Dj, altro che non può essere che il mixer, circondato da entrambi i lati da un giradischi -oppure da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cdj" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCdj','Cdj')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCdj','Cdj')" target="_blank">Cdj</a>-. Questo tipico setup, che sfrutta appunto due canali, risulta essere effettivo se si ha la semplice necessità di dover effettuare un missaggio &#8220;comune&#8221;, basato esclusivamente sull&#8217;utilizzo di due tracce. Questo tipo di approccio trova ovviamente nei suoi punti di forza i seguenti fattori:</p>
<p style="text-align: justify;">-Meno fronzoli e più sostanza -ovvero, di solito niente effetti o microfono, ed un focus maggiormente imprintato sulla musica e sul missaggio tradizionale</p>
<p style="text-align: justify;">-Semplicità di trasporto</p>
<p style="text-align: justify;">- Di solito il costo</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo potrebbe sembrare più che sufficiente all&#8217;occhio del profano, tuttavia, potrebbero presentarsi occasioni e circostanze nella quale <strong>2 canali potrebbero non bastare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni esempi potrebbero essere:</p>
<p style="text-align: justify;">-La volontà di usare più di 2 giradischi o 2 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cdj" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCdj','Cdj')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCdj','Cdj')" target="_blank">Cdj</a> &#8211; o qualsiasi altra forma di sorgente Audio-. Col passare del tempo e con l&#8217;aumentare della propria bravura e creatività, si potrebbe presentare la necessità o la volontà di voler mixare più di 2 tracce nello stesso momento, oppure di effettuare qualsiasi altra tecnica che richieda un numero maggiore di canali. Si potrebbe ad esempio utilizzare i primi due decks per effettuare un mixaggio &#8220;standard&#8221; ed usare invece i deck 3 e 4 per lanciare samples, hot-cues etc.</p>
<p style="text-align: justify;">-La presenza in console di più di un Dj. Questo è di solito un esempio riscontrabile in molte discoteche, dove vari Dj prestabiliscono &#8220;turni&#8221; e si danno il cambio durante la serata. Il problema in questo scenario risiede nel fatto che un certo Dj potrebbe essere abituato, o comunque abbia preferenza, ad utilizzare 2 giradischi mentre il secondo Dj abbia invece preferenza ad utilizzare due Cdj oppure il proprio software di mixaggio digitale. Viene ovvio capire che sarebbe a dir poco inopportuno e impraticabile durante un accesa serata, smontare e ri-montare giradischi, Cdj o schede audio, a seconda del Dj presente in console; per questo motivo, un mixer equipaggiato con un maggiore numero di canali, permetterebbe di mantenere collegati 2 Cdj e 2 giradischi allo stesso tempo -o anche di più a seconda dei canali e delle necessità-.</p>
<p style="text-align: justify;">-Necessità di avere un maggior numero di ingressi microfonici per speakers, Mc&#8217;s, Pr etc. Anche se di solito molti Dj preferiscono parlare con la loro musica piuttosto che magari usare il microfono in maniera inopportuna, invadente e spesso anche ridicola, potrebbero presentarsi delle situazioni dove potrebbe essere richiesta una certa &#8220;presenza&#8221; a livello vocale. Alcune volte tale situazione può essere rappresentata dalla necessità di avere un Pr o comunque una figura che &#8220;agiti&#8221; la folla e che ringrazi i vari presenti -come ad esempio succede in discoteca- oppure semplicemente quella di avere un vero e proprio cantante o vocalist che possa esibirsi ed &#8220;accompagnarci&#8221; sopra pezzi strumentali etc.</p>
<h2 style="text-align: center;">Ins and Outs</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/product_image.php_1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Fproduct_image.php_1.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2909 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/product_image.php_1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Fproduct_image.php_1.jpg','')" alt="" width="552" height="160" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Innegabilmente, avere diverse opzioni disponibili comporta inevitabilmente ad un costo; tuttavia, la mancanza di esse , alla fine, risulterà avere un costo maggiore! Per questo motivo, durante la scelta del proprio mixer, sarebbe ideale cercare di far ricadere la propria scelta su un <strong>mixer che abbondi di diversi Ins and Outs</strong>. Abbiamo dunque deciso di racchiudere ed evidenziare nell&#8217;immagine riportata qui sopra -il pannello posteriore di un Djm 800- alcune delle diverse opzioni disponibili:</p>
<p style="text-align: justify;">-Ovviamente per quanto riguarda i canali -non evidenziati nell&#8217;immagini-, su almeno 4 canali, di solito bisognerebbe trovare almeno 3 phono inputs.</p>
<p style="text-align: justify;">- La sezione evidenziata in arancione ci mostra il <strong>master output in formato Rca</strong> -sempre utile anche solo per allenarsi a casa con impianti che non sfruttano connessioni XLR- e l&#8217;<strong>uscita Rec, la quale può essere utilizzata per registrare i propri mixati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">- La sezione evidenziata in viola mostra invece l&#8217; <strong>uscita bilanciata su XLR</strong> che ogni mixer, che dovrà essere sfruttato in combinazione con un impianto &#8220;importante&#8221; dovrebbe avere.</p>
<p style="text-align: justify;">- La sezione evidenziata in verde racchiude il <strong>booth output</strong>, che ci permette di collegare le nostre casse spie al mixer ed avere il controllo sul loro volume.</p>
<p style="text-align: justify;">- La sezione evidenziata in blu mostra il <strong>Send\Return</strong>, il quale utilizzo verrà spiegato più avanti in questo stesso articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Infine, la sezione delimitata in rosso racchiude i <strong>digital inputs e il digital output</strong>. Questo tipo di connessione, anche se non molto utilizzata, può essere utilizzata per collegare Cdjs -ovviamente, Cdj adibiti per questo tipo di collegamento- al mixer, svolgendo la stessa funzione di un cavo Rca. Il digital output è anche conosciuto con il nome di <strong>S/PDIF. </strong>Non volendo entrare troppo nei dettagli, vi basti sapere che, il principale vantaggio di questo tipo di connessione viene principalmente semplificato in una maggiore fedeltà sonora rispetto al segnale originale; questo perchè non viene fatta alcuna conversione da digitale (segnale presente sul cd) ad analogico (sezione di ingresso del mixer) evitando errori di conversione e quindi aggiunta di rumore.</p>
<h2 style="text-align: center;">Dimensioni e trasportabilità</h2>
<p style="text-align: justify;">Altri fattori chiave da tenere a mente quando si parla di mixer sono le loro <strong>dimensioni</strong> ed il fattore <strong>trasportabilità</strong>. Un mixer di dimensioni ridotte, o ad esempio dalla forma più &#8220;allungata&#8221;, si adatta  meglio ad essere utilizzato in un contesto di scratching grazie alla minore distanza presente tra i due giradischi -o Cdj- che permette allo scratcher una maggiore precisione ed una maggiore velocità di esecuzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/pmc006proa.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fpmc006proa.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2758 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/pmc006proa.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fpmc006proa.jpg','')" alt="" width="180" height="359" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente viene semplice intuire che la nostra scelta dovrà essere bilanciata anche dallo spazio che abbiamo . Di solito nelle discoteche, che vengono progettate appositamente per &#8220;ospitare&#8221; setup importanti, lo spazio a disposizione non è un problema, tuttavia non si può dire lo stesso per piccoli club, pubs, bars o anche la propria casa. Sarebbe infatti a dir poco ridicolo comprarsi un mixer di dimensioni notevoli per poi ritrovarsi a mixare in &#8220;stile sardina&#8221; , cercando di bilanciare il tutto su un tavolo  di dimensioni non proporzionate. Ultima cosa da tenere presente è lo spazio che il mixer &#8220;ruba&#8221; ad altra strumentazione; un mixer grande come una cabina di pilotaggio potrebbe anche effettivamente fare la sua figura, ma se poi si deve finire a mixare con un Ipod o col telefonino a causa della mancaza di spazio da dedicare a Cdj e piatti o magari &#8220;appendere&#8221; la propria scheda audio al di fuori della finestra&#8230;viene ovvio capire che il gioco non vale la candela.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/P1060018.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FP1060018.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2762   aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/P1060018.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FP1060018.jpg','')" alt="" width="486" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo fattore da considerare nell&#8217;equazione è quella legato alla trasportabilità. Se si ha necessità di spostarsi spesso, e di magari provvedere alla presenza del mixer stesso -come spesso accade nel mondo dei Mobile Djs- sarebbe opportuno considerare la possibilità di &#8220;sacrificare&#8221; qualche canale o qualche funzione in più per poter essere poi dotati di un mixer più leggero, e di più veloce &#8220;dispiegazione&#8221;.  In alcune occasioni potrebbe anche non esservi la necessità di adoperare su più di due canali e di avere funzioni avanzatissime -come ad esempio nei pubs, matrimoni, festicciole etc- e presentarsi con un mixer più &#8220;grande&#8221; della serata stessa, potrebbe essere anche abbastanza inutile&#8230;.oltre che dannoso per la vostra schiena.</p>
<h2 style="text-align: center;">EQ Range e Level Meter</h2>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Uno dei fattori forse più cruciali durante la scelta di un mixer, è probabilmente quello riguardante la qualità e l&#8217;ampiezza del raggio di azione dell&#8217;equalizzatore presente su di esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro svolto dall&#8217; equalizzatore, in un mixer destinato ad un target &#8220;Dj&#8221;, è quello di enfatizzare o diminuire la presenza di una certo range -o anche &#8220;fascia&#8221;- di frequenze audio. Di solito, almeno in un mixers per dj, tale equalizzatore viene chiamato &#8220;<strong>Equalizzatore a 3 bande</strong>&#8221; dato che influenza e lavora su 3 range di frequenze; le basse -Low-, le medie -Mid- ed infine le alte -High-. Intuire la sua utilità durante un mixaggio risulta dunque semplice, potremo infatti tramite esso dare piccoli &#8220;boost&#8221; alle frequenze da noi prescelte, in modo da enfatizzare un certo tipo di suono piuttosto che un altro. Allo stesso tempo, tramite l&#8217;equalizzatore potremo ad esempio dimuire alcune frequenze che magari contrastano con quelle del brano entrante. Per questo motivo, è sempre bene accertarsi che il mixer che stiamo per comprare abbia un equalizzatore che riesca ad effettivamente aumentare o diminuire il volume di certe frequenze.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Equalizzatore.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FEqualizzatore.png','')"><img class="size-full wp-image-2852 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Equalizzatore.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FEqualizzatore.png','')" alt="" width="105" height="227" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;immagine qui sopra, possiamo osservare l&#8217;equalizzatore a 3 bande presente sul mixer <a href="http://www.denondj.com/DN-X1600-P123.aspx" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.denondj.com%2FDN-X1600-P123.aspx','Denon+DN-X1600')" target="_blank">Denon DN-X1600</a>. I numeretti presenti ai fianchi di ogni Knob ci indicano di quanti Db il nostro equalizzatore aumenterà o diminuirà il volume della frequenza prescelta. Come possiamo notare alla sinistra di ogni Knob, questo equalizzatore arriva a diminuire la frequenza prescelta di esattamente -∞; questo vuol dire che una volta girato verso sinistra, il volume delle frequenze da noi prescelte verrà diminuite di -infinito Db, dunque, eliminando totalmente tali frequenze dall&#8217;audio in uscita. Quando un equalizzatore è dotato della capacità di eliminare in maniera totale un certo range di frequenze, si dice che ha l&#8217;opzione di &#8220;<strong>full kill</strong>&#8221; o &#8220;<strong>full cut</strong>&#8221; su di esse. Guardando invece a destra di ogni knob, possiamo capire come l&#8217;equalizzatore, almeno sulle frequenze alte e medie, riesca ad aumentare il loro volume di +10Db.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta del proprio mixer, è bene dunque cercare un mixer che abbia il più alto range d&#8217;azione possibile sulle frequenze -ovviamente, ancora meglio se è dotato di &#8220;full kill&#8221;-. Quest&#8217;ultimo ragionamento applicato sull&#8217;equalizzatore, è anche valido per il controllo del &#8220;gain&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/LEVEL-METER.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FLEVEL-METER.png','')"><img class="size-full wp-image-2860 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/LEVEL-METER.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FLEVEL-METER.png','')" alt="" width="508" height="284" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altra feature da sempre tenere in considerazione durante la scelta del proprio mixer è quello della<strong> lunghezza e precisione del suo Level meter</strong>. Il level meter, che di solito è costituito da vari Leds, altro non fa che monitorare l&#8217;ampiezza del segnale audio in ingresso nel canale. A seconda del suo livello, il level meter si illuminererà fino ad arrivare al segmento, il quale valore, numerico corrisponde all&#8217;ampiezza del segnale stesso. Per questo motivo, viene ovvio capire che maggiore è il numero di segmenti disponibili -o maggiore la lunghezza del level meter- e maggiore sarà  la precisione di quest&#8217;ultimo, il quale potrà riportare un valore più accurato e vicino all&#8217;ampiezza del segnale audio -questo perchè minori sono i segmenti, è più alto sarà il range di valori che essi dovranno coprire e viceversa-.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, un buon level meter deve essere reattivo ed essere capace di &#8220;aggiornare&#8221; i propri leds in maniera tempestiva, a seconda delle variazioni nel livello del segnale audio. In questo modo il Dj potrà sempre essere sicuro che le variazioni che esso compie tramite il gain o qualsiasi altro controllo, abbiano effetto, ed allo stesso tempo potrà essere sempre capace di monitorare la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Cross-Fader e Level-Fader</h2>
<p style="text-align: justify;">Possiamo certamente affermare che forse il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cross-fader" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCross-fader','Cross-fader')" target="_blank">Cross-fader</a> non è propriamente utilizzato e sfruttato al massimo da tutti quei Dj inclini alla musica elettronica, genere di musica nella quale l&#8217;utilizzo dei level faders durante il mixaggio regna sovrano. Tuttavia, non si può certamente dire lo stesso per quanto riguarda il mondo dello <strong>scratch</strong>, quello della musica hip-hop\rap e perchè no, anche pop; in questi casi di solito è invece il cross-fader a fare la parte da leone. Se si vuole anche solo pensare di cominciare la propria scalata nel mondo DMC, è bene dunque scegliere un mixer che abbia un cross-fader abbastanza &#8220;sharp&#8221; e che abbia una <strong>curva di taglio decisamente ripida</strong>. Alcuni esempi di tale cross-faders indicati specificatamente per lo scratch e per tagli veloci sono:</p>
<p style="text-align: justify;">-L&#8217;Eternal, presente ad esempio sul mixer <a href="http://www.eclerdjdivision.com/productCont.php?ap=2&amp;sub=2&amp;id=6" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.eclerdjdivision.com%2FproductCont.php%3Fap%3D2%26amp%3Bsub%3D2%26amp%3Bid%3D6','Ecler+Hak+360')" target="_blank">Ecler Hak 360</a></p>
<p style="text-align: justify;">-<a href="http://www.innofader.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.innofader.com%2F','L%22Innofader')" target="_blank">L&#8217;Innofader</a>, uno speciale cross-fader il quale può essere montato in maniera autonoma sulla maggior parte dei mixers in commercio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Crossfader1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FCrossfader1.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2887 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Crossfader1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FCrossfader1.jpg','')" alt="" width="369" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso si prediliga il mixaggio di musica Elettronica, di solito è invece consigliabile comprare un mixer con dei Level-Faders di qualità -anche chiamati <strong>Volume Faders</strong>-. Quest&#8217;ultimi devono presentare una giusta &#8220;resistenza&#8221; sia in termini  di &#8220;componentistica&#8221; sia in termini di &#8220;scorrimento&#8221;, in modo da permettere al Dj delle variazioni nel volume più precise. La lunghezza dei Level-Faders si aggira di solito dai <strong>45mm ai 60mm</strong>; molti Dj preferiscono la seconda opzione dato che garantisce un maggiore spazio di manovra e dunque transizioni più lunghe, tuttavia, il tutto si risolve a seconda dei propri gusti personali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Effetti</h2>
<h2 style="text-align: center;"><img src="file:///C:/Users/utente/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/send-return.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fsend-return.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2771 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/send-return.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fsend-return.jpg','')" alt="" width="319" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altra delle tante feature che è possibile trovare in ormai molti mixer di fascia medio-alta, è quello della presenza di almeno un effettiera interna. A patto di non farne abuso, un mixer equipaggiato con un ampia varietà di effetti è infatti indicato per tutti quei Dj che decidono di implementare nei propri set un pizzico di fantasia in più. Un effetto &#8220;ben piazzato&#8221; può spesso creare un risultato piacevole, capace di rendere interessanti alcune parti &#8220;morte&#8221; di una traccia, oppure dare quella mano in più per creare un mixaggio interessante durante la fase di transizione. Le &#8220;qualità&#8221; da ricercare durante la scelta di un mixer con un effettiera interna sono la presenza di un &#8220;<strong>DSP</strong>&#8221; -o Digital Signal Processor- capace di lavorare ad un sampling rate di <strong>24bit\96kHz</strong>, il quale garantirà una qualità audio notevole ad i vostri effetti. Ovviamente un effetto può suonare alle nostre orecchie in maniera perfetta, ma se non vi è la possibilità di<strong> &#8220;sincronizzarlo&#8221; a tempo con la traccia</strong>, il risultato sarà un suono alquanto cacofonico e confuso.  A seconda del mixer, questo meccanismo di &#8220;syncing&#8221; può essere effettuato o in maniera automatica dal mixer, oppure tramite la mano &#8220;guida&#8221; del Dj, il quale provvederà -di solito tramite il tasto tap- a settare il Bpm sulla quale l&#8217;effetto dovrà lavorare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/1032008183520a.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2F1032008183520a.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2773 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/1032008183520a.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2F1032008183520a.jpg','')" alt="" width="330" height="344" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi è da notare che molti mixer sono tuttavia sprovvisti di un effettiera interna; per questo motivo, se un Dj vorrà poter far uso di qualche effetto, dovrà necessariamente acquistare un effettiera esterna come ad esempio il <a href="http://www.pioneer.it/it/products/221/267/503/EFX-500/index.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.pioneer.it%2Fit%2Fproducts%2F221%2F267%2F503%2FEFX-500%2Findex.html','Pioneer+EFX500')" target="_blank">Pioneer EFX500</a> -o EFX1000- ed il <a href="http://www.korg.com/product.aspx?pd=269" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.korg.com%2Fproduct.aspx%3Fpd%3D269','Korg+Kaoss+Pad')" target="_blank">Korg Kaoss Pad</a>. Prima di fare questo è tuttavia necessario assicurarsi che il proprio mixer sia effettivamente equipaggiato con il &#8220;<strong>Send\Return</strong>&#8220;, dato che senza di esso, non sarà possibile utilizzare la propria effettiera esterna in maniera corretta o sfruttare le sue potenzialità al massimo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/djm800_13.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fdjm800_13.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2776 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/djm800_13.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fdjm800_13.jpg','')" alt="" width="104" height="399" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sia in caso si faccia uso di un effettiera interna oppure di una esterna, la presenza di un meccanismo di <strong>&#8220;routing&#8221; degli effetti</strong> deve  necessariamente essere presente. Questa feature ci permette infatti di &#8220;inserire&#8221; l&#8217;effetto da noi attivato, in uno qualsiasi dei canali a disposizione. In questa maniera l&#8217;effetto attivato andrà ad &#8220;influenzare&#8221; solo la sorgente audio da noi prescelta.</p>
<h2 style="text-align: center;">Funzioni Extra: Scheda Audio, Midi, Beat Counter etc</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;avanzare dei tempi, è stato inevitabile che anche la tecnologia implementata nella progettazione dei mixer si sia evoluta. Per questo motivo, oggigiorno è sempre più semplice trovare dei mixers dotati ed equipaggiati di varie funzioni che esulano dal semplice mixaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/ttm57slsetup.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fttm57slsetup.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2770 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/ttm57slsetup.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2Fttm57slsetup.jpg','')" alt="" width="466" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una delle features più &#8220;gettonate&#8221; durante gli ultimi anni, grazie anche al boom del digital djing, è sicuramente quella di inserire almeno una <strong>scheda audio di qualità all&#8217;interno del mixer</strong>, oppure quella di rendere il mixer stesso <strong>mappabile tramite il protocollo Midi</strong>. Inutile dire che spesso queste due funzioni vengono spesso accoppiate ed inserite entrambi, permettendo all&#8217;eventuale compratore di ritrovarsi tra le mani un ottimo e versatile strumento di mixaggio. Collegando infatti il mixer tramite porta Usb, si può interfacciare la scheda audio presente all&#8217;interno del mixer, con il prescelto software di digital mixing; allo stesso tempo, la possibilità di mappare i controlli fisici presenti nel mixer -legandoli dunque ai controlli virtuali presenti nel software- rende il Dj libero dal dover constantemente &#8220;lavorare&#8221; sulla tastiera del proprio computer.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX100_P0138_Top_web.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX100_P0138_Top_web.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2780 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMX100_P0138_Top_web.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMX100_P0138_Top_web.jpg','')" alt="" width="383" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altra feature, da sempre molto apprezzata dai Dj principianti, è quella del &#8220;<strong>Beat-Counter</strong>&#8220;. Descrivendolo in maniere semplici, il beat-counter altro non è che un semplice <strong>rilevatore di Bpm</strong>. Il Bpm rilevato viene poi di solito mostrato tramite indicazione sull&#8217;apposito schermo. Anche se a primo avviso tale funzione potrebbe sembrare &#8220;utile&#8221; per tutti coloro ai primi inizi, il beat-counter molto spesso crea più difficolta di quante ne possa creare l&#8217;utilizzo del proprio udito. Questo di solito avviene a causa dell&#8217;imprecisione ed approssimatezza dei rilevamenti generati dal Bpm counter, specialmente nei mixers di fascia medio-bassa, il quale inducono il Dj a concentrarsi maggiormente sui numeri e su astrusi calcoli matematici piuttosto che sul tempo.</p>
<h2 style="text-align: center;">Prezzo</h2>
<p style="text-align: justify;">Senza voler necessariamente scadere nel banale, possiamo dire che anche nel variegato mondo del mercato dei mixer, in linea di massima regna l&#8217;ormai universale regola del &#8220;Pagare moneta&#8230;vedere cammello!!&#8221;. Per chi non fosse propriamente a proprio agio con tale modo di dire, il tutto può essere riassunto -o &#8220;tradotto&#8221;- in &#8220;la qualità costa&#8221;. Ovviamente se siete alle prime armi sarebbe a dir poco inutile e <strong>controproduttivo spendere migliaia di Euro per il vostro primo Mixer</strong>, e lo stesso ragionamento devo essere considerato all&#8217;inverso se si è invece un DJ professionale; spendere poco per il vostro mixer sarebbe allo stesso modo &#8220;nocivo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo generalmente dire che un buon mixer per un principiante si possa aggirare intorno ai 200-250 euro; di solito a tale prezzo si possono già trovare delle features anche abbastanza elevate e di fattura più che discreta. Tuttavia è inutile accennare che ovviamente si avranno a disposizione molti meno &#8220;fronzoli&#8221; e l&#8217;usabilità generale del mixer sarà confinata nel reame del &#8220;necessario&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni ottimi esempi di tali mixers che spesso consigliamo ad i più inesperti sono i seguenti:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/m212-angle-lg.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2Fm212-angle-lg.jpg','')"><img class="size-medium wp-image-2903 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/m212-angle-lg-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Ad un prezzo a dir poco ultra competitivo -stiamo parlando di piu o meno 100-120 Euro- troviamo il mixer di fascia entry-level di casa Stanton, ovvero l<a href="http://www.stantondj.com/stanton-mixers/m212.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.stantondj.com%2Fstanton-mixers%2Fm212.html','%22M.212.')" target="_blank">&#8216;M.212.</a> Questo mixer a 2 canali &#8211; racchiude la vera essenza di un mixer per principianti, pochissime funzioni base -tutte quelle necessarie per un corretto mixaggio almeno-, una qualità componentistica e sonora discreta, un Eq a 3 bande con un buon range di azione, un canale microfonico con un Eq a 2 bande dedicato, fader start etc. A nostro avviso, in questa facia di prezzo così bassa, è onestamente arduo poter trovare qualcosa di migliore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMC-002_45_b.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FVMC-002_45_b.jpg','')"><img class="size-medium wp-image-2751 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/VMC-002_45_b-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.vestax.com/v/products/detail.php?cate_id=20&amp;parent_id=4" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.vestax.com%2Fv%2Fproducts%2Fdetail.php%3Fcate_id%3D20%26amp%3Bparent_id%3D4','Vestax+VMC-002XLu')" target="_blank">Vestax VMC-002XLu</a> è stato per molto tempo il mio personale compagno di viaggio. Una costruzione ed una componentistica davvero solidissima -interamente di metallo- e di qualità, full kill sugli equalizzatori, un cross-fader  a dir poco ottimo anche per cominciare a scratchare &#8211; il CF-RUS, sostituibile con il leggendario CF-PCV- ed infine la presenza di una porta USB -la quale potrà essere utilizzata per registrare i propri mixati- e XLR nel pannello posteriore. A concludere l&#8217;ottima presentazione ci pensa un look davvero intrigante, il fattore portabilità ed ovviamente l&#8217;abbordabilissimo prezzo che si aggira intorno ai 200 Euro. In poche parole, tutto l&#8217;essenziale per poter cominciare alla grande e sapendo di avere tra le mani un qualcosa di valido.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/DNX120_0_s.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FDNX120_0_s.jpg','')"><img class="size-medium wp-image-2752 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/DNX120_0_s-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo mixer che ci sentiamo di consigliarvi è il &#8220;piccolo&#8221; -ma non di valore- <a href="http://www.denondj.com/DN-X120-P68.aspx" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.denondj.com%2FDN-X120-P68.aspx','Denon+Dn-X120')" target="_blank">Denon Dn-X120</a>. Anche questo mixer segue la linea di pensiero del &#8220;poco ma buono&#8221;; non troviamo nessuna feature da capogiro, ma in compenso veniamo ripagati da un ottima componentistica, una pregevole qualità audio, full-kill sugli equalizzatori, un level meter a 10 segmenti, un ingresso microfonico con equalizzatore a 2 bande, fader-start ed un ben pianificato sistema di cueing. Anche in questo caso il prezzo si aggira intorno ai 250 Euro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Xone_22.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F09%2FXone_22.jpg','')"><img class="size-medium wp-image-2856 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/Xone_22-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cominciando a leggermente salire di prezzo -che si aggira intorno ai 300-320 euro- possiamo trovare il recente <a href="http://www.allen-heath.com/uk/xone22.asp" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.allen-heath.com%2Fuk%2Fxone22.asp','Xone+22')" target="_blank">Xone 22</a> prodotto dall&#8217; inossidabile Allen &amp; Heath. Su questo mixer a 2 canali possiamo trovare una componentistica ed un suono di pregevole qualità -non dissimile da quella presente nei mixers di fascia più alta prodotti dalla stesso marchio -, un &#8220;assaggio&#8221; dei famosi filtri Allen &amp; Heath, un equalizzatore a 3 bande con &#8220;full kill&#8221; sulle frequenze, Send-Return e molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Non crediamo vi sia effettivamente molto da aggiungere a quanto non sia già stato scritto in questo articolo. Come già spiegato, il mixer è forse la strumentazione più rilevante nel setup del Dj, se non funziona correttamente o se non funziona affatto, la festa finisce in fretta la maggior parte delle volte. Infine, una scelta oculata e mirata del proprio mixer vi assicurerà una rendita ed una soddisfazione  complessiva maggiore dato che quest&#8217;ultimo riuscirà ad assecondarvi nel vostro lavoro in maniera migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>[Tutorial] Come mappare un controller in Traktor 101</title>
		<link>http://www.webdeejay.it/software/tutorial-come-mappare-un-controller-in-traktor-101.html</link>
		<comments>http://www.webdeejay.it/software/tutorial-come-mappare-un-controller-in-traktor-101.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 18:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene semplice poter affermare che almeno qui in Europa, non esista effettivamente un software di mixaggio così popolare e usato come Traktor. Il merito di questo straordinario successo è a nostro avviso anche da attribuire al sistema di mapping sviluppato dai ragazzi della Native Instruments; un sistema spesso anche intricato, ma da sempre all&#8217;avanguardia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine5.png','')"><img class="alignleft size-full wp-image-2586" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine5.png','')" alt="" width="281" height="311" /></a>Viene semplice poter affermare che almeno qui in Europa, non esista effettivamente un software di mixaggio così popolare e usato come <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor.')" target="_blank">Traktor.</a> Il merito di questo straordinario successo è a nostro avviso anche da attribuire al sistema di mapping sviluppato dai ragazzi della <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2F','Native+Instruments')" target="_blank">Native Instruments</a>; un sistema spesso anche intricato, ma da sempre all&#8217;avanguardia e soprattutto flessibile grazie alla &#8220;potenza&#8221; dei suoi midi modifiers. Questa feature così importante ha dunque permesso a Traktor di diventare &#8220;de facto&#8221; il software punto di riferimento per quanto riguarda l&#8217;industria dei midi controllers, riuscendo nel tempo a guadagnare terreno ed infine a tenere a bada concorrenti &#8220;scomodi&#8221; come Virtual Dj &#8211; il quale vanta un ottimo sistema di mapping-.  Traktor permette una realizzazione veloce di mappature semplici, ma allo stesso tempo dona ampio spazio all&#8217;utente per potersi sbizzarrire e creare mappature anche fantasiose e più avanzate in caso ce ne sia bisogno. Tuttavia, sarebbe inutile negare che tutt&#8217;oggi ci sono ancora molti Dj che reputano la &#8220;zona Midi&#8221; come off limit, spesso erroneamente spaventati dal dover combattere contro Note Midi e CC. Per questo motivo, oggi WebDeejay ha deciso di creare una guida &#8220;Step-by-Step&#8221; per potervi aiutare a creare la vostra mappatura personalizzata in men che non si dica&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2577"></span></p>
<h2 style="text-align: center;">First things First..</h2>
<p>La prima cosa da fare è ovviamente quella di lanciare la propria versione di Traktor ed entrare nel menù delle preferenze -premendo la piccola rotellina dentata presente in alto a destra-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine.png','')"><img class="size-full wp-image-2578 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Entriamo dunque nel pannello denominato &#8220;<strong>Controller Manager</strong>&#8221; e cerchiamo di non lasciarci impressionare dalla mole di numeri, opzioni etc disponibili. Come possiamo vedere sotto la voce &#8220;Device&#8221;, di default la schermata vi mostra la mappatura disponibile per la vostra keyboard. Ovviamente il nostro scopo non è quello di lavorare tramite tastiera o di migliorare la mappatura presente, per questo motivo dovremo creare un nuovo &#8220;Device&#8221; sulla quale poi lavorare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine1.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine1.png','')"><img class="size-full wp-image-2579 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine1.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine1.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Premiamo sul pulsante &#8220;Add&#8221; dunque per aggiungere un altro Device alla nostra lista.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine2.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine2.png','')"><img class="size-full wp-image-2580 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine2.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine2.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla finestrella che appare scegliamo quindi &#8220;<strong>Generic Midi</strong>&#8220;. In caso abbiate dei controllers o dei Cdj appartenenti alle marche presenti come opzione, provate a controllare in caso il vostro controller od il vostro Cdj sia già stato classificato come &#8220;Nativo&#8221; -ovvero, non necessita di mappatura dato che quest&#8217;ultima è gia presente e <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor.')" target="_blank">Traktor</a> setterà il tutto in automatico per voi-.</p>
<p style="text-align: justify;">Scegliendo invece l&#8217;opzione &#8220;Import&#8221;, avremo la possibilità di appunto importare file Tsi contenenti mappature già finite e pronte per essere utilizzate -i file Tsi per molti controllers possono essere trovati direttamente sui siti della casa produttrice o all&#8217;interno di forums-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine3.png','')"><img class="size-full wp-image-2581 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine3.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine4.png','')"><img class="size-full wp-image-2582 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine4.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto è tempo di prendersi cura di un passaggio che molte persone si scordano di fare, essendo successivamente impossibilitati a lavorare o a mappare il proprio controller; dobbiamo <strong>aprire le porte Midi</strong>. Per fare questo, clicchiamo dunque su &#8220;In port&#8221; ed &#8220;Out port&#8221; -evidenziati nella prima foto- e selezioniamo  le &#8220;porte&#8221;  appartenenti al nostro controller -il quale a questo punto dovrà già essere stato collegato tramite usb al nostro computer-. Aprendo la &#8220;In port&#8221; abbiamo dunque permesso al nostro controller di entrare in contatto con il software, dandogli la possibilità di <strong>inviare</strong> messaggi Midi al software&#8230;il quale li poi interpreterà come diversi comandi, a seconda dell&#8217; assegnazione. Aprendo la &#8220;Out port&#8221; abbiamo invece permesso il processo contrario, il nostro controller è ora abilitato a <strong>ricevere </strong>informazioni dal nostro software; questo viene utile per la gestione dei Led o ad esempio Fader motorizzati.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine10.png','')"><img class="size-full wp-image-2589 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine10.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Assicuriamoci ora che all&#8217;interno del riquadro &#8220;Device Target&#8221; sia selezionata la voce &#8220;<strong>Focus</strong>&#8220;. Le altre opzioni presenti sono &#8220;Deck A&#8221; &#8220;Deck B&#8221; &#8220;Deck C&#8221; ed infine &#8220;Deck D&#8221;, tuttavia selezionando una di queste 4 opzioni il nostro controller sarebbe virtualmente &#8220;legato&#8221; ad uno specifico deck, essendo dunque impossibilitato a controllare gli altri 3 decks rimanenti. Selezionando invece la voce &#8220;Focus&#8221; diamo la possibilità al nostro controller di controllare i parametri di tutti e 4 i decks, a seconda appunta del &#8220;focus&#8221; o dell&#8217;impostazione che daremo ad i nostri controlli.</p>
<h2 style="text-align: center;">&#8220;Il cartografo silenzioso&#8221;</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine11.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine11.png','')"><img class="size-full wp-image-2592 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine11.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine11.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto premiamo il pulsante &#8220;<strong>Add In</strong>&#8221; per cominciare a scegliere il tipo di comando da abbinare al nostro controller fisico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine12.png','')"><img class="size-full wp-image-2593 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine12.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla finestra che appare possiamo vedere l&#8217;ampia scelta di controlli a nostra disposizione. Navigando in questa finestra possiamo infatti trovare tutti i controlli presenti all&#8217;interno del software, partendo dai più semplici come &#8220;Play-Pause&#8221; fino ad altri più complessi. Per questa dimostrazione abbiamo dunque deciso di mappare sul nostro controller -e più specificatemente su uno dei suoi pads- il comando di &#8220;Play-pause&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine13.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine13.png','')"><img class="size-full wp-image-2594 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine13.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine13.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Clicchiamo dunque sul comando e vediamo come quest&#8217;ultimo venga aggiunto nella nostra &#8220;Assignment Table&#8221;, pronto per essere mappato ad un controller fisico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine14.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine14.png','')"><img class="size-full wp-image-2595 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine14.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine14.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Clicchiamo ora sull&#8217;ormai &#8220;famosissimo&#8221; pulsante &#8220;<strong>Learn</strong>&#8221; per accenderlo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-15.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine-15.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2596 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-15.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine-15.jpg','')" alt="" width="493" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.ed infine premiamo il nostro pulsante fisico alla quale vogliamo assegnare tale funzione -nel mio caso si tratta del Pad 1 del mio akay Mpd 24-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine16.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine16.png','')"><img class="size-full wp-image-2600 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine16.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine16.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto il comando &#8220;Play-Pause&#8221; è effettivamente mappato al pulsante prescelto sul nostro controller. Come possiamo vedere nel riquadro rosso, il &#8220;pad numero 1&#8243; del mio controller Akai, emette una<strong> nota midi</strong>, più precisamente la &#8220;C2&#8243;. Il comando &#8220;Play-Pause&#8221; ora è dunque legato a tale nota midi; ogni qualvolta Traktor riceverà  un comando  &#8220;C2&#8243; tramite il nostro controller -il quale verrà emesso premendo il pad numero 1 nel mio caso-, il software lo andrà ad associare al suo corrispettivo mappaggio,  eseguendo   infine &#8220;l&#8217;ordine&#8221; da noi impartito.</p>
<h2 style="text-align: center;">Dove&#8230;.?</h2>
<p>A questo punto è legittimo sentirsi appagati; il nostro primo comando è stato mappato. Possiamo ora usufruire della funzione &#8220;Play-Pause&#8221;&#8230;.si, ma su quale dei 4 decks??</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine17.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine17.png','')"><img class="size-full wp-image-2605 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine17.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine17.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto è dunque necessario<strong> assegnare un deck</strong> ad il nostro comando mappato. Andiamo dunque a cliccare su &#8220;Assignment&#8221;..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine181.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine181.png','')"><img class="size-full wp-image-2607 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine181.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine181.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;e scegliamo il deck alla quale il nostro comando mappato sarà &#8220;legato&#8221;. In questo caso sceglieremo il &#8220;Deck A&#8221;; il &#8220;Play-Pause&#8221; mappato sul vostro pulsante, bottone o pad agirà d&#8217;ora in avanti <strong>solo ed esclusivamente sul Deck A</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine20.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine20.png','')"><img class="size-full wp-image-2614 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine20.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine20.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto..essendo dei Dj e non dei semplici Ipod, abbiamo bisogno di dover mappare un altro &#8220;Play-Pause&#8221;, ma stavolta per il Deck B. Dato che siamo anche dei Dj molto impegnati, necessitiamo di finire la nostra mappatura in maniera veloce, e per questo motivo sarebbe abbastanza scomodo dover ri-andare a cercarsi il comando &#8220;Play-Pause&#8221; dal menù dei controlli e ripetere ogni step. Per questo motivo ci affideremo al pulsante &#8220;<strong>Duplicate</strong>&#8220;, il quale duplicherà il controllo da noi selezionato nell&#8217; &#8220;Assignement Table&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine21.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine21.png','')"><img class="size-full wp-image-2615 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine21.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine21.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Teniamo &#8220;acceso&#8221; il pulsante Learn e premiamo su &#8220;Duplicate&#8221;. Il comando &#8220;Play-Pause&#8221; viene quindi duplicato, ci basterà ora cambiare l&#8217;assignment sul Deck B -nella stessa maniera di prima- e premere il pulsante fisico nel nostro controller.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso abbiate necessità di cancellare uno dei vostri comandi mappati, potrete farlo tramite il pulsante &#8220;<strong>Delete</strong>&#8221; -a destra di &#8220;Duplicate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine19.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine19.png','')"><img class="size-full wp-image-2609 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine19.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine19.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un appunto da fare; la maggior parte dei controlli mappabili seguono appunto lo schema del &#8220;focus&#8221; ed hanno bisogno di essere indirizzati su uno specifico Deck per poter lavorare -come nel nostro esempio del &#8220;Play-Pause&#8221; indirizzato sul deck A-. Tuttavia vi sono alcuni controlli che non hanno bisogno di essere legati a nessun deck , questo perchè lavorano &#8220;globalmente&#8221; sul nostro software ed hanno un effetto che non si ripercuote su una specifica sezione del software &#8211; o deck &#8211; ma invece agiscono nel complesso in maniera globale. Prendiamo per esempio due controlli come il X-fader ed il master volume -in rosso in alto-; ovviamente nessuno di questi due controlli agisce singolarmente su un singolo deck, influenzando invece il nostro intero &#8220;set&#8221; in maniera globale. Per questo motivo l&#8217;unico &#8220;assignment&#8221; che ci viene data la possibilità di mettere è &#8220;<strong>Global</strong>&#8220;</p>
<h2 style="text-align: center;">&#8230;..e come?</h2>
<p style="text-align: justify;">A questo punto il  Software è stato correttamente &#8220;istruito&#8221; su dove -ovvero su quale deck- il nostro comando &#8220;Play-Pause&#8221; avrà effetto; l&#8217;unica cosa rimasta da fare è settare le preferenze riguardanti &#8220;come&#8221; il nostro comando agirà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine31.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine31.png','')"><img class="size-full wp-image-2626 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine31.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine31.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo a verificare per prima cosa che il software abbia ben riconosciuto il tipo di controller che abbiamo usato per la mappatura. Il pad numero 1 del mio Akai Mpd 24 è effettivamente un pulsante, e possiamo dunque dire che <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.native-instruments.com%2F%23%2Fen%2Fproducts%2Fdj%2Ftraktor-pro%2F','Traktor.')" target="_blank">Traktor </a>è riuscito da solo a capire la natura del mio controller.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine15.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine15.png','')"><img class="size-full wp-image-2625 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine15.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine15.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Andando a cliccare nel pannello denominato &#8220;<strong>Interaction Mode</strong>&#8220;, ci verranno fornite alcune opzioni riguardanti il &#8220;comportamento&#8221; che potremo dare al nostro comando e alle modalità con la quale quest&#8217;ultimo svolgerà il suo compito. Le opzioni qui presenti -per un tipo di comando &#8220;Button&#8221;- sono 3:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-Toggle: </strong>Se settato su toggle, il Pad numero 1 del mio controller funzionerà proprio come un interruttore. Premendolo &#8220;accenderò&#8221; la sua funzione -ovvero &#8220;Play-Pause&#8221;- e farò partire la traccia sul deck 1. La funzione rimarrà attiva finchè non ripremerò il pulsante, dunque &#8220;spegnendo&#8221; il comando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-Hold: </strong>Se settato su hold, il pad numero 1 del mio controller dovrà essere costantemente tenuto premuto se vogliamo che la funzione alla quale è stato mappato rimanga &#8220;accesa&#8221;. Una volta rilasciato il nostro pulsante il valore ritornerà allo stato di &#8220;spento&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine451.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine451.png','')"><img class="size-medium wp-image-2641 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine451-270x300.png" alt="" width="270" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-Direct: </strong>Se settato su Direct, il pad numero 1 del mio Akai controllerà il valore di uno specificato parametro o di un gruppo di valori. Un esempio pratico sarebbe ad esempio mappare il Volume fader di un canale, ad un fader fisico presente sul nostro controller; in questo caso il nostro fader se settato su &#8220;Direct&#8221; andrebbe appunto a controllare il parametro del volume, diminuendo o incrementando il suo valore a seconda della posizione. In caso il nostro controller non sia un fader\knob ma ad esempio un pulsante, come nel nostro caso, il &#8220;direct mode&#8221; verrà invece sfruttato per selezionare uno specifico valore o opzione presente in una lista. Prendiamo ad esempio la banchina degli effetti, in modalità &#8220;Chained&#8221;, se vogliamo selezionare uno degli effetti disponibili, al posto di dover &#8220;scrollare&#8221; tra tutti quelli presenti, potremo ad esempio mappare uno dei nostri pulsanti su &#8220;Direct&#8221;, selezionando allo stesso tempo il valore o la scelta da abbinare -in questo caso l&#8217;effetto da richiamare- (Esempio mostrato nell&#8217;immagine in piccolo qui sopra).</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che vogliamo evitare il dover tener premuto il nostro pulsante per tutta la durata della nostra traccia, settiamo la nostra preferenza su &#8220;Toggle&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine41.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine41.png','')"><img class="size-full wp-image-2627 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine41.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine41.png','')" alt="" width="551" height="321" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, assicuriamoci che il pulsante &#8220;Learn&#8221; sia spento, usciamo dalla finestra della impostazioni&#8230;e proviamo la nostra mappatura.  Il tutto sembra funzionare a dovere, al mio premere del pad numero 1, la traccia caricata sul deck A -traccia che tra l&#8217;altro consiglio a tutti, creata  dal nostro Giona Guidi- parte senza esitazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine51.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine51.png','')"><img class="size-full wp-image-2632 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine51.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine51.png','')" alt="" width="467" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bene, adesso sappiamo come mappare funzioni che di solito richiedono pulsanti&#8230;ma se ad esempio volessimo mappare un <strong>fader</strong> , un<strong> knob</strong> oppure un <strong>encoder</strong> virtuale con il loro corrispondente fisico ? Nulla di più semplice, vi basterà seguire lo stesso procedimento e solamente cambiare il tipo di controller rilevato nella finestra &#8220;Type of controller&#8221;. Nell&#8217;esempio presentato nell&#8217;immagine qui sopra abbiamo ad esempio scelto il comando &#8220;Volume Fader&#8221; e settato il focus sul Deck A; dopodichè abbiamo cambiato il &#8220;type of controller&#8221; in &#8220;Fader/Knob&#8221; ed il gioco è fatto. Se avessimo invece voluto mappare un &#8220;encoder&#8221; ci sarebbe bastato invece cambiare il &#8220;Type of controller&#8221; appunto su &#8220;Encoder&#8221;. Settiamo infine l&#8217; &#8220;interaction mode&#8221; e proviamo il tutto&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine101.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine101.png','')"><img class="size-full wp-image-2633 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Immagine101.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F08%2FImmagine101.png','')" alt="" width="238" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;il nostro Volume fader risponde correttamente!!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Bene, siamo arrivati alla fine di questa prima parte di Tutorial. Alla fine di questa guida  si dovrebbe dunque avere una conoscenza appropriata per poter &#8220;preparare il campo&#8221; prima di cominciare a mappare, ed infine per poter creare delle mappature di livello di difficoltà medio-basso. Il prossimo mese, nella seconda parte di tutorial andremo invece a giocare con dei soggetti alquanto più tosti&#8230;i &#8220;<strong>Modifiers</strong>&#8220;; inoltre, andremo ad osservare meglio tutti i tipi di &#8220;Interaction Mode&#8221; disponibili e alle opzioni &#8220;avanzate&#8221; disponibili come &#8220;Invert&#8221; &#8220;Auto-Repeat&#8221; &#8221; Rotary-Sensitivity\Accelleration&#8221; &#8220;Enc-Mode&#8221; etc etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, andremo a spiegare tutte le varie possibilità su come poter usare un tipo di controller&#8230;fuori dal suo &#8220;habitat naturale&#8221;, come ad esempio mappare un pulsante per poter controllare un fader ed altri esperimenti simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi consigliamo dunque di cominciare ad esercitarvi cercando di esplorare tutte le varie opzioni disponibili per poter capire anche da soli le prime basi per poter creare delle mappature  interessanti e divertenti&#8230;Stay Tuned!!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, discuti di questo articolo all&#8217;interno del <a href="http://forum.webdeejay.it/threads/88014-%5BTutorial%5D-Come-mappare-un-controller-in-Traktor-101" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fforum.webdeejay.it%2Fthreads%2F88014-%255BTutorial%255D-Come-mappare-un-controller-in-Traktor-101','Thread+Ufficiale')" target="_blank">Thread Ufficiale</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Contatta il creatore di questo articolo su Twitter:  <a href="https://twitter.com/NickFrancavilla" onclick="return TrackClick('https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla','https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla')" target="_blank">https://twitter.com/NickFrancavilla</a> . Anteprime esclusive sugli articoli, dietro le scene, news, info, curiosità, previews e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>[Tutorial] Come effettuare il warping di una traccia in Ableton</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Ableton 8]]></category>
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		<description><![CDATA[Ableton è senza dubbi uno dei software più rivoluzionari che si sia abbattuto sull&#8217;industria musicale; combinando un work-flow veloce ed intuitivo e potenzialità quasi infinite, questa Daw si è appunto meritata negli anni il giusto e meritato posto nell&#8217;olimpo dei software professionali. Essendo molto utilizzato anche per Live sets o Dj Sets, ed avendo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F12.png','')"><img class="size-full wp-image-2371 alignleft" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F12.png','')" alt="" width="347" height="282" /></a><a href="http://www.ableton.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2F','Ableton')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2F','Ableton')" target="_blank"> Ableton</a> è senza dubbi uno dei software più rivoluzionari che si sia abbattuto sull&#8217;industria musicale; combinando un work-flow veloce ed intuitivo e potenzialità quasi infinite, questa Daw si è appunto meritata negli anni il giusto e meritato posto nell&#8217;olimpo dei software professionali. Essendo molto utilizzato anche per Live sets o Dj Sets, ed avendo un approccio &#8220;diverso&#8221; su questo tipo di performances -almeno se comparato ai tradizionali software di missaggio disponibili-, viene subito facile da intuire il perchè vi sia bisogno di un sistema che possa permettere di manipolare il tempo -BPM- di una o più tracce, e allo stesso tempo mantenere il tutto &#8220;assieme&#8221; evitando eventuali cacofonie. Ableton svolge questo compito dunque tramite il suo sistema di  &#8220;<strong>tempo control</strong>&#8221; e &#8220;<strong>warping</strong>&#8220;; per questo motivo, noi di WebDeejay cercheremo oggi di portare un pò di luce su questo argomento e cercheremo di rispondere a quella &#8220;millenaria domanda&#8221; che da sempre affligge i forum di ogni mondo: &#8220;Come si warpano le tracce su <a href="http://www.ableton.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2F','Ableton')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2F','Ableton')" target="_blank">Ableton</a>???&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2318"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa la quale necessita di essere spiegata non può che non essere  a seguente; cosa vuol dire &#8220;warpare&#8221; le tracce? e a cosa serve? La risposta può indubbiamente essere semplice e complessa alla stesso tempo. Immaginiamo che una traccia abbia una velocità costante di 128 BPM, e che la traccia numero due abbia invece una velocità di 130 BPM. Come sappiamo benissimo, il principale lavoro di un Dj o comunque di qualsiasi artista che si appresti ad esibirsi in un live set o in un Dj set, è quello di cercare di tenere l&#8217;intero set coeso in termini di &#8220;tempo&#8221;, cercando di evitare eventuali suoni cacofonici generati dal sovrapporsi di due tracce -samples o quant&#8217;altro- viaggianti appunto ad una diversa velocità. Di solito, nel mondo &#8220;fisico&#8221; questo &#8220;lavoro&#8221; viene svolto tramite un comune pitch fader o semplicemente suonando in maniera più veloce o lenta -spintarelle, dito sul piatto etc-, a seconda della situazione richiesta,e basandosi sulle proprie orecchie e dunque sul proprio udito. Come può dunque un software svolgere un lavoro che richiede così tanta manualità e presenza umana? è semplice&#8230;&#8221;marcando&#8221; ogni singolo &#8220;avvenimento&#8221; presente all&#8217;interno delle nostre tracce. Il processo di warping altro non fà che creare delle &#8220;griglie&#8221; virtuali all&#8217;interno del software, posizionando nel frattempo le nostre tracce all&#8217;interno di tale griglie. Una volta posizionate le nostre tracce all&#8217;interno della griglia, sarà dunque nostro compito &#8220;spiegare&#8221; al software come dividere  e frammentare ogni singola traccia in maniera che quest&#8217;ultimo -Ableton- possa in futuro avere dei riferimenti sulla quale basare le proprie &#8220;operazioni&#8221;. Possiamo in tal senso comparare il processo di warping e la griglia creata, alla suddivisione in longitudine e latitudine che viene creata in una mappa o su un mappamondo, processo che appunto fornisce coordinate precise sulla posizione di una certa nazione ad esempio, il quale nel nostro caso può essere sostituita con il termine &#8220;evento&#8221; o anche più grossonalamente &#8220;colpo di cassa&#8221; o &#8220;battito&#8221;.</p>
<h2 style="text-align: center;">&#8220;Coordinatori&#8221;</h2>
<p>Prima di cominciare la nostra guida è bene dunque presentare i principali &#8220;attori&#8221; e &#8220;protagonisti&#8221; di questo processo, ovvero coloro che ci aiuteranno a suddividere le nostre tracce e allo stesso tempo creare i punti di riferimento necessari per Ableton.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Transients-e-Markers.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FTransients-e-Markers.png','Transients+e+Markers')"><img class="size-full wp-image-2517 aligncenter" title="Transients e Markers" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Transients-e-Markers.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FTransients-e-Markers.png','Transients+e+Markers')" alt="" width="516" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le piccole freccette semi-trasparenti e inquadrate in colore rosso vengono definiti<strong> Transients</strong>. Ogni qualvolta che una traccia od un campione audio saranno caricati all&#8217;interno di Ableton, il software scoverà automaticamente tutte le &#8220;zone&#8221; nel nostro audio, dove un &#8220;evento&#8221; -inizio di cassa, una nota accentuata etc- vengono riprodotti. I Transients altro non sono dunque che il metodo che Ableton usa per dirvi &#8220;Hey&#8230;guarda&#8230;in questa parte di audio stà succedendo qualcosa di interessante; io te lo dico..poi decidi tu se ti interessa o no&#8221;. Di solito i Transients verranno posizionati in maniera allineata all&#8217;&#8221;evento&#8221; sulla griglia, ma in caso notiate delle leggere inesattezze, potrete muovere la freccetta tenendo premuto Shift e muovendo il mouse . Vi sono inoltre altre opzioni per creare altri transients, cancellarli etc, ma sono tutte cose che vi verranno spiegate e mostrate direttamente all&#8217;interno del software.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso decidiate che si, quella parte nell&#8217;audio vi interessa e vi può essere utile per il vostro processo di warping, potrete dunque trasformare i vostri Transients in<strong> Markers</strong>. Per fare questo vi basterà portare il cursore del mouse sopra un Transient -facendolo dunque diventare uno <strong>Pseudo-Marker</strong>- e cliccare col mouse due volte. I markers -presente nel quadratino verde nella foto qui sopra- altro non sono che le coordinate sulla quale il software si basa e dividono il nostro campione audio nelle varie sezioni necessarie. Per descrivere un marker con i corretti termini, usiamo dunque  una frase presa direttamente dal manuale -che ricordiamo è ora tradotto anche in Italiano-; &#8220;Un Marcatore Warp blocca uno specico punto del campione su una specica posizione della misura&#8221;.</p>
<h2 style="text-align: center;">Occhio non vede&#8230;</h2>
<p style="text-align: justify;">Una volta presentati i nostri &#8220;tools&#8221;, è ora tempo di sporcarci le mani. Per cominciare il nostro processo di warping dovremo prima entrare in &#8220;Session&#8221; mode e riempire una o più delle nostre scene o clips audio con appunto dei samples o delle tracce intere. Una volta fatto questo ci basterà effettuare un doppio click sulla nostra clip prescelta e ci apparirà un ulteriore sezione denominata &#8220;Sample Display&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine15.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine15.png','')"><img class="size-full wp-image-2376 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine15.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine15.png','')" alt="" width="580" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando per il momento la pletora di opzioni, per la quale spiegazione vi rimandiamo direttamente al manuale, ci concentremo per questa prima parte del tutorial sulla waveform presente alla destra della sezione &#8220;Sample Display&#8221;. La prima cosa da fare è dunque entrare nel vivo della waveform, zoomando fino ad arrivare ad un livello di &#8220;definizione&#8221; adeguato. <strong>Zoomare</strong> all&#8217;interno della waveform è ovviamente un processo semplicissimo ma vitale; ci basterà ingrandire la finestra &#8220;Sample Display&#8221; e dopodichè posizionare il nostro Mouse nella zona superiore della waveform -dove sono presenti i numeri indicanti il tempo per spiegarci-. Fatto questo una lente di ingrandimento apparirà e potremo finalmente, tramite mouse trascinando in avanti o indietro, aumentare o diminuire il livello di zoom.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine1.png','')"><img class="size-full wp-image-2382 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine1.png','')" alt="" width="522" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa importante da sottolineare è il fatto che molto spesso bisognerà cercare di trattenersi dal fidarsi solo dei nostro occhi. Come possiamo ad esempio vedere nell&#8217;immagine qui sopra riportata, sembrerebbe che il 3 &#8220;Marker&#8221; -Marcatore- sia perfettamente allineato con il battito della terza cassa&#8230;.tuttavia&#8230;un analisi più approfondita ci dimostra tutt&#8217;altra cosa..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine52.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine52.png','')"><img class="size-full wp-image-2384 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine52.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine52.png','')" alt="" width="524" height="395" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta zoomato, possiamo infatti vedere come in realtà il nostro marker sia di gran lunga posizionato incorrettamente, lontano dall&#8217;inizio del battito. Cancelliamo dunque il nostro marker e riposizionamolo -muovendo i transients o pseudo markers- in maniera che possa essere allineato con il battito.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di necessità, ci viene anche data l&#8217;opzione di rendere la griglia più, o meno, dettagliata -ovvero aggiungendo o diminuendo il numero di &#8220;settori&#8221; che essa andrà a creare-</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine9.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine9.png','')"><img class="size-full wp-image-2545 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine9.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine9.png','')" alt="" width="266" height="435" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Stretching</h2>
<p style="text-align: justify;">No&#8230;non stiamo suggerendo di riscaldarsi prima di effettuare il warping di una traccia -non è poi così &#8220;stancante&#8221;- ma ovviamente stiamo parlando di stretching in termini di audio. Il processo di warping genera, anche se leggermente, degli artefatti indesiderati sulla nostra traccia. Per far  appunto si che il risultato finale non sia eccessivamente alterato dall&#8217;originale in termini di qualità e &#8220;purezza&#8221; audio, quei bravi ragazzi della Ableton ci hanno messo a disposizione una serie di algoritmi differenti in grado di accontentare  e rispettare qualsiasi tipo di segnale audio e suono.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine122.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine122.png','')"><img class="size-full wp-image-2558 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine122.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine122.png','')" alt="" width="243" height="220" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo notare nel rettangolo rosso, i vari algoritmi disponibili sono in totale 6; ognuno di loro presenta delle caratteristiche diverse e si adatta meglio a determinati tipi di suoni o generi. Ad esempio, l&#8217;algoritmo &#8220;<strong>beat</strong>&#8221; è di solito quello più comune e maggiormente usato per musica EDM -anche se in verità comprime e riduce lo swing di una traccia a volte-; &#8220;<strong>Complex</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Complex pro</strong>&#8221; risultano invece essere leggermente più avanzati e meglio indicati per analizzare intere tracce o comunque tonalità polifoniche  più &#8220;complesse&#8221; -anche se consumano una maggiore quantità di Cpu-. Vi consigliamo vivamente di leggere la descrizione di ogni singolo algoritmo, il quale può essere trovata all&#8217;interno del manuale -in Italiano anche-, e di sperimentare a seconda delle vostre necessità con tutti i vari parametri che ogni algoritmo mette a disposizione. Ricordatevi inoltre che magari a volte può risultare interessante usare in maniera incorretta tali algoritmi per cercare di creare un effetto di stretching sulla traccia che risulti gradevole e &#8220;divertente&#8221;&#8230;insomma&#8230;sperimentate!!</p>
<h2 style="text-align: center;">Al lavoro</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come già detto in precedenza, una volta caricata una traccia od un file audio da warpare, ci basterà cliccare su di esso due volte per aprire il sample display.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine.png','')"><img class="size-full wp-image-2532 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine.png','')" alt="" width="580" height="141" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo vedere nel quadrato rosso, una volta che il file è stato analizzato, Ableton crea una warpatura automaticamente. In caso decidiate di non lavorare su o migliorare la warpatura effettuata in automatico e invece partire da zero, vi basterà premere sul pulsante warp -nel quadrato nero in alto-.  Altro fattore da notare è il Bpm riportato dal software &#8211; secondo quadrato nero- il quale ci mostrerà il valore rilevato da Ableton; in caso sappiate con certezza il Bpm della traccia, vi basterà ovviamente digitarlo nell&#8217;apposito campo e risparmiarvi l&#8217;intero processo di warpatura. Altro consiglio utile è quello di semplicemente cercare di modificare il valore riportato da Ableton -il quale può essere spesso e volentieri anche sbagliato- e portarlo ad un valore più &#8220;vicino&#8221; rispetto al supposto Bpm della traccia &#8211; Es: se sappiamo che la maggior parte delle nostre tracce si aggirano attorno ai 130 Bpm, e per una traccia Ableton riporta un valore di 126, sarebbe inutile cominciare a lavorare da li e sarebbe invece opportuno cambiare il 126 con un valore almeno vicino a 130-. Da notare anche la possibilità di dimezzare o duplicare il valore del Bpm tramite i due pulsantini &#8220;:2&#8243; e &#8220;x2&#8243;</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta finiti i vari preparativi &#8220;preliminari&#8221;, è dunque tempo di concentrarsi sul primo marker impostato automaticamente da Ableton -nel quadratino nero a destra-. Cominciamo a zoomare come spiegato in precedenza per accertarci che la sua posizione sia esatta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine21.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine21.png','')"><img class="size-full wp-image-2562 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine21.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine21.png','')" alt="" width="543" height="447" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Notiamo subito come in effetti il primo marker sia abbastanza distante dal vero inizio del colpo di cassa. Muoviamo dunque il Transient presente alla sinistra del marker giallo -tenendo premuto shift e draggando col mouse- e sostituiamolo con il marker già presente -che cancelleremo-</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine3.png','')"><img class="size-full wp-image-2534 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine3.png','')" alt="" width="536" height="451" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta allineato il Transient con il battito, lo trasformiamo dunque in un Marker. Adesso abbiamo il nostro primo marker situato nella posizione esatta, ma come possiamo vedere dalle freccette, abbiamo un piccolo spazio di audio &#8220;vuoto&#8221;..ovvero la nostra traccia non parte esattamente sul battito. Clicchiamo dunque col tasto destro del mouse sul nostro primo marker e dalla finestra a discesa che appare, selezioniamo &#8220;<strong>set 1.1.1 from here</strong>&#8221; il quale dirà ad Ableton di far cominciare la traccia esattamente in maniera allineata con il nostro marker.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine4.png','')"><img class="size-full wp-image-2535 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine4.png','')" alt="" width="538" height="454" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine5.png','')"><img class="size-full wp-image-2536 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine5.png','')" alt="" width="539" height="449" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Osserviamo poi il risultato e teniamo in mente che potrebbe essere necessario ripetere lo stesso procedimento anche alla fine della traccia, in modo da evitare un eventuale &#8220;zona morta&#8221;. Per fare questo vi basterà muovere l&#8217;&#8221;End Marker&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto abbiamo dunque varie opzioni -alla quale possiamo accedere premendo il pulsante destro sul nostro primo marker-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine10.png','Immagine10')"><img class="size-full wp-image-2546 aligncenter" title="Immagine10" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine10.png','Immagine10')" alt="" width="269" height="437" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il comando qui presente più frequentemente utilizzato è &#8220;<strong>Warp from here</strong>&#8220;; quest&#8217;ultimo attiverà l&#8217;algoritmo scelto e farà analizzare la traccia a partire dalla destra del nostro primo Marker giallo. Possiamo dire che solitamente, se si sta lavorando su generi di musica abbastanza &#8220;easy&#8221; in termini di struttura, la maggior parte delle volte il &#8220;warp from here&#8221; funzionerà più che egregiamente e non ci sarà bisogno di modificare fin troppo la warpatura scaturita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comando &#8220;<strong>Warp from here (Start&#8230;)</strong>&#8221; fà si che l&#8217;auto-warping sia direttamente collegato e &#8220;guidato&#8221; dal Bpm presente all&#8217;interno del master clock del set. Il trucco qui sta nel disattivare il warping automatico, far partire la traccia e dopodichè usare il tasto &#8220;Tap&#8221; per rilevare correttamente il Bpm in maniera manuale, per poi successivamente ri-attivare l&#8217;auto-warping ed infine usare il comando.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo comando disponibile &#8220;<strong>Warp from here (Straight)</strong>&#8221; si rivela essere utile per tutti quei tipi di traccia che non presentano, o comunque solo in maniera impercettibile, variazioni nel Bpm. L&#8217;auto-warping imposterà dunque un solo Marker basandosi sull&#8217;interpretazione di Ableton riguardo al tempo originale del file.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo comando che ci può interessare è &#8220;<strong>Warp xxxx Bpm from here</strong>&#8220;.  In questo caso l&#8217;auto-warp agirà sulla traccia  basandosi esattamente e solamente sul Bpm impostato nel clock di Live. Di per se questa opzione viene dunque utile in caso si sia già a conoscenza del Bpm esatto della traccia a priori.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta guardate le opzioni &#8220;automatizzate&#8221; che ci vengono offerte dal software, è anche bene cominciare a parlare dell&#8217;altro metodo utile per effettuare un buon warping; disseminare markers inteligentemente attraverso l&#8217;intera o porzioni della traccia. Ovviamente il numero dei markers necessari per rendere il tutto preciso dipende da quanto &#8220;ballerino&#8221; risulta essere il Bpm di una traccia; possiamo generalmente dire comunque che la maggior parte della musica EDM prodotto oggi risulta essere abbastanza &#8220;inquadrata&#8221; e difficilmente richiederà un numero eccessivo di Markers. Se fosse sempre così semplice&#8230;di sicuro non saremmo qui a scriverci tutorials, questo perchè teoricamente, in un mondo dove tutta la musica è stata creata ritmicamente perfetta, basterebbe posizionare un marker all&#8217;inizio di ogni campione audio ed un marker alla fine di quest&#8217;ultimo; dopodichè, come abbiamo visto, il software analizzerebbe automaticamente la parte centrale del nostro campione in maniera semplice e cadenziale grazie alla struttura &#8220;fissa&#8221; della traccia .Tuttavia, sappiamo bene che spesso molti campioni Audio o tracce presentano delle piccole oscillazioni e variazioni in termini di tempo e Bpm che rendono necessario il dover utilizzare più markers, ed in maniera più omogenea, spingendoci  dunque a  dover distribuirli nelle varie zone &#8220;critiche&#8221; di ogni traccia per poter dare il più punti di riferimento possibili ad Ableton.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono vari metodi per fare questo..e la maggior parte di questi richiede un bel pò di olio di gomito.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine11.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine11.png','')"><img class="size-full wp-image-2548 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine11.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine11.png','')" alt="" width="530" height="451" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo metodo è quello di inserire dei Markers direttamente su <strong>ogni battito</strong>. Il metodo di per sè risulta ovviamente essere preciso&#8230;ma risulta essere a dir poco sconsigliato a causa dell&#8217;eccessivo tempo richiesto per portare a termine la warpatura.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine12.png','')"><img class="size-full wp-image-2549 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine12.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine12.png','')" alt="" width="488" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo metodo è quello di posizionare i Markers ad <strong>intervalli regolari</strong>, ad esempio ogni 4 battute, ogni 8, ogni 16 etc etc.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine98.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine98.png','')"><img class="size-full wp-image-2564 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine98.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine98.png','')" alt="" width="504" height="432" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, l&#8217;ultimo metodo che ci viene ora in mente è quello di cominciare ad effettuare il warping non da sinistra verso destra, ma da <strong>destra verso sinistra</strong>, ovvero partendo dalla fine della traccia. Questo perchè di solito, cominciando a warpare da sinistra, notiamo che spesso man mano che si procede verso destra la traccia risulta essere sempre leggermente fuori battito con il nostro metronomo.  Questo perchè piccole variazioni nel Bpm, che possono sembrare minime sul momento e sul &#8220;posto&#8221; nella quale avvengono, sono invece amplificate gradualmente man mano che la traccia scorre, rendendo una variazione che prima era minima&#8230;una variazione considerevole. Partendo verso destra abbiamo notato che questo fattore si riduce sensibilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">In genere possiamo dire che non esiste un metodo giusto od uno sbagliato, il tutto dipende dal tipo di traccia che si ha e dal genere musicale sulla quale si sta lavorando. Vi consigliamo di esercitarvi, di sperimentare vari metodi, e di infine trovare il vostro metodo personale che si possa appunto integrare con le vostre necessità di warping.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Final result</h2>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutto questo lavoro sarebbe nullo senza la possibilità di poter effettivamente controllare la &#8220;bontà&#8221; del proprio operato e del proprio warping. Per avere un riscontro e sapere se la nostra warpatura ha davvero ben definito il tempo di una traccia, molte persone utilizzano dei loop prefabbricati e ritmicamente costanti, e li fanno suonare assieme al campione audio warpato. In caso il campione audio warpato rimane in battito con il loop per tutta la sua durata, si può generalmente dire che la warpatura è avvenuta con successo. Pur essendo sicuri che questo metodo sia relativamente ben funzionante e molto usato, vi consigliamo di risparmiarvi tempo e fatica ed usare direttamente il &#8220;tool&#8221; che i ragazzi di Ableton vi hanno direttamente messo a disposizione, ovvero, il <strong>metronomo.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Metronome.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FMetronome.png','')"><img class="size-full wp-image-2519 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Metronome.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FMetronome.png','')" alt="" width="492" height="277" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cliccando su di esso &#8211; e dopo aver settato la cadenza con la quale quest&#8217;ultimo &#8220;rintoccherà&#8221;-  si potrà avviare il tipico e preciso suono di un metronomo. Ci basterà comparare il suono di quest&#8217;ultimo con la nostra traccia audio warpata per capire se la nostra warpatura riesce a mantenere il tempo costantemente e precisamente, o in caso, capire in quali zone della traccia la nostra warpatura abbia bisogno di essere ritoccata e resa più precisa.</p>
<h2 style="text-align: center;">Alla prossima..</h2>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, sarebbe inutile attraversare un processo del genere se i risultati non possono poi essere riutilizzati. In caso la warpatura finale ci soddisfi sarà dunque bene salvare la posizione dei Markers direttamente all&#8217;interno del sample o file audio; in questo modo, ogni qualvolta andremo ad aprire tale file, troveremo i nostri Markers precedentemente posizionati già pronti&#8230;senza il bisogno di dover ripetere l&#8217;intera warpatura.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine7.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine7.png','')"><img class="size-full wp-image-2541 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine7.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2FImmagine7.png','')" alt="" width="233" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questo torniamo dunque alla finestra denominata &#8220;Sample&#8221; e clicchiamo sul pulsante &#8220;<strong>Save</strong>&#8220;. Da tenere presente è il fatto che una volta salvato il proprio lavoro ed i propri markers, L&#8217;Auto-warp non avrà effetto e non agirà sulla warpatura dei i files sulla quale si è appunto &#8220;lavorato&#8221; . In caso vi sia necessità di far partire nuovamente il processo di analisi e di automatic warping, ci basterà premere il pulsante destro del mouse ed avviare la procedura manualmente.</p>
<h2 style="text-align: center;">Ti piace vincere facile?</h2>
<p style="text-align: justify;">Un paio di punti chiavi da menzionare:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Questa guida ovviamente non è il &#8220;sacro gral&#8221; del warping. Siamo sicuri che per la maggior parte della nuova musica EDM, il quale è da sempre abbastanza consistente in termini di BPM, non incontrerete troppe difficoltà. Tuttavia, alcune tracce più &#8220;attempate&#8221;, rippate da vinile o quant&#8217;altro, alcune volte si dimostrano a dir poco &#8220;atroci&#8221; da dover warpare a causa di Bpm a dir poco ballerini-stessa cosa per tracce acappella-. In questo tipo di casi l&#8217;unica maniera è la buon vecchia &#8220;testa in basso e sempre dritto&#8221; e cercare ogni volta di effettuare warpature su misura tramite &#8220;trial and error&#8221;. Vi sono ovviamente dei vari trucchi da poter imparare per poter svolgere il tutto al meglio, ma abbiamo preferito non caricare troppo questo articolo e lasciare questo argomento per un articolo dedicato e più avanzato in termini di difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Detto questo&#8230;siccome sappiamo tutti che dentro di noi vive un vero e proprio lazzarone sempre pronto a prendere scorciatoie, vi segnaliamo questo piccolo aiuto che abbiamo trovato: <a href="http://www.warpingableton.com/ableton_live_warping_services.htm" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.warpingableton.com%2Fableton_live_warping_services.htm','http%3A%2F%2Fwww.warpingableton.com%2Fableton_live_warping_services.htm')" target="_blank">http://www.warpingableton.com/ableton_live_warping_services.htm</a> . Questo sito offre un servizio di warpatura &#8220;a domicilio&#8221;, basta selezionare l&#8217;eventuale piano tariffario e poi mandare le tracce interessate ai loro esperti -il quale sembra che vi restituiscano il tutto entro 24 ore, completamente warpato-. I prezzi sono leggermente alti a nostro avviso ma il servizio potrebbe rilevarsi utile per casi &#8220;disperati&#8221;. Per maggiori informazioni: <a href="http://www.warpingableton.com/faq.htm" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.warpingableton.com%2Ffaq.htm','http%3A%2F%2Fwww.warpingableton.com%2Ffaq.htm')" target="_blank">http://www.warpingableton.com/faq.htm</a></p>
<p style="text-align: justify;">(Da sottolineare il fatto che Webdeejay non ha nessun accordo con tale sito e non ha testato il suo servizio, il quale sembra comunque serio, e perciò non ci assumeremo nessuna responsabilità in caso le warpature offerte non siano di gradimento etc)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come al solito ringraziamo il distributore Italiano <a href="http://www.backline.it/index.php" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.backline.it%2Findex.php','Backline')" target="_blank">Backline</a> per averci fornito <a href="http://www.ableton.com/suite-8" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fsuite-8','Ableton+Suite')" target="_blank">Ableton Suite</a>. Vi ricordiamo inoltre che solamente comprando dai loro rivenditori autorizzati si avrà diritto all&#8217;  assistenza backline e avere accesso alla loro ampia community di supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per qualsiasi domanda o per continuare a discuture di questo articolo, visita il <a href="http://forum.webdeejay.it/threads/87991-%5BTutorial%5D-Come-effettuare-il-warping-di-una-traccia-in-Ableton?p=565601" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fforum.webdeejay.it%2Fthreads%2F87991-%255BTutorial%255D-Come-effettuare-il-warping-di-una-traccia-in-Ableton%3Fp%3D565601','Thread+Ufficiale')" target="_blank">Thread Ufficiale</a> all&#8217;interno del nostro forum.</p>
<p style="text-align: justify;">Contatta il creatore di questo articolo su Twitter: <a href="https://twitter.com/NickFrancavilla" onclick="return TrackClick('https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla','https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla')" target="_blank"> https://twitter.com/NickFrancavilla</a> . Anteprime esclusive sugli articoli, dietro le scene, news, info, curiosità, previews e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>[Ableton Live] Audio Effect Rack</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 23:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Ableton Live]]></category>
		<category><![CDATA[Audio Effects]]></category>
		<category><![CDATA[Producer]]></category>
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		<category><![CDATA[WDJ]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi siamo nel 2010 e due parole chiave possono rappresentare questo periodo: semplificazione e condivisione. Se qualche anno fa avere l&#8217;orologio che faceva anche da calcolatrice poteva essere figo nonostante fosse davvero brutto da vedere, oggi l&#8217;esigenza dei consumatori è quella di poter vedere la luna senza però fare nient&#8217;altro che un paio di click [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/mastering.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2Fmastering.jpg','Audio+Effect+Rack')"><img class="size-full wp-image-2451 alignleft" title="Audio Effect Rack" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/mastering.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2Fmastering.jpg','Audio+Effect+Rack')" alt="" width="256" height="195" /></a>Oggi siamo nel 2010 e due parole chiave possono rappresentare questo periodo: <strong>semplificazione</strong> e <strong>condivisione</strong>. Se qualche anno fa avere l&#8217;orologio che faceva anche da calcolatrice poteva essere figo nonostante fosse davvero brutto da vedere, oggi l&#8217;esigenza dei consumatori è quella di poter vedere la luna senza però fare nient&#8217;altro che un paio di click sul mouse. E poi una volta vista non si vede l&#8217;ora di condividere ciò che si è visto con gli altri o magari prima ancora di vederla si va subito in cerca di ciò che hanno visto gli altri se non si ha molta esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere a queste 2 esigenze i programmatori di <a href="http://www.ableton.com/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2F','Ableton')" target="_blank">Ableton</a> hanno introdotto la possibilità di raggruppare strumenti ed effetti in dei dispositivi chiamati &#8220;<strong>Rack</strong>&#8220;. Oggi vi parlo delle potenzialità dell&#8217;<strong>Audio Effect Rack</strong> e di come sia possibile mediante esso aggiungere semplicità e condivisione ad un ambiente &#8220;relativamente&#8221; complicato come <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live 8</a>.<span id="more-2444"></span>Come in una televendita americana prendo come esempio una situazione complicata come il mastering e vi mostro come è facile gestire un catena complessa di molti dispositivi mediante soltanto 8 potenziometri! Nella libreria di <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live</a> troviamo un interessante preset dedicato al mastering dell&#8217;Audio Effect Rack che si chiama <em>Vintage Mastering &#8211; Triple Compression</em>, il quale consiste di 7 dispositivi nell&#8217;ordine: un Utility per gestire il volume in ingresso, un Compressore lento per amalgamare le dinamiche, un Saturator per aggiungere un pò di colore analogico, un altro Compressore molto lento per tirare su le parti meno forti, un Enhancer per dare un pò di aria alla traccia, un altro Compressore per abbassare ancora qualche picco (così da avere quanta meno distorsione possibile in fase di limiting), e un Limiter.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/full-rack.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2Ffull-rack.jpg','Expanded+Rack')"><img class="aligncenter size-large wp-image-2452" title="Expanded Rack" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/full-rack-1024x101.jpg" alt="" width="600" height="58" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Macro Controls</h2>
<p style="text-align: justify;">A prima vista ci saranno almeno un centinaio di controlli capaci di mettere a disagio anche chi già ha dimestichezza con questi dispositivi! Per venirci incontro alcuni parametri sono stati già settati (come ad esempio l&#8217;algoritmo di compressione o le frequenze dei filtri dell&#8217;equalizzatore) mentre tutti gli altri sono stati assegnati a dei <strong>Macro Controls</strong>. Ecco come <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live</a> ci rende la vita più semplice e ci fa concentrare più sull&#8217;aspetto artistico che su quello tecnico, nascondendo i dispositivi e lasciando solo 8 controlli macro mappabili a nostro piacimento! Utilizzarli è semplicissimo, basta cliccare col tasto destro sul parametro che vogliamo controllare dal pannello macro e scegliere a quale vogliamo assegnarlo; il controllo macro relativo acquisirà il nome del primo parametro assegnato e dove possibile mostrerà anche il valore riportato dal parametro controllato (ad esempio la frequenza di un cutoff), alternativamente si può scegliere la semplice visualizazione di una scala di valori 0-127 e si può impostare anche un colore all&#8217;etichetta che è rinominabile liberamente. Un controllo macro può essere anche assegnato a più di un parametro così non c&#8217;è bisogno del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polpo_Paul" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPolpo_Paul','polpo+Paul')" target="_blank">polpo Paul</a> per gestire insieme 8 potenziometri, e per ogni assegnazione si può impostare un range di azione del controllo o la sua inversione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/map-mode.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2Fmap-mode.jpg','Map+mode')"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2450" title="Map mode" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/map-mode-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo come esempio il primo controllo macro del preset, Comp Tresh colorato di verde, ed aprendo la finestra &#8220;Macro Mappings&#8221; cliccando sul pulsante map mode, possiamo vedere come esso gestisca le treshold dei 3 compressori ed in maniera differente: per il primo scende fino a -46,7 dB, per il secondo fino a -36,2 dB mentre per il terzo (che serve come ho detto a livellare le parti più forti) si ferma a -21,7 db, ed ovviamente la risposta di ognuno sarà relativa al range scelto. Così facendo si può ascoltare direttamente il risultato senza modificare i parametri uno alla volta! Si possono anche mappare insieme pulsanti e potenziometri come ad esempio per il controllo enhance che serve sia ad attivare il dispositivo che a regolare il bilanciamento dry/wet dello stesso. Tutto questo non funziona solamente con i plug-in nativi di <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live</a> ma anche con qualsiasi altro plug-in automatizzabile, utile per creare i vostri rack personalizzati da rendere pronti all&#8217;uso in tutti i vostri progetti.</p>
<h2 style="text-align: center;">Chains</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/chain.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F07%2Fchain.jpg','Chain')"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2454" title="Chain" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/chain-300x73.jpg" alt="" width="300" height="73" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le comodità non finiscono qui: immaginate di aver creato il vostro rack per il mastering e di aver terminato la messa a punto di tutti i parametri, ma alla fine vi viene il dubbio che l&#8217;intera catena suonerebbe meglio con dei settaggi o con dei dispositivi diversi. Modificare i parametri che vanno già bene è rischioso e non è facile confrontare il nuovo risultato con il precedente. Ci vengono in aiuto le <strong>Chain</strong> che sono dei percorsi in cui viene distribuito il segnale in ingresso al Rack ed in ognuna di esse si possono creare catene di dispositivi diverse ed indipendenti tra di loro. Duplicando quindi una &#8220;chain&#8221; si possono provare diverse combinazioni dei parametri per cercare la migliore soluzione. Impostando le zone poi si può scegliere di utilizzare un potenziometro del nostro controller midi preferito per ascoltare singolarmente le varie chains e ad andare oltre il semplice switch a/b tra 2 configurazioni verso uno switching a/b/c/d/&#8230; ed oltre (fino a 127  zone). Mediante l&#8217;uso di più chains si può anche sperimentare con la compressione parallela (anche multibanda, perchè no!) o altre tecniche dettate dalla nostra immaginazione!</p>
<h2 style="text-align: center;">Condivisione</h2>
<p style="text-align: justify;">Una volta finiti gli esperimenti si può salvare il nostro preset in formato .adg e lo si può utilizzare in altri progetti, su altri pc o lo si può condividere al mondo intero per far magari provare con mano le vostre idee ad altre persone appassionate di musica e di <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live</a>! Per rendere poi la vita ancora più semplice agli utilizzatori dei vostri &#8220;custom racks&#8221; potete anche aggiungere delle descrizioni relative ai controlli macro che avete impostato che potranno essere lette nella info view! Cosa si vuole di più da <a href="http://www.ableton.com/products" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live')" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fproducts','Ableton+Live+8')" target="_blank">Ableton Live</a>? Non si può volere di più dato che sti Tedeschi ne sanno una più del diavolo: se non bastasse ogni chain di un rack può contenere al suo interno altri rack, che a loro volta come una grande matrioska possono contenere altri rack, che a loro volta&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio come sempre il distributore ufficiale per l&#8217;Italia <a href="http://www.backline.it/index.php" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.backline.it%2Findex.php','Backline')" target="_blank">Backline</a> che ci ha fornito il software per i nostri articoli e vi rimando al <a href="http://forum.webdeejay.it/threads/87881-[Ableton-Live]-Audio-Effect-Rack?p=564836" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fforum.webdeejay.it%2Fthreads%2F87881-%5BAbleton-Live%5D-Audio-Effect-Rack%3Fp%3D564836','thread+sul+nostro+forum')" target="_blank">thread sul nostro forum</a> per domande e commenti!</p>
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		<title>[Tutorial] Mappare Midi controllers su Ableton</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Producer Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie al distributore Italiano Backline, il quale ci ha gentilmente fornito la versione completa di Ableton -ovvero Ableton Suite-, oggi Webdeejay vi fa scoprire il mondo del Midi-Mapping all&#8217;interno di Ableton portando alla luce un fatto che probabilmente non tutti sanno: mappare il proprio controller non è difficile!!!&#8230;Almeno&#8230;non con Ableton. Sarebbe inutile affermare il contrario; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine9.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine9.png','Immagine9')"><img class="size-full wp-image-2357 alignleft" title="Immagine9" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine9.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine9.png','Immagine9')" alt="" width="356" height="132" /></a>Grazie al distributore Italiano <a href="http://www.backline.it/index.php" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.backline.it%2Findex.php','Backline')" target="_blank">Backline</a>, il quale ci ha gentilmente fornito la versione completa di Ableton -ovvero Ableton Suite-, oggi Webdeejay vi fa scoprire il mondo del Midi-Mapping all&#8217;interno di Ableton portando alla luce un fatto che probabilmente non tutti sanno: mappare il proprio controller non è difficile!!!&#8230;Almeno&#8230;non con Ableton.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2342"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe inutile affermare il contrario; oggigiorno, diventare un producer e veder prender forma le proprie creazioni  risulta essere  un processo considerevolmente più semplice ed intuitivo che nel passato -anche recente-. L&#8217;avanzare della tecnologia ha infatto reso accessibili strade che prima erano precluse a pochi eletti, donando dunque la possibilità a chiunque di potersi cimentare nei panni di un novello producer, soprattutto grazie alla miriade di Daw, Vst e altre forme di softwares  disponibili a prezzi abbordabili che strizzano l&#8217;occhio alle masse ed ai semplici  &#8220;curiosi&#8221;. Lo stesso discorso si può ovviamente applicare per la professione del Dj; l&#8217;abbondanza, e soprattutto la &#8220;presenza&#8221; di software di mixaggio disponibili sul mercato è ormai cosa nota a tutti. Tuttavia, tutta questa massiccia presenza di softwares orientati verso il mondo Dj\Producers non è ancora riuscita a cambiare un dato di fatto; lavorare solo ed esclusivamente con la tastiera del Pc risulta spesso essere scomodo. Che sia  il non voler essere incollati allo schermo durante live o Dj sets, oppure semplicemente un fattore di comodità e di &#8220;feeling&#8221;, la maggior parte degli utilizzatori di softwares in questa industria, finisce spesso per rivolgersi al buon vecchio protocollo Midi. Come recita il detto presente direttamente all&#8217;interno del sito Ableton, &#8220;Suonare Live senza un controllo fisico, è come avere una Porsche che non porti mai oltre la seconda marcia&#8221;; sfortunatamente, per quanto possa essere comodo controllare softwares, Daws etc tramite controller,  il tutto viene spesso bilanciato dalla necessità di passare attraverso processi di &#8220;mappatura&#8221; Midi ed inoltrarsi nei meandri di complesse elaborazioni piene di &#8220;Note&#8221; e numeri. Per questo motivo, WebDeejay ha deciso di venire incontro a tutti coloro che reputano il processo di &#8220;mapping&#8221; una zona tabù e di spiegarvi passo per passo, come mappare il vostro controller midi all&#8217;interno di uno dei software più utilizzati per Live\Dj Sets\Production; ovvero Ableton&#8230;e sarete contenti di scoprire che il tutto si rivela essere semplicissimo grazie a questo incredibile software.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">&#8220;Pappa pronta&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo benissimo, &#8220;Il tempo è denaro&#8221;, e sarebbe sempre meglio potersi concentrare maggiormente sul lato musicale della nostra professione piuttosto che dedicarsi ad ottimizzare il proprio Pc, setup, controller, mappings etc. Essendo questo software stato creato da Dj\Producers per Dj\Producers, viene dunque ovvio capire che anche i ragazzi alla Ableton la pensino alla stessa maniera, ed hanno dunque profuso un notevole impegno per far sì che quasi ogni controller presente sul mercato sia già stato mappato e ottimizzato per lavorare con Ableton. Oltre agli ovvi &#8220;Novation Launchpad&#8221; e alla famiglia Akai &#8220;Apc 40- Apc 20&#8243; -progettati a stretto contatto con il team Ableton e riconosciuti &#8220;nativamente&#8221; dal software-, la schiera di controllers già mappati e pronti per essere utilizzati direttamente istanti dopo l&#8217;apertura della scatola, risulta essere molto ben nutrita, comprendendo la maggior parte delle keyboards, mixer midi etc, presenti sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, prima di avventurarsi in sessioni di mappatura è dunque bene controllare prima se il proprio controller non sia già stato mappato, ed in caso accertarsi che il tipo di mappatura fornita ci sia congeniale, oltre che consona alle nostre esigenze. Questo ovviamente per in caso risparmiarci tempo ed eventuale &#8220;fatica&#8221;. è possibile controllare la lista dei controllers già mappati per Ableton al seguente link:<a href="http://www.ableton.com/controllers" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fcontrollers','http%3A%2F%2Fwww.ableton.com%2Fcontrollers')" target="_blank"> http://www.ableton.com/controllers</a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro metodo per poter effettivamente controllare la lista di controllers già mappati, e come le presenti mappature funzionino, è quella di visualizzare le lezioni di Live, specificatamente quella &#8220;Control Surface Reference&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine3.png','')"><img class="size-full wp-image-2347 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine3.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine3.png','')" alt="" width="212" height="479" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta aperta tale lezione, ci verrà presentata la lista dei controllers disponibili. Cliccando su uno di questi, si verrà portati ad ulteriori schede dove ci verrà brevemente descritta la mappatura disponibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine4.png','')"><img class="size-full wp-image-2348 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine4.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine4.png','')" alt="" width="210" height="478" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per poter usufruire delle mappature già eleborate presenti all&#8217;intero del software, ci basterà andare nelle &#8220;preferenze&#8221; e cliccare sul Tab &#8220;Midi Sync&#8221; e dopodichè, nella parte superiore della finestra, scegliere il nostro controller dalla lista a tendina -se presente ovviamente- ed infine collegare il tutto tramite le varie porte &#8220;Midi In&#8221; -ovvero INPUT- e &#8220;Midi Out&#8221; -OUTPUT- presenti sul controller.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine.png','')"><img class="size-full wp-image-2343 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine.png','')" alt="" width="413" height="493" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine2.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine2.png','')"><img class="size-full wp-image-2344 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine2.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine2.png','')" alt="" width="399" height="167" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi, a seconda del controller, potrebbe essere necessario effettuare un &#8220;Preset Dump&#8221;, ovvero caricare il preset presente per Ableton all&#8217;interno del controller stesso. Per fare questo ci basterà premere il pulsante &#8220;Dump&#8221; -in caso si sia illuminato- ed accertarsi che il controller sia pronto ed abilitato per ricevere il tutto. Prima di fare questo è tuttavia consigliato di controllare ed informarsi bene su come poter appunto abilitare il controller per il processo, tramite la documentazione ed i manuali accompagnanti i controllers stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottima cosa da sottolineare&#8230;Ableton potrà essere utilizzato con fino 6 controllers allo stesso momento.</p>
<h2 style="text-align: center;">Chi fa da se&#8230;</h2>
<p style="text-align: justify;">Viene semplice intuire che nessun altro meglio di noi stessi, sà quale siano le nostre necessità ed esigenze. Per questo motivo, in caso il vostro controller non sia presente nella lista dei &#8220;premappati&#8221; o in caso la mappature nativa non vi soddisfi, è sempre un ottima  soluzione sviluppare una propria mappatura che possa &#8220;assecondare&#8221; ed integrarsi al meglio con il proprio stile lavorativo. Fortunatamente Ableton mette fine al &#8220;regno del terrore&#8221; delle sessioni di mapping, anche coloro non &#8220;ferratissimi&#8221; im ambito Midi si troveranno immediatamente a casa con il magnifico sistema di mappatura sviluppato dalla casa tedesca. Ableton si rivela essere una rarissima gemma in questo campo dunque, creare mappature manualmente risulta infatti essere estremamente semplice e veloce come mai.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da fare è quella di tornare nella solita schermata del tab &#8220;Midi Sync&#8221;. Una volta fatto questo ci basterà selezionare il nostro controller, è attivare tutte le necessarie porte Midi. Per poter ad esempio avere un controllo remoto di Ableton tramite il nostro controller ci basterà attivare su &#8220;On&#8221; la colonna &#8220;Remote&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altra cosa nella quale il sistema di mapping di Ableton eccelle, è quello della gestione dell&#8217; &#8220;Output port&#8221;. Molto spesso far funzionare  Leds o faders motorizzati in congiunta con softwares si rivela essere un processo tedioso a cause dei complessi e lunghi processi di mappatura richiesti. Ableton si distingue invece per il fatto di gestire il tutto in automatico, ci basterà infatti attivare il pulsante &#8220;Remote&#8221; per la &#8220;Output port&#8221; ed il software sarà subito pronto per &#8220;comunicare&#8221; con il vostro controller, dandovi così la possibilità di usufruire e beneficiare di tutti quei vantaggi che un feedback visivo comporta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine5.png','')"><img class="size-full wp-image-2349 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine5.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine5.png','')" alt="" width="398" height="292" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta settato il vostro controller e tutte le varie &#8220;Porte&#8221; Midi, è finalmente tempo di cominciare a lavorare sulla propia mappatura personalizzata. Per entrare in modalità &#8220;Midi mapping&#8221; ci basterà premere il pulsante &#8220;Midi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine6.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine6.png','')"><img class="size-full wp-image-2353 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine6.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine6.png','')" alt="" width="191" height="37" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta attivata tale funzione possiamo vedere come il software colori di colore blue tutti i parametri, knobs, faders etc che potranno essere mappati e &#8220;collegati&#8221; ad un controllo fisico sul controller esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine8.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine8.png','')"><img class="size-full wp-image-2354 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine8.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine8.png','')" alt="" width="554" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta arrivati a questo punto, legare al controller uno dei vari parametri disponibili è semplicissimo. Ci basterà cliccare &#8211; e dunque evidenziare- il fader, knob, pulsante etc &#8220;virtuale&#8221; presente all&#8217;interno del software, e dopodichè muovere o premere il pulsante, knob, fader etc &#8220;reale&#8221;, presente sul vostro controller. Fatto questo, ci basterà ripremere il pulsante &#8220;Midi&#8221; ed uscire dalla modalità di mapping e vedere come ora, al movimento o alla pressione di uno dei comandi fisici presenti sul controller, si attivino o si muovano i corrispettivi parametri all&#8217;interno del software. Tutto qui? Esatto&#8230;tutto qui; come già accennato in precedenza, mappare controllers su Ableton è un esperienza indolore che non richiede nessuna conoscenza approfondita del protocollo Midi -almeno per mappature &#8220;normali&#8221; o comunque più semplici-. L&#8217;intero processo di mappatura trova dunque nella quasi totale &#8220;automazione&#8221; effettuata da parte del software, il suo principale punto di forza.</p>
<h2 style="text-align: center;">Level Up&#8230;</h2>
<p style="text-align: justify;">La guida da noi qui proposta ovviamente non si pone come obbiettivo, ne si illude, di potervi rendere maghi del Midi in poche pagine. Tuttavia, anche il processo di Midi mapping può essere considerato come un &#8220;arte&#8221;, e spesso delle mappature più complesse e più elaborate possono di gran lunga migliorare il proprio work-flow generale. A fine di poter ottenere dei mappings di livello superiore, è bene dunque cominciare a dare un occhiata a tutte le varie opzioni avanzate di customizzazione disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che salta subito all&#8217;occhio durante il processo di mapping è il &#8220;Mapping Browser&#8221;. All&#8217;interno di questa finestra potrete trovare tutte le varie informazioni sulla mappature che avete realizzato o che state ancora creando. Troviamo dunque le opzioni per &#8220;invertire&#8221; un determinato mapping -ES: Muovendo un potenziometro verso destra nel vostro controller esterno, il potenziometro all&#8217;interno del software si muoverà verso sinistra- e per &#8220;calibrare&#8221; e regolare a piacimento i valori minimi e massimi del range di ogni controllo -Es: Il &#8220;Track Volume&#8221; ha un valore minimo di -infinito decibel ed un valore massimo di 6 decibel; questo vuol dire che quando il fader del volume è più in alto, alla fine della sua corsa, è settato ad un valore di appunto 6 decibel. Modificando il valore massimo del range, ed impostandolo da 6 a 4, vuol dire che quando il fader del volume arriverà in cima&#8230;avrà appunto raggiunto il valore di  4 decibel-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine7.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine7.png','')"><img class="size-full wp-image-2364 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine7.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine7.png','')" alt="" width="376" height="408" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente il software di Ableton presenta anche delle opzioni per rendere la vostra mappature &#8220;Bug-Free&#8221; e sempre pronta ad affrontare qualsiasi serata. Tra queste opzioni troviamo varie ottimizazioni come la modalità &#8220;Takeover&#8221; o le varie opzioni disponibili per i controllers che non inviano messaggi Midi con valori assoluti. Essendo dei concetti non proprio specifici per Ableton, ma piuttosto legati universalmente a qualsiasi struttura e forma di sistema di mapping, vi rimandiamo al manuale del software  -Il quale ricordiamo, risulta essere completissimo e totalmente tradotto in Italiano-per poter avere delle spiegazioni concrete&#8230;.o semplicemente aspettare la nostra guida generale per il Midi.</p>
<h2 style="text-align: center;">Ai posteri..</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Creare la proprio mappatura personalizzata spesso può richiedere un notevole sforzo in termini di materia grigia, e sarebbe dunque un peccato dover perdere il &#8220;prodotto&#8221; finale e dover ricominciare da zero ogni volta.  Pur non avendo la possibilità di salvare od esportare le proprie mappature MIDI -Traktor Docet-, ogni configurazioni MIDI potrà essere salvata , ma solamente all&#8217;interno dell&#8217;intera sessione -Set-.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questo ci basterà andare nella finestre delle preferenze, premere sul tab &#8220;File folder&#8221; e dopodichè cliccare su &#8220;Save current set as default&#8221;; questo farà si che tutte le varie informazioni presenti nella sessione attuale -setup audio, effects, midi mappings etc- verranno salvati come &#8220;template&#8221; da poter eventualmente richiamare a nostro piacimento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine10.png','')"><img class="size-full wp-image-2368 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Immagine10.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FImmagine10.png','')" alt="" width="362" height="432" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Ableton abbraccia una filosofia di mapping estremamente semplicistica; al contrario della maggior parte degli altri software simili disponibili sul mercato, mappare il proprio controller non verrà considerato un eventuale ostacolo alla vostra scalata al successo. Tuttavia,Non può essere sempre tutto oro ciò che luccica; se da un lato il sistema di mappature è stato volutamente progettato a prova di &#8220;Noob&#8221;  riuscendo finalmente a proporre un sistema alla portata di davvero tutti, dall&#8217;altro lato questa scelta viene controbilanciata dall&#8217;impossibilità di creare mappature più complesse, complete o &#8220;fantasiose&#8221;. La mancata possibilità di poter salvare e condividere le proprie mappature riduce inoltre di molto il fattore &#8220;Open Source&#8221; e rende dunque più difficile scovare mappature geniali che avrebbero potuto popolare la rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente per qualsiasi domanda o chiarimento necessario, vi invitiamo all&#8217;interno del <a href="http://forum.webdeejay.it/threads/87830-%5BTutorial%5D-Mappare-Midi-controllers-su-Ableton" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fforum.webdeejay.it%2Fthreads%2F87830-%255BTutorial%255D-Mappare-Midi-controllers-su-Ableton','thread+ufficiale')" target="_blank">thread ufficiale</a>, presente all&#8217;interno del nostro forum.</p>
<p style="text-align: justify;">Contatta il creatore di questo articolo su Twitter: <a href="https://twitter.com/NickFrancavilla " onclick="return TrackClick('https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla','https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla')" target="_blank"> https://twitter.com/NickFrancavilla </a>. Anteprime esclusive sugli articoli, dietro le scene, news, info, curiosità, previews e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>[Tutorial] Come funziona un giradischi e come sceglierne uno</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Francavilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dj Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono ormai decenni che il giradischi è sempre considerato sull&#8217;orlo di andare in pensione, eppure, nonostante il passare degli anni e dell&#8217;avanzare della tecnologia nell&#8217;industria Dj-oriented, le vendite ancora resistono ed i Technics sono ancora oggi considerati come oggetti di culto. Grazie al &#8220;recente&#8221; arrivo sul mercato di soluzioni di &#8220;Digital Vinyl System&#8221; -o DVS- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/turntable-parts-record-player-technics-sl1200-sl-1200.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fturntable-parts-record-player-technics-sl1200-sl-1200.jpg','')"><img class="size-medium wp-image-2237 alignleft" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/turntable-parts-record-player-technics-sl1200-sl-1200-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Sono ormai decenni che il giradischi è sempre considerato sull&#8217;orlo di andare in pensione, eppure, nonostante il passare degli anni e dell&#8217;avanzare della tecnologia nell&#8217;industria Dj-oriented, le vendite ancora resistono ed i Technics sono ancora oggi considerati come oggetti di culto. Grazie al &#8220;recente&#8221; arrivo sul mercato di soluzioni di &#8220;Digital Vinyl System&#8221; -o DVS- come Serato Scratch Live o Traktor Scratch pro, ed avendo dunque la possibilità di usufruire di tutte quelle comodità e ridotti costi che un sistema digitale comporta, un numero sempre maggiore di persone decide ogni giorno di soccombere al fascino del giradischi. Per questo motivo, dopo avervi portato le guide su <a href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/guida-scegliere-le-cuffie-da-dj.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Fguida-scegliere-le-cuffie-da-dj.html','come+scegliere+la+vostra+cuffia%2C')" target="_blank">come scegliere la vostra cuffia,</a> e <a href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/guida-scegliere-il-nostro-impianto-di-amplificazione.html" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fdj-hardware%2Fguida-scegliere-il-nostro-impianto-di-amplificazione.html','come+scegliere+il+vostro+impianto+sonoro')" target="_blank">come scegliere il vostro impianto sonoro</a>, WebDeejay vi fornisce oggi una guida completa su come poter scegliere il vostro giradischi &#8220;perfetto&#8221;&#8230;</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span id="more-2220"></span></h2>
<h2 style="text-align: center;">Trazione</h2>
<p style="text-align: justify;">Il primo fattore da considerare durante la scelta del proprio giradischi, è il tipo di trazione con la quale il giradischi stesso &#8220;lavora&#8221;. Sostanzialmente i giradischi si dividono infatti in giradischi con <strong>trazione a cinghia </strong>(Belt-Driven), e giradischi con <strong>trazione diretta</strong> (Direct Drive). La principale e piu importante differenza tra questi due tipi di trazione risiede nel livello di &#8220;Torque&#8221; generato. Il fattore &#8220;<strong>torque</strong>&#8221; può anche essere semplicemente riassunto e immaginato come la forza di rotazione che il giradischi riesce a generare sul piatto stesso. Nei giradischi con trazione a cinghia, la forza generata risulta dunque di solito essere molto inferiore rispetto alla forza generata dai giradischi a trazione diretta, il quale hanno dalla loro parte un piccolo motore che come appunto suggerisce il nome, imprime rotazione al piatto direttamente tramite il perno centrale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/300px-Denon_DP-29F_belt-drive_turntable.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F300px-Denon_DP-29F_belt-drive_turntable.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2230 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/300px-Denon_DP-29F_belt-drive_turntable.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F300px-Denon_DP-29F_belt-drive_turntable.jpg','')" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Viene dunque da pensare il perchè vi sia la necessità di una &#8220;torque&#8221; piu potente, il motivo è presto spiegato; un giradischi con una maggiore forza di trazione permette al Dj di far partire una traccia e farla arrivare alla sua velocità originale in maniera più veloce, riducendo la durata di quel famoso suono &#8220;Uwaaaaa&#8221; che viene così spesso associato ai giradischi. Inoltre, in caso il Dj abbia necessità di manipolare il vinile con le mani -fermandolo, velocizzandolo etc-, una maggiore potenza del motore fa si che la traccia possa tornare di nuovo al suo pitch e velocità originale, in un minore lasso di tempo. Pensate ad esempio ad i &#8220;BackSpin&#8221;; quando il Dj fa girare il piatto all&#8217;indietro, un giradischi con trazione a cinghia -non riuscendo a sviluppare abbastanza potenza- impiegherebbe un considerevole lasso di tempo a contrastare la rotazione al contrario che il Dj imprime durante il backspin, creando così un lasso di tempo nella quale il suono proveniente dal vinile risulta  alterato sia in velocità, sia in pitch, al contrario del un giradischi a trazione diretta che impiegherebbe meno tempo.Per questo motivi i Dj da mix o i Dj che praticano lo scratching preferiscono -od usano quasi solo ed esclusivamente- giradischi a trazione diretta. Raramente o quasi mai troverete un giradischi a cinghia in una festa, discoteca, o locale. Di solito un buon giradischi riesce a sviluppare una &#8220;starting torque&#8221; di 1.5 kgf·cm -come ad esempio i Technics 1200-, un valore piu basso comporterebbe prestazioni abbastanza &#8220;fiacche&#8221;, mentre un valore eccessivo -come ad esempio 4kgf·cm- pur essendo di solito usato nello scratching, risulterebbe nella creazione di una &#8220;mano pesante&#8221;, abituando il Dj ad imprimere con la mano una forza maggiore di quella richiesta dai giradischi di solito presenti in una discoteca.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/dsc4184.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fdsc4184.png','')"><img class="size-full wp-image-2235 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/dsc4184.png" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fdsc4184.png','')" alt="" width="450" height="304" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è comunque da dimenticarsi dei pregi di un giradischi a trazione a cinghia; quest&#8217;ultimi riescono infatti a generare una piu costante velocità di rotazione, diminuendo valori come il wow e flutter e riescono a ridurre il numero di vibrazioni assorbite grazie alla presenza dell&#8217;elastico interno -anche se oggigiorno i nuovi materiali con la quale i giradischi a trazione sono costruiti riescono comunque ad assorbire di per se le vibrazioni generate-. I giradischi a trazione a cinghia vengono spesso utilizzati da audiofili.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il &#8220;Braccio&#8221;</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/s_shaped_tone_arm.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fs_shaped_tone_arm.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2228 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/s_shaped_tone_arm.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fs_shaped_tone_arm.jpg','')" alt="" width="450" height="174" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il braccio di un giradischi può assumere due &#8220;forme&#8221;, quella a <strong>forma di &#8220;S&#8221;</strong> (S-Shaped tonearm) o quella semplicemente <strong>&#8220;dritta&#8221;</strong> (Straight Tonearm). La prima di solito viene considerata come quella che riesce a creare una maggiore qualità sonora ed un minore &#8220;danno&#8221; al vinile -dunque consigliata per Dj da mix- . Un braccio dritto viene invece di solito associato ad una maggiore stabilità e capacità di &#8220;mantenere&#8221; il solco, dunque dimuinendo il fattore &#8220;mi salta la puntina&#8221;, ma allo stesso tempo produce un maggiore &#8220;danno&#8221; al vinile utilizzato, &#8220;erodendolo&#8221; in maniera piu veloce -consigliata per Dj scratchers-.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/s_tone_arm1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fs_tone_arm1.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2232 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/s_tone_arm1.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fs_tone_arm1.jpg','')" alt="" width="450" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un buon giradischi deve anche permettervi di poter aggiustare e regolare l&#8217;altezza del braccio stesso e deve sempre essere munito di un piccolo contrappeso. Senza la presenza di questi due sarebbe difficilissimo o quasi impossibile poter regolare la pressione che la puntina effettuerà sul vinile. Ogni cartridge o stylus è infatti ovviamente creata con un peso diverso, una cartridge piu pesante trascina ad esempio il braccio in giù in maniera piu sostanziosa rispetto ad una cartridge piu leggera. Regolare l&#8217;altezza, o il &#8220;pesetto&#8221; presente dietro al braccio, vi permetterà dunque di &#8220;alzare&#8221; la cartridge piu pesante dal vinile, diminuendo dunque la possibilità che quest&#8217;ultima vi rovini il vinile a cause di una troppa elevata frizione, mentre allo stesso tempo vi permetterà di &#8220;abbassare&#8221; la puntina piu leggera, dandogli la possibilità di &#8220;entrare&#8221; in maniera piu efficace all&#8217;interno dei solchi del vinile -risultando in una maggiore resa sonora, ed una minore possibilità di &#8220;salti&#8221;-. Ovviamente questo processo di &#8220;taratura&#8221; è un processo che richiede  tempo, precisione, e vari tentativi. Piu in basso in questo tutorial, potrete trovare un video creato dal nostro Paolo Bietolini dove vi verrà spiegato come regolare l&#8217;altezza e la cartridge di un giradischi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/VTA.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FVTA.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2231 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/VTA.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2FVTA.jpg','')" alt="" width="354" height="343" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo fattore -ma non di minore importanza- è il materiale costruttivo del braccio; un materiale troppo leggero non riuscirebbe ad attenuare le vibrazioni e gli spostamenti d&#8217;aria provenienti dalla casse, musica, o persone, generando quindi instabilità e maggiori probabilità che lo puntina salti.</p>
<h2 style="text-align: center;">Pitch, Record Speed, Wow e Flutter</h2>
<p style="text-align: justify;">Un buon giradischi deve essere munito di un <strong>preciso pitch fader</strong>. Quest&#8217;ultimo deve riuscire, con un minimo spostamento, a creare minime variazioni nel tempo e Bpm della traccia. Un buon valore di solito è un accuracy con un range al di sotto dello 0.1%. Il giradischi deve anche dare l&#8217;opzione al Dj di poter scegliere<strong> il Pitch Range</strong> con cui lavorare -ad esempio 8%,16%,25%,50%,100%-; questo è comunque un fattore soggettivo a nostro avviso, dato che a meno che non vi sia la presenza di qualche forma di &#8220;Pitch Lock&#8221; o &#8220;Master Tempo&#8221; o vi sia la necessità di creare qualche sorta di effetto, difficilmente  si presenterà la necessità di utilizzare un pitch range superiore all&#8217;8% -dato che il suono ed il pitch verrebbero comunque distorti troppo-.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control.jpeg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control.jpeg','150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control')"><img class="size-full wp-image-2227 aligncenter" title="150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control.jpeg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control.jpeg','150px-Technics_SL-1210MK2_pitch_control')" alt="" width="150" height="365" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per poter usufruire di tutte quelle varie tracce &#8220;gemma&#8221; del passato -ma anche recenti ovviamente-, il vostro giradischi deve avere la possibilità di essere utilizzato, oltre che con i normali e moderni vinili a <strong>33 giri</strong>, anche con i vinili a <strong>45 giri</strong>. Molti giradischi spesso vengono infatti accompagnati da un adattatore o hanno comunque la possibilità di scegliere il tipo di rotazione con la quale si vuole lavorare. In caso siate dei collezionisti o abbiate comunque una collezione di musica abbastanza &#8220;anziana&#8221;, sarà bene munirsi di un giradischi capace di utilizzare vinili a <strong>78 giri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>&#8220;Wow &amp; Flutter&#8221;</strong> è invece la misurazione di quanto sia precisa e costante la velocità di rotazione che un giradischi genera sul piatto.  Delle piccole variazioni o sbalzi nella velocità di rotazione di un giradischi possono infatti andare ad incidere sulla qualità sonora della traccia, alterando il pitch di una traccia o creando comunque un effetto distorsivo . Minore è il wow e flutter dichiarato da una compagnia per un giradischi, maggiore sarà la qualità sonora e la &#8220;fedeltà&#8221; al suono originale. Di solito è bene non andare al di sopra dello 0.1% -valore comunque già alto- e cercare comunque di rientrare in valori centesimali come ad esempio 0.035% (Technics).</p>
<h2 style="text-align: center;">Antiskating</h2>
<p style="text-align: justify;">Prima di comprare il vostro amato giradischi, specialmente se è stato già usato e non è dunque nuovo, è bene controllare se <strong>l&#8217;antiskating</strong> è in buono stato. La rotazione di un vinile genera ovviamente una forza centripeta che &#8220;spinge&#8221; la puntina e la cartridge verso l&#8217;interno del disco; questa forza, la quale forza la puntina a &#8220;buttarsi&#8221; di piu su un solo lato del solco, crea dunque uno sbilanciamento del segnale tra il canale destro ed il canale sinistro, non permettendo quindi una adeguata riproduzione stereo -oltre che ovviamente ad aumentare le probabilità che la puntina salti-. L&#8217;antiskating serve dunque  a generare una forza opposta a quella centripeta, permettendo alla puntina di rimanere in linea. Di solito per regolarla troveremo una piccola rotellina numerata come mostrato nell&#8217;immagine; il vostro Paolo Bietolini ha creato un video dimostrativo su come regolare l&#8217;antiskating, e lo potrete trovare piu in basso nella pagina.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/2020v4_AntiSkate.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F2020v4_AntiSkate.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2241 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/2020v4_AntiSkate.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2F2020v4_AntiSkate.jpg','')" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Peso e stabilità di un giradischi</h2>
<p style="text-align: justify;">Come probabilmente già sappiamo tutti, le discoteche sono un luogo alquanto caotico. Per poter sopravvivere in questi tipo di ambiente, un buon giradischi deve avere un<strong> peso consistente</strong> -di solito oltre i 10 Kg Ex: Technics, 12.5kg- e dei &#8220;piedini&#8221; stabili ,antivibrazione, resistenti e che assicurano una presa sicura . Tutto questo è necessario per proteggere il giradischi dagli spostamenti d&#8217;aria , dalle vibrazioni create dall&#8217;impianto PA e per dargli la possibilità di resistere ad eventuali scossoni provenienti da persone od oggetti. Un giradischi troppo leggero od instabile sarebbe infatti soggetto ad eccessive vibrazioni o addirittura minuscoli spostamenti, che andrebbero ad influenzare di gran lunga la qualità e stabilità del suono, oltre che ovviamente la puntina.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/dsc4193.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fdsc4193.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2234 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/dsc4193.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fdsc4193.jpg','')" alt="" width="450" height="374" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Altre funzioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Oggigiorno, con l&#8217;avanzare della tecnologia, molti giradischi vengono anche equipaggiati con funzioni aggiuntive. Alcuni esempi sono  la presenza di una <strong>porta usb</strong> integrata -per poter registrare il vostro vinile su pc-, la <strong>funzione reverse</strong> -che vi permette di far girare il disco al contrario- ed il <strong>quartz lock</strong> &#8211; che una volta premuto ritorna il valore del pitch sullo 0%, anche se il pitch fader non è tornato fisicamente su tale posizione-. Altre funzioni opzionali sono la regolazione dello start time e del break time o la presenza di un secondo pulsante &#8220;Start&#8221; per poter utilizzare un giradischi in posizione verticale -anche detta modalità &#8220;battaglia&#8221;, utile per gli scratchers.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni giradischi, come ad esempio quelli Stanton, offrono altre features come ad esempio un&#8217;uscita digitale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SPDIF" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSPDIF','%22S%2FPDIF%22')" target="_blank">&#8220;S/PDIF&#8221;</a> la quale vi permette di collegare il giradischi direttamente ad un registratore digitale o alla scheda audio del vostro computer, oppure dei piccoli display, presenti su alcuni Numark- sui quali è possibile visualizzare il valore del pitch e varie altre opzioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ionttusb05_turntable.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fionttusb05_turntable.jpg','')"><img class="size-full wp-image-2243 aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ionttusb05_turntable.jpg" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F06%2Fionttusb05_turntable.jpg','')" alt="" width="320" height="353" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In conclusione, oggigiorno il mercato dei giradischi abbonda di soluzioni adatte a ogni tasca e preferenza; alcune di queste soluzioni, grazie anche all&#8217;avanzare della tecnologia e dei tempi, risultano essere anche superiori ai rinomati Technics&#8230;tocca solo a voi saper scegliere il più adatto alle vostre esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Contatta il creatore di questo articolo su Twitter:  <a href="https://twitter.com/NickFrancavilla" onclick="return TrackClick('https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla','https%3A%2F%2Ftwitter.com%2FNickFrancavilla')" target="_blank">https://twitter.com/NickFrancavilla</a> . Anteprime esclusive sugli articoli, dietro le scene, news, info, curiosità, previews e tanto altro.</p>
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